Carnevale. La politica diserta l’assemblea di Barba

Gallipoli. Il deputato del Pdl aveva convocato per ieri un incontro in cui discutere misure per salvare la storica manifestazione. Assenti tutti gli altri gruppi politici

GALLIPOLI – All’assemblea convocata ieri dal deputato del Pdl Vincenzo Barba per trovare misure idonee a “salvare il Carnevale”, alle prese con le ristrettezze economiche, non c’era alcun rappresentante di altre forze politiche. Una grave colpa per la politica – secondo il coordinamento cittadino del Pdl – che invece avrebbe potuto cogliere l’occasione per addolcire il clima che si respira in città e fare fronte comune su tematiche che sono di interesse pubblico. “A fronte dell’impegno profuso dal nostro deputato – si legge in una nota diffusa dal Pdl di Gallipoli – non possiamo non notare l’assenza degli altri partiti e degli altri movimenti politici cittadini che hanno disertato in massa l’assemblea popolare. Sarebbe potuta essere un’autentica occasione di svelenimento del clima politico, poiché nei momenti fondanti di una comunità i partiti avrebbero dovuto mettere da parte inutili distinguo e contribuire, all’unisono, alla comune sottoscrizione di iniziative in favore dello svolgimento delle manifestazioni carnascialesche, a cominciare dalla sfilata dei carri”. “Possibile che non si riesca a dare l’immagine di una politica che, lontana dagli inciuci, si impegni con orgoglio anche quando ci sono da portare in porto progetti o eventi coinvolgenti ma disinteressati”, continua il coordinamento. Vincenzo Barba intanto ha garantito di coprire al 50% le spese per l’organizzazione della manifestazione. L’impresa, tuttavia, dato il silenzio attorno, risulta più difficile di quanto sembrasse. 14 gennaio 2012 Carnevale. Barba mette il 50% GALLIPOLI – Domani alle 11 presso l’Oratorio San Lazzaro. L’appuntamento, per la città di Gallipoli, è sentito più che mai. E’, infatti, l’appuntamento che il deputato gallipolino Vincenzo Barba, ha fissato per l’assemblea pubblica che ha lo scopo di affrontare e risolvere il problema della carenza di denaro pubblico che rischia di far saltare il Carnevale di Gallipoli. Barba proprio non ce la fa ad accettare l’idea che ristrettezze finanziarie impediscano il consueto svolgimento delle manifestazioni legate al Carnevale. “Nelle scorse ore dopo aver appreso dagli organi di informazione della malaugurata eventualità che, anche per questioni economiche, non si possa svolgere il Carnevale – ha spiegato Barba, storicamente “attaccato alla manifestazione – mi sono recato personalmente dai maestri artigiani che realizzano i carri allegorici per chiedere cosa ne pensassero e, dopo aver raccolto la loro tristezza e al contempo la loro disponibilità a rimboccarsi le maniche per recuperare il tempo perduto, ho ritenuto doveroso convocare un’assemblea pubblica per invitare tutti coloro che dovranno dire la propria in termini concreti e non con fantasiosi giri di parole: rappresentanti istituzionali, mondo dell’imprenditoria, papabili aspiranti amministratori, società civile, personalità della cultura, esperti organizzatori di eventi carnascialeschi cittadini, gallipolini veraci, uomini di buona volontà con pregressa esperienza in materia o meno e tutti gli amanti del bello”. “Mi aspetto, di conseguenza – ha aggiunto il parlamentare del Pdl – una sala gremita in ogni ordine di posto, poiché sono in tanti coloro che amano Gallipoli non soltanto a parole, ma con i fatti. Né si può immaginare che ci siano persone tanto loquaci quando si deve intervenire su progetti dalla forte ricaduta economica in entrata, mentre si chiudono nel silenzio quando giunge il momento della sensibilità in uscita, in maniera disinteressata”. Ma Barba non si è fermato alla convocazione dell’assemblea e dalle parole è passato ai fatti, dichiarandosi disponibile a coprire il 50% delle spese che si dovranno sostenere per permettere la sfilata dei carri e tutti gli eventi a corredo del Carnevale ed ha invitato gli altri imprenditori della città a fare altrettanto. “Non ho dubbi che tutti gli altri, imprenditori e rappresentanti istituzionali, aspiranti papabili a tutto, ad ogni livello e grado, si comporteranno di conseguenza – ha dichiarato – poiché le idee è giusto lasciarle agli uomini di organizzazione e di cultura, mentre l’argent è bene che lo metta sul tavolo chi può, almeno apparentemente, e deve farlo”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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