Fusco, preferisco restare a fianco ai cittadini

Brindisi. La smentita dell’avvocato. ‘Non mi candido. Non ci sono le condizioni’

BRINDISI – Tra le personalità più prestigiose di Brindisi, noto per le sue battaglie legali, combattute come avvocato volontario affianco ai cittadini contro il rigassificatore e il carbone. Da sempre le sue posizioni politiche e la sua sensibilità sono state vicine a quelle del centro sinistra. A sorpresa era stato indicato come possibile candidato del centrodestra da Mennitti, con cui però, fa sapere l’avvocato, non ha potuto confrontarsi direttamente perché entrambi impossibilitati da circostanze personali. Ora l’avvocato affida ad un lettera la sua smentita. Gentilissimo Direttore, desidero ringraziare Lionello Maci per avermi indicato come un buon candidato o Sindaco per il centro-destra. Conoscendo la storia personale e l’attenzione alle problematiche di Brindisi di Lionello Maci, non posso non ringraziarlo, così come ringrazio quanti altri eventualmente abbiano fatto il mio nome, persino per il centrodestra, pur essendo notoriamente il centrosinistra la mia area di riferimento. Non appena il mio nominativo è stato fatto come possibile candidato Sindaco ho riferito ai molti amici che mi chiedevano se tale possibilità esisteva per davvero, che questa volta non mi sarei né proposto né sottratto, ma che non reputavo che ce ne fossero le condizioni. In altre occasioni, avendo svolto un qualche ruolo ora nel Comitato referendum contro il carbone e per la chiusura di Brindisi Nord (a fianco del Dott. Tonino Di Giulio), ora nel Comitato contro il rigassificatore (essendomi occupato a titolo di volontariato a fianco dell’ex Presidente Errico delle iniziative giudiziarie che hanno portato al sequestro dell’impianto ed alla sospensione dell’autorizzazione grazie al ricorso all’Unione Europea), ritenevo inopportuna una eventuale mia candidatura, così come ebbi ad esprimere a chi me la richiese, perché avrebbe indebolito le ragioni delle iniziative assunte contro il carbone o contro il rigassificatore, facendole passare per pretesti per una carriera politica. Questa volta, essendo passato un certo tempo dagli ultimi atti compiuti nell’anno 2007, tale ragione di inopportunità era venuta meno; ciò nonostante, come ebbi subito a dire, mancavano le condizioni per una mia possibile candidatura, essendo comunque il mio nome così legato alle vicende ed alle iniziative assunte contro il carbone e contro il rigassificatore. Sembrerà strano – dinanzi a partiti che tutti sbandierano in piazza la propria opposizione al rigassificatore – ma è così. Infatti, al di là delle dichiarazioni di facciata, spesso operate per logiche di consenso elettorale, i gruppi di comando che ancora occupano e determinano le scelte nei principali partiti non sono veramente contro il carbone o contro il rigassificatore, auspicando anzi che il rigassificatore si faccia, magari perché a loro dire “imposto dal Governo nazionale”, non fosse altro che per continuare quella gestione dei subappalti e delle assunzioni che è stato il modo di far politica – a Brindisi come altrove – di una vecchia classe dirigente, che reputa essere questo ancora oggi il miglior modo per mantenere il consenso ed il potere politico. Se si vuole una controprova basti pensare alla circostanza che anche i principali partiti che si dichiarano contro il rigassificatore, tanto da farne il primo quando non l’unico elemento del proprio programma, si guardano bene poi dall’esprimere come proprio candidato qualcuno dei tanti Brindisini che hanno militato per tali iniziative a tutela della salute dei cittadini e per un diverso sviluppo della città, e tra i quali si rinverrebbe sicuramente qualcuno all’altezza del compito affidato. E’ come se i movimenti neri di lotta in Sudafrica contro l’Apartheid, avessero espresso poi come proprio leader di governo un critico d’arte o un personaggio televisivo, invece che Nelson Mandela, che in detta lotta si era contraddistinto. Tale circostanza è veramente anomala, ed esprime una significativa contraddizione tra il dire ed il fare, in cui, come in tutte le contraddizioni di questo tipo, prevale il significato del fare. L’anomalia, infatti, non è frutto di follia o di disattenzione, riflettendo invece in pieno la contraddizione in cui versano alcuni vecchi centri di potere dinanzi ad una popolazione Brindisina divenuta in questi anni più consapevole dei propri diritti e più attenta alle scelte che riguardano il proprio futuro: da una parte consentire o sperare che il rigassificatore si faccia, in modo da operare su schemi già altre volte collaudati nei pregressi decenni e per la cui esecuzione essi sono già pronti ed attrezzati; dall’altra la necessità di non dichiarare tale propria effettiva volontà, per ragioni di calcolo elettorale. Ciò non toglie che siano in molti – anche all’interno dei principali partiti – a pensarla diversamente, ma costoro, reputo, non hanno oggi ancora il potere di condizionare le scelte da assumere. E sia chiaro che la posizione contro il carbone o contro il rigassificatore a Brindisi non contraddistingue solo coloro che sono contro tali iniziative, distinguendo più in generale coloro che vogliono per Brindisi uno sviluppo diverso da quello avuto in passato con il petrolchimico e con le centrali energetiche, da coloro che invece tale diverso sviluppo non lo vogliono, non fosse altro perché il vecchio tipo di sviluppo è quello che gli ha portati al potere, ed i cui interessi essi rappresentano e difendono. A Brindisi, quindi, l’essere a favore o contro il carbone o il rigassificatore non è un qualcosa limitato al carbone o al rigassificatore medesimo, ma è l’essere o meno a favore di un cambiamento nel tipo di sviluppo, nel tipo di economia che si vuole per la città. Né più né meno di come nell’ottocento – ed ancora oggi – il mondo si divise tra chi vedeva in Waterloo una sconfitta, ed in chi invece vedeva una vittoria. I primi erano coloro che volevano e vogliono un cambiamento, i secondi coloro che preferivano e preferiscono la conservazione dello status quo. La città di Brindisi, sul tipo di sviluppo da scegliere, è ancora enormemente divisa – trasversalmente ed indipendentemente da ogni riferimento politico alla destra o alla sinistra – tra coloro che vorrebbero uno sviluppo diverso, e coloro che, invece, tale diverso sviluppo non lo vogliono. Questi ultimi, rappresentando lo status quo, non possono consentire cambiamenti, se non di facciata, e che in sostanza lascino immutate le cose, secondo l’antico principio di conservazione del potere di “cambiare qualche piccola cosa perché a cambi”. Ed è così che si spiega l’affannosa ricerca di candidati che, quando non siano proprio dichiaratamente favorevoli al carbone o al rigassificatore, abbiano su tali argomenti una posizione inesistente o comunque ignota, che possa così non impedire i successivi accordi ed i successivi affari. Per la dirigenza di alcuni partiti è meglio così: consente di raccogliere i voti sia degli uni che degli altri, per poter continuare poi a fare ciò che più gli aggrada. Ed ecco perché a mio avviso, in tale situazione del tutto anomala ed eccezionale, la risposta dei cittadini di Brindisi a tali centri di potere locale, che sono trasversali, non può essere a sua volta che trasversale (come peraltro già nel recente passato accaduto), chiedendo ai cittadini di prescegliere il programma che preferiscono per la loro città ed il candidato e la squadra di governo che meglio garantiscano l’attuazione di tale programma, e fermi restando i rispettivi convincimenti politici e culturali, da valere per le scelte in campo nazionale, od anche in quelle locali, una volta ripristinata una situazione di normalità. Per parte mia, nel ribadire che mai mi sono proposto ad alcuno, sarei stato disponibile a valutare una proposta di candidatura all’unica condizione che vi fosse stata coesione sulle cose da fare e sul nuovo sviluppo da dare alla città, posizione che, con me, per le mie pregresse iniziative, non avrebbe potuto certo essere ambigua, o da definire con comodo dopo le elezioni ed una volta presi i voti dai cittadini. Un non appartenente ai partiti, non avendo alcuna influenza sui medesimi, può sentirsi garantito solo se ravvisa che sulle cose da fare ci sia un’ampia effettiva e sincera convergenza nella coalizione che lo indica, tale da consentirgli la individuazione di un condiviso dettagliato programma da sottoporre agli elettori e di una valida squadra di governo che sia la migliore per l’attuazione di quel programma. Altrimenti rischia di essere solo un mero volto nuovo o meno nuovo che alla prova dei fatti non potrà concludere a, lasciando perpetuare lo status quo, con l’aggravante di aver prodotto disillusione e di confermare che tutto è inutile, perché tanto, chiunque vada, a cambia. E questo sarebbe veramente il male peggiore, perché porterebbe al disimpegno un’ampia fascia della popolazione che, dopo anni di asservimento della città di Brindisi prima, agli inizi del novecento, alle servitù ed agli scopi militari, e poi, dal 1960, all’industria pesante chimica ed energetica, proprio nelle lotte contro il carbone e contro il rigassificatore ha maturato la consapevolezza di potersi riappropriare dei destini della propria città. Sono pertanto a ribadire l’esclusione di qualsivoglia ipotesi di mia candidatura non sussistendone i presupposti, e preferendo restare al fianco di quella maggioranza di cittadini che vogliono per Brindisi uno sviluppo diverso, e per i quali Waterloo è stata una sconfitta, come lo sarà l’eventuale non eliminazione del carbone o l’approvazione del rigassificatore. Con i più cordiali saluti. avv. Roberto Fusco

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!