Budget sanità privata. Tar boccia Asl Lecce

Bari. La sentenza del Tar di Bari dà ragione a sei strutture private odontoiatriche. Ora si attende l'effetto cascata

BARI – Budget di spesa sanitaria per gli istituti privati convenzionati: punto e accapo. Arriva dal Tar di Bari la sentenza che dà ragione a sei strutture leccesi della branca di odontoiatria. Il Tribunale amministrativo di Bari, con sentenza immediatamente esecutiva, ordina all’Azienda sanitaria locale di assegnare ai ricorrenti le somme stabilite nel 2009, anche per il 2010 e il 2011. Il Tar ha anato infatti la delibera numero 1500 con cui la giunta regionale nel 2010 ridistribuiva il budget ai privati secondo nuovi criteri ‘territoriali’, di fatto decurtandolo, in alcuni casi, anche dell’80 per cento. A seguito della delibera 1500 si costituì il ‘Comitato per la libera scelta del cittadino in sanità’, che raccoglieva centinaia di strutture sanitarie di tutta la regione, con l’obiettivo di convincere la Regione Puglia e l’assessore Fiore a retrocedere, ottemperando a quanto imposto dalla normativa statale di settore, ossia da una parte garantire la libera scelta del cittadino e dall’altra far si che vi fosse una rispondenza delle strutture e del budget loro assegnato al fabbisogno, quindi alla domanda di prestazioni sanitarie. L’applicazione retroattiva della delibera 1500 infine, arrivata a metà del 2010, gettò i privati nel caos: molti grandi istituti si trovarono nella condizione di dover chiudere le liste d’attesa avendo esaurito il budget. Dopo alcune sentenze del Tar di Bari che già avevano anato la retroattività del provvedimento regionale, facendolo valere solo dal giorno in cui era entrato in vigore, ora arriva l’ultima pronuncia e la più clamorosa. Anando la delibera 1500 a cascata il Tar ana anche i provvedimenti conseguenti, cioè il Dief (documento di indirizzo economico e funzionale, dgr n. 2866/10) con cui la Regione ha determinato le risorse stanziabili per la sanità privata; in particolare ha anato tutte le delibere (e tra queste le nn. 2929/10, 3041/10 e 81/11) con cui l’Asl Le (dapprima con il Commissario Straordinario e poi con il Direttore Generale attualmente in carica) ha inteso dare applicazione agli atti regionali, dichiarando contestualmente la ità degli accordi contrattuali conseguentemente sottoscritti tra le parti. “Tale pronuncia – ha affermato l’avvocato dei sei ricorrenti, Alberto Pepe – è immediatamente esecutiva e ha quale immediato effetto quello di vedere riconosciuto, in termini di remunerazione, ai ricorrenti tutto ciò che hanno erogato negli anni 2010 e 2011 nei limiti dell’unico tetto di spesa ancora vigente e cioè quello 2009”. Una pronuncia salutata con sollievo dal Sindacato branche a visita, il cui segretario regionale Vito Mazzei afferma che “la sentenza del Tar di Bari ha cancellato dal mondo del diritto un atto regionale particolarmente iniquo. La Regione nel dichiarato intento di agevolare l’avvicinamento dei servizi specialistici ai cittadini del territorio non solo non ha conseguito tale obiettivo ma ha raggiunto lo sperequante risultato della quasi totale uniformità di ciascun professionista”. La situazione delle liste d’attesa intanto è prossima al collasso. Lo denuncia Ruggiero Calabrese, direttore sanitario del Laboratorio Calabrese di Cavallino, che lancia l’allarme sul rischio chiusura delle prenotazioni entro il mese di gennaio: “La legge 1500 ha un paradosso, per il quale vengono penalizzati i pazienti e, di conseguenza, le strutture che erogano prestazioni di alta specialità radiologica (“esami salva vita”). Nel nostro Istituto il budget è stato complessivamente ridotto di circa il 60%, situazione aggravata da una maggiore richiesta di indagini, proveniente anche da distretti Asl del nord della Puglia. Di conseguenza, se non vi saranno interventi per rimodulare i budget in maniera meritocratica, nell’arco di un mese saremo costretti, nostro malgrado, a chiudere le liste per l’anno 2012”. Ora l’effetto cascata, su tutti i pronunciamenti nei ricorsi dei privati pendenti dinanzi al Tar di Bari è facilmente prevedibile. Articoli correlati: Sanità. Il Tar: ‘No ai tetti di spesa'(17 giugno 2011) Tac Pet nel Salento (6 novembre 2011) Sanità privata: ambulatori in ginocchio(6 gennaio 2012) Sanità privata in ginocchio. Licenziamenti all'orizzonte (9 gennaio 2012)

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