Fli. Il primo presidente è Nuzzo

Casarano. I lavori del congresso di nomina sono stati aperti da Paolo Pellegrino. Continua il dibattito sulle dimissioni di D’Onofrio

CASARANO – Nominato il primo presidente cittadino di Futuro e Libertà. E’ Benedetto Claudio Nuzzo, bancario, eletto dall’assemblea riunita nel primo Congresso cittadino del partiti di Fini, che si è svolto l’altra sera presso il ristorante “Marabù” a Casarano. Il neo presidente, accettando l’incarico, ha confermato la piena disponibilità nel creare una coalizione intorno al partito nell’interesse della città. I lavori del congresso sono stati aperti da Paolo Pellegrino, presidente provinciale di Fli, il quale, dopo aver illustrato le idee del partito di Fini sia a livelli nazionale che locale, ha ringraziato il commissario uscente, Marcello Margari, per il lavoro svolto. Pellegrino, inoltre, ha esortato tutti i presenti ad impegnarsi sul territorio “per fornire il proprio contributo alla risoluzione dei problemi di Casarano ed anche a dare il proprio apporto in vista delle prossime scadenze elettorali”. Quanto alle strategie elettorali di Fli non ci sono dichiarazioni ufficiali. A livello locale, il partito di Fini ha privilegiato il dialogo con Udc e Api, ossia con gli alleati del cosiddetto “Terzo Polo”, finché queste forze non hanno partecipato al tavolo di discussione del centrosinistra. Il dialogo con Udc e Api, tuttavia, non si è mai chiuso, gli incontri potrebbero riprendere, ma è possibile pure che i finiani incontrino altre forze politiche. Continua, intanto, il dibattito seguito alle dimissioni del commissario prefettizio Giovanni D’Onofrio. Il circolo cittadino di Sel definisce “inquietanti” le dichiarazioni del movimento politico dell’ex sindaco Ivan De Masi che aveva definito Casarano ‘come una città difficile da gestire, a livello sociale, politico ed istituzionale, con pressioni d’ogni tipo’ sistematicamente esercitate su chi ha responsabilità di governo”. “Si tratta di dichiarazioni certamente forti e molto gravi – replica Sel – che lasciano intendere come Casarano sia ostaggio di una sorta di potere occulto in grado di segnare le sorti delle istituzioni democratiche. Se fosse vero che l’ex sindaco De Masi è stato oggetto di pressioni e condizionamenti ‘d’ogni tipo’ e che tale trattamento non fosse stato risparmiato neppure al commissario D’Onofrio, tanto da essere indotto ad abbandonare il suo incarico, allora – conclude Sel – corre l’obbligo civile e morale da parte di chiunque ostenti tanta sicurezza sull’argomento, di denunciare fatti e responsabilità alle autorità competenti”.

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