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Carceri invivibili, la protesta di agenti e detenuti

Trani. Mancano il riscaldamento e l’acqua calda. Troppi detenuti e poco personale. L'Osapp ha chiesto un incontro con i vertici dell’Amministrazione penitenziaria

TRANI – Carceri senza riscaldamento. Acqua fredda dai rubinetti. Protestano insieme, detenuti ed agenti di Polizia Penitenziaria. Le strutture penitenziarie pugliesi in inverno diventano gironi infernali in cui sono dannati non solo i detenuti ma anche gli agenti di sicurezza. E’ il sindacato Osapp (Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria), ancora una volta, a lanciare l’allarme sulle condizioni al limite dell’invivibilità che si riscontrano nelle carceri pugliesi e che verranno illustrate, se ancora ce ne fosse bisogno, in un incontro fissato per venerdì 25 novembre alle ore 16,30 all’interno della Sala Convegno del Super Carcere maschile di via Andria 300 a Trani, dove sono strati convocati tutti i quadri dirigenziali della Puglia. “Avevamo già annunciato nei recenti caldi mesi estivi – Domenico Mastrulli, vicesegretario generale nazionale Osapp – che bisognava intervenire in tempo per ripristinare accettabili condizioni logistiche e strutturali nelle carceri, che colpiscono chi sul posto di lavoro o sul posto di detenzione non può fare altro che subire. Da quando è iniziato il drastico calo delle temperature, agenti di Polizia penitenziaria e detenuti sono costretti al freddo”. Com’è facile immaginare, gravissima diventa la situazione nelle ore serali e peggiora nelle ore notturne quando si arriva anche a temperature vicine allo zero. Solo a Trani il contenzioso del gasolio da pagare sembra aggirarsi intorno ai 300mila euro, ma poi ci sono i contenziosi con Aqp, Amet o Enel ed i ritardi nei pagamenti con i fornitori di alimenti ed altri prodotti di prima necessità. “Lo Stato non può far pagare al detenuto una doppia pena ed al personale di polizia una perenne pena afflittiva”, aggiunge Mastrulli. Perché, in effetti, risulta una sorta di condanna l’essere costretti in ambienti in cui le condizioni igienico-sanitarie sono pessime. Accade un po’ ovunque, in Puglia. L’Osapp segnala i casi dei penitenziari di Lecce (pochi giorni fa il Tacco ha pubblicato l’allarme lanciato dal Tribunale per i diritti del malato in seguito ad una lettera da parte dei detenuti del reparto Infermeria), Taranto, Trani, Bari, Turi, Brindisi, Foggia, Lucera, Crf Trani. In quest’ultimo, sarebbero stati avvistati anche dei ratti nei corridoi del piano terra. In queste ore il sindacato inoltrerà un’informativa alla nuova ministra della Giustizia per chiedere, tra le priorità delle risorse nazionali, di tenere conto della condizione dei penitenziari e degli operatori della sicurezza lasciati a patire scarse condizioni igieniche e temperature ormai invernali. Intanto persiste il sovraffollamento delle celle e degli spazi comuni e di contro, la scarsità di personale con conseguente super-lavoro dei presenti. In Puglia si contano complessivamente 4.500 detenuti nelle undici strutture detentive, contro le 2.500 presenze regolamentari previste. Scarseggiano gli stanziamenti economici per missioni e straordinari. A questo si aggiunge una tredicesima che si prevede altamente tassata rispetto ai precedenti anni per perdita del valore economico e grave crisi nazionale. Articoli correlati: Borgo San Nicola. Detenuti privati di ‘quella dignità rimasta' Denuncia dell'Osapp: struttura fatiscente Carceri. Uil : in Puglia un 2010 di morte, proteste e violenze

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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