Stazione ed ex cave di Marco Vito. Salvemini: ‘Trasparenza’

Lecce. Il candidato alle Primarie chiede all’Amministrazione di coinvolgere i cittadini nelle scelte relative alla trasformazione urbana

LECCE – Guardare non a quanto si spende, ma a come lo si fa. E soprattutto coinvolgere i cittadini nei processi di trasformazione urbana. Lo chiede Carlo Salvemini, candidato alle Primarie del centrosinistra, all’Amministrazione comunale leccese. In particolare l’attenzione di Salvemini si concentra sul duplice progetto che interessa il capoluogo salentino: la riqualificazione delle ex cave di Marco Vito e il ribaltamento della stazione ferroviaria. Due progetti da diversi anni ormai oggetto di un dibattito interno tra tecnici ed Amministrazione, di cui la città, secondo il candidato, non ha mai avuto adeguata informazione. In particolare, il progetto di Alvaro Siza per la riqualificazione delle cave è stato oggetto del Concorso di idee per la realizzazione della città dell’arte e della musica e del parco della cave; quello relativo alla stazione FS di Lecce (finanziato con delibera Cipe n.62 del 3 agosto 2011) prevede il ribaltamento della stessa consentendo l’accesso ai binari sia da viale Quarta che dal nuovo ingresso verso via del Ninfeo. Si annunciano distinte tranche di finanziamenti in atto che dovrebbero consentire l’attuazione dei progetti ma non è chiaro come verrà distribuita la spesa e le ripercussioni che essa avrà sull’assetto generale dell’intero ambito urbano. La proposta di Salvemini, allora, è duplice. 1. Aprire i progetti alla città, attuare una politica di trasformazione urbana trasparente in cui le scelte siano condivise con la cittadinanza. Il concorso di idee del 2010 dichiarava la volontà di dare risalto all’iniziativa mediante l’annuncio di una mostra dei progetti candidati, oltre che alla organizzazione di giornate di studio tematiche. Ma la mostra non è mai stata allestita e non è mai stato organizzato alcun convegno e la città non ha ancora avuto l’opportunità di conoscere in che modo le cave di Marco Vito saranno riqualificate, e come avverrà il ribaltamento della stazione ferroviaria. “Si faccia una mostra permanente dei progetti del concorso di idee – dice il candidato – si racconti alla città la storia che Lecce si appresta a riscrivere su una porzione urbana di grande importanza esponendo il Prusst, il Piano Particolareggiato e tutti i progetti del concorso di idee”. 2. Organizzare in città uno “urban center”, ossia un centro di comunicazione, sul modello di quelli attivi in altre città italiane, in cui l’Amministrazione presenta, discute e indirizza le proprie trasformazioni territoriali e urbane. “Lecce invece – aggiunge Salvemini – da anni è alle prese con la redazione del nuovo Pug le cui previsioni di partenza, in attesa dell’approvazione del Documento preliminare, sono ignote a tutti. Noi pensiamo che sia invece fondamentale che tutti i soggetti che concorrono a disegnare il volto della città, istituzioni pubbliche, cittadini, associazioni, ordini professionali, rappresentanti del mondo economico e sociale, trovino spazi luoghi incontri per costruire informazione e conoscenza”.

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