La Bella Addormentata danza in salentino

Lecce. Al Teatro Politeama Greco da oggi a domenica. Con matinèe per le scuole. Al Tacco Franzutti svela la sua interpretazione della fiaba

LECCE – In scena la danza. In scena le emozioni. In scena il Balletto del Sud. Le coreografie di Fredy Franzutti. Con il coreografo, un nome nel panorama internazionale della danza, direttore artistico della compagnia, abbiamo parlato della sua produzione: “La Bella Addormentata”, musiche di Petr Il Ic Cajkovshij, scene di Francesco Palma, direttore Marcello Panni. Con la partecipazione di Lindsay Kemp nel ruolo della strega Carabosse. Al Teatro Politeama Greco da oggi a domenica per la Stagione Sinfonica e di Balletto della Fondazione “Ico”, Tito Schipa. Maestro rimane fedele alla coreografia di Petipa? “Essendo un coreografo penso a nuovi spettacoli, sono partito dal balletto di Petipà su musiche di Caikovskij per creare uno spettacolo completamente innovato. Anche se della celebre coreografia originale di Marius Petipà conserviamo due frammenti del primo atto: l’assolo di Aurora e l’adagio della rosa nel quale la bella principessa danza con quattro principi pretendenti. La struttura di base segue la traccia di Petipà ma il lavoro di trasposizione e traduzione fa intraleggere la struttura originale solo agli addetti ai lavori che conoscono il balletto classico. Per il pubblico sarà un balletto nuovo e moderno”. Quale è la sua lettura? “‘La Bella Addormentata’ è la fiaba che preferivo durante la mia infanzia, e che tuttora considero ‘la fiaba’. Nel realizzarne una mia versione ho voluto avvicinarmi allo spirito leggero della storia, e insieme ho fatto sì che la fiaba stessa si avvicinasse a me e al mio mondo, nel modo più diretto e concreto: cronologicamente e geograficamente. Ambiento la Bella Addormentata nel Salento e racconto, con la storia di Aurora, il tempo dei miei nonni, il tempo di mia madre, il mio tempo. Esprimo qui il particolare piacere di sapere che la produzione, viaggiando, rappresenta il tono mitico che, tra gli altri, in uno dei suoi scritti anche Margherite Jourcenar vedeva nella mia terra, l'Oriente dell'Italia”. Perché la sua principessa ha i colori e la freschezza di una giovane ragazza mediterranea? “La bella addormentata, da tutti conosciuta, è di Charles Perrault. Prima ancora di Perrault, l'italiano Giambattista Basile (nella raccolta “Lo cunto de li cunti”, Napoli 1636) narra di una principessa addormentata per un incantesimo nel meridione dell'Italia. Al racconto di Basile, Perrault si ispira per la sua versione edulcorata e borghese. Da qui la mia idea di riportare nel Sud del paese le disavventure della bella Aurora. Non a caso, il Salento, è il luogo d’Italia più esposto a Oriente e l’aurora la vediamo per primi. Questo mi ha permesso quello che il critico Vittoria Ottolenghi ha definito una vera ‘botta di teatro’: e cioè la sostituzione della puntura del consueto fallico fuso (che dovrebbe dare la morte alla sedicenne Aurora) con il morso della tarantola locale”. Come spiega la scelta di Lindsay Kemp di vestire i panni della malevola fattucchiera? “Per la leggibilità della drammaturgia, per l'efficacia dell'ambientazione e per la viva caratterizzazione dei personaggi, lo spettacolo ha raccolto, sin dalle prime rappresentazioni del 2000, la piena adesione di pubblico, ed è stato ampiamente lodato dalla critica. Nell’edizione del 2005 ho ampliato e evidenziato il ruolo della strega cattiva e l'ho affidato a un artista a livello mondiale Lindsay Kemp. Lo spettacolo ha avuto poi un ‘lancio’ completamente diverso con numerosissime repliche nei più importanti festival internazionali”. Una coreografia che abbraccia la drammaturgia teatrale. “La componente narrativa nella favola è molto presente e la pantomima la rende esplicita. La drammaturgia è tradizione in questo tipo di spettacoli. Abbiamo lavorato con i protagonisti per realizzare personaggi verosimili alla realtà. La bella e innocente Aurora (Elena Marzano), il principe antropologo (Carlos Montalvan), il padre possessivo e premuroso (Alessandro De Ceglia)”. La coreografia sarà giocata sull'essenzialità? “Lo spettacolo non è più ambientato nella Francia barocca di Perrault, ma nel Salento tra il 1945 e i nostri giorni, quindi scene e costumi risultano più essenziali. Ma come tutti i nostri spettacoli, le coreografie sono impreziosite da scene bellissime, con la firma di Francesco Palma, e preziosi costumi realizzati dalle ottime sartorie della nostra città Atelier Dora e Degàs. Emanuele Pellegrino è il responsabile degli allestimenti, Mario Buonatesta è il capo macchinisti, e Chiara D'Agostino, la responsabile sartoria”.

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