Marine leccesi. Salvemini: ‘Ripartire da zero’

Lecce. San Cataldo, Frigole, Torre Chianca. Tre marine, tre proposte per sanare il degrado

Di Carlo Salvemini* LECCE – I danni del maltempo ripropongono il tema del litorale leccese: ancora una volta è l’emergenza a ricordarci il ritardo ormai insostenibile accumulato su questo ambito della nostra città. Emerge chiaramente l’immagine di una grande vulnerabilità, che ha l’espressione duplice di un unico volto: da un lato la fragilità del litorale sabbioso periodicamente eroso, dall’altro quella delle politiche del governo del territorio che in questi anni hanno delineato un vuoto incolmabile di azioni e programmi. Il degrado ambientale e paesaggistico in senso lato delle marine leccesi, dalla linea di costa fino alle parti edificate: da S. Cataldo a Frigole, a Torre Chianca è il ritratto chiaro di una politica vuota di senso, oltre che irresponsabile, che ritraendosi mette a nudo una parte di città che è ancora in attesa. Risulta così evidente l’immagine estrema di una costa sabbiosa ridotta allo stremo dell’erosione, di un paesaggio costiero e urbano indistintamente marginale e debole nella negazione del water front urbano a S. Cataldo, nel degrado del borgo di Frigole, nella precarietà del sistema dunale e residenziale di Torre Chianca; questa evidenza ci ricorda che alla vulnerabilità del territorio non può corrispondere una politica debole e incapace di attuare un programma razionale di priorità nel raggiungimento degli obiettivi che si prefigge. Il litorale leccese ha bisogno al contrario di uno sguardo consapevole sulla realtà, che sappia cogliere l’attenzione contemporanea al tema delle criticità ambientali che impongono nelle scelte di governo azioni volte alla mitigazione del rischio ambientale; senza questa consapevolezza è impensabile pensare di valorizzare il sistema costiero del litorale leccese: incentivare la vocazione turistica, garantendo la fruizione costiera. Fare di Lecce e le sue marine un’unica città. Bisogna da un lato pianificare gli interventi di mitigazione del rischio con progetti di riqualificazione ambientale importanti volti a consolidare il litorale sabbioso, contenendo l’erosione a favore del ripascimento; costruire coerenze con la pianificazione sovraordinata regionale e valorizzare il sistema di una fruizione balneare, nell’equilibrio tra spiagge pubbliche e lidi attrezzati e, dall’altro, mettere a fuoco un’idea strategica del litorale ponendo le differenze che si articolano lungo 20 km di costa come punti di forza, tematizzando gli interventi tra S. Cataldo, Frigole e Torre Chianca. Riconoscere priorità d’intervento, differenze e peculiarità dentro un unico sistema è la strada per rilanciare le marine. San Cataldo E’ il fronte urbano di tutta la città. Occorre consolidare la sua immagine, rafforzarla con interventi integrati ed ambiziosi che al porto accompagnino un grande progetto di spazio pubblico; non un debole disegno di marciapiedi che sacrifica la centralità urbana di un lungomare nel water front urbano. Bisogna riorganizzare l’accessibilità e la fruizione costiera, delineando un fronte urbano chiaro e forte come molte città negli ultimi anni hanno fatto in Italia e in Europa. Frigole A Frigole bisogna intervenire con un progetto complesso di riqualificazione che intervenga sul borgo rispondendo realmente alle richieste inevase delle comunità, che guarda all’attività della pesca come ad un tema centrale da valorizzare, che rilancia anche il tema della ruralità e della fruizione paesaggistica alla scala urbana, rafforzando le relazioni con la città (mercati, fattorie didattiche). Torre Chianca Consolidare il litorale sabbioso, con un progetto ambientale, valorizzare la fruizione costiera con un progetto di spazi pubblici che migliorano la percezione del mare e valorizzano la fruizione balneare. Intervenire sulla riqualificazione del tessuto residenziale privo di un adeguato progetto pubblico di interventi essenziali: dalle reti (fogna, luce, acqua) alla maglia viaria. *candidato

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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