C'è signorina e signorina

Lecce. L'assessore Ripa a corto di argomenti sfodera il suo animo da camerata contro Vendola

Noi donne ci siamo abituate fin da adolescenti: quando un uomo vuole sminuirti come persona e soprattutto non ti vuole riconoscere la tua competenza ti chiama 'signorina'. Mi è successo decine di volte di correggere: “Mi chiami pure dottoressa”. Oppure, quando mi chiamano signora (usato sempre con la stessa accezione di signorina), di invocare Loredana e affermare: “Non sono una signora”. Contro Ripa e a difesa di Vendola si sono levati gli scudi di lesbiche e omosessuali. Ma è un errore. Si sarebbero dovute indignare le donne (e io come donna lo sono molto), perché l'assessore Ripa per offendere il presidente Vendola sceglie di equipararlo ad una 'signorina', una donna. Come dire che essere donna è sminuente, sfoderando un approccio machista da Anni cinquanta. Ripa ha fatto solo l'errore di dire ingenuamente quello che si dice quotidianamente alle donne e agli omosessuali, ovviamente equiparandoli, confondendo genere e orientamento sessuale. Da femminista quale sono provo pena per lui e quelli come lui: è il misunderstanding tipico di chi con il sesso non ci mastica troppo.

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