Mega eolico. 18 pale tra pajare e muretti a secco

IL REPORTAGE. Ugento. Il progetto della Erg non tiene conto delle ricchezze ambientali, storiche ed archeologiche che la zona conserva

UGENTO – 18 aerogeneratori alti 120 metri e potenti, in tutto, 45 Mw. Il tutto in un territori di 400 ettari. Non lontano dal centro abitato, tutt’altro. Nella zona – le contrade Varano, Fumusa, Tore e Gialli –, al centro dei territori di Ugento, Taurisano e Casarano, abitano diverse famiglie, principalmente di cittadini di taurisanesi. Sono solo alcuni dei numeri del mega impianto eolico che la Erg vorrebbe realizzare nel territori di Ugento. Solo alcuni dei numeri che hanno scatenato le tante osservazioni da parte di gruppi politici, associazioni e singoli cittadini che temono di vedersi privare del proprio spazio vitale, della propria aria, della vista di cui godono, oggi, dalla finestra di casa. Ma anche del bene “paesaggio” e della storia che esso racconta. Le principali osservazioni al progetto è che non tenga conto delle ricchezze ambientali, culturali ed archeologiche che si trovano nell’area. Le 18 pale sterminerebbero strade di campagna, passerebbero sopra – e se non proprio sopra, accanto – alle tipiche costruzioni rurali, come i trulli, le pajare i frantoi ipogei, che invece la Regione vuole tutelare, com’è giusto, perché sono la memoria dell’identità salentina. Ecco che cosa incontrerebbe, nel suo percorso, il mega impianto eolico.

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In quest’area delimitata da muretti a secco dono previsti gli aerogeneratori n.11 e 20

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Panoramica da est dell’intero impianto; la zona è sottoposta a vincolo idrogeologico La centrale sorgerebbe nel mezzo di boschi, macchia mediterranea, nella zona in prossimità della stazione ferroviaria.

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Bosco di Varano Proprio accanto a frantoi ipogei che invece andrebbero tutelati e valorizzati.

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Località Gialli: entrata del frantoio ipogeo Per non parlare dell’impatto visivo che un simile progetto avrebbe.

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Località Varano dominata dal bosco

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Località Crocefisso Inoltre, risulta poco chiara la questione degli accessi per le operazioni di cantiere e di trasporto delle torri e degli aerogeneratori data la loro notevole mole; si dovranno utilizzare delle piccole vie vicinali se non addirittura padronali per poter raggiungere i punti di installazione e questo comporterà la demolizione di tratti notevoli di recinzioni di diversa natura e dimensione oltre muri a secco.

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Strada di accesso alla torre 4 Tra l’altro il Comune di Ugento con delibera di Consiglio Comunale del 30 maggio 2002 n. 14 ha dichiarato “monumenti della civiltà contadina” i muri a secco, i trulli, le neviere, i trappeti, colombaie, cisterne, che la centrale distruggerebbe.

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Accanto a questa pajara è prevista la collocazione di una torre eolica

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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