La chiesa parla a chi la sa osservare

Lecce. La studiosa Giovanna Falco scopre due epigrafi sulla facciata della Chiesa Nuova

LECCE – La scoperta è stata casuale, come lo sono le più sorprendenti. Come spiega lei stessa, la studiosa Giovanna Falco, è accaduta mentre passeggiava per il centro di Lecce alla ricerca di scorci da fotografare. All’improvviso, dice, “mi sono imbattuta in due iscrizioni poste sulla facciata della Chiesa Nuova in via Giuseppe Libertini”. La prima epigrafe è incisa sull’architrave del portale e non è stata mai rilevata da alcuno studioso. Vi si legge l’iscrizione “iustus ut palma florebit”, che si ritrova anche all’interno della chiesa, sull’arco dell’altare maggiore e significa “il giusto fiorisce come palma”. Per cogliere il significato dell’iscrizione, la studiosa fa riferimento proprio all’iscrizione simile situata all’interno, quella che – dice – Nicola Vacca riconduce alla famiglia Mattei e Michele Paone interpreta come il motto dei Palmieri. Entrambe le famiglie, spiega Falco, hanno avuto il patronato della chiesa. La scritta, dunque, risale a un periodo che va da dopo il 1763, quando era abate Tommaso Paladini, al 1836: anno in cui i Palmieri vendettero il palazzo. La seconda epigrafe si trova alla sommità della facciata ed è di difficile interpretazione. Potrebbe trattarsi di una data o di un messaggio abbreviato.

Chiesa Nuova seconda epigrafe

Non sono tante le notizie relative alla Chiesa Nuova, oggi nota come chiesa di Santa Elisabetta, perché per un certo periodo ha accolto la Confraternita Visitazione Maria SS.ma a S. Elisabetta. Controverse le informazioni e le date relative all’edificazione. Lo studio più approfondito di queste due nuove epigrafi potrebbe portare a conoscere di più sulla sua storia. La chiesa, chiusa al culto, è occasionalmente aperta al pubblico.

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