Pet Tac. Poli: ‘Regione schizofrenica e Commissione parlamentare assente’

Roma. L’intervento in Senato di Adriana Poli Bortone ricapitola l’iter intricato dell’accreditamento del Centro Calabrese al servizio sanitario regionale

ROMA – Ha parlato di schizofrenia, Adriana Poli Bortone, presidente di Io Sud, nel riferire in Senato le vicende relative alla Pet Tac Calabrese. Schizofrenico sarebbe stato, a suo dire, l’atteggiamento della Regione Puglia che in questi anni da una parte avrebbe erogato somme per sovvenzionare i viaggi dei malati oncologici fuori dal territorio salentino e regionale e dall’altro avrebbe poi pubblicamente sostenuto le ragioni di una Pet nella provincia di Lecce, non sbrogliando la intricata matassa della mancata convenzione con il Centro di medicina nucleare Calabrese di Cavallino che possiede, unica struttura in provincia, la tecnologia Pet Tac. La discussione in Senato risale al 29 settembre. La sottosegretaria di Stato alla Salute Eugenia Roccella riassume lo stato dell’arte sull’autorizzazione all’erogazione di prestazioni di Pet Tac in convenzione da parte di Calabrese, rispondendo ad una interrogazione della senatrice salentina, annunciando che con il provvedimento n. 83 del 2011 l’assessorato alle politiche della Salute ha autorizzato l’esercizio dell’attività di medicina nucleare con erogazione di Pet Tac al centro Calabrese e che in data 26 settembre 2011 è stato firmato il provvedimento regionale di accreditamento, con cui viene deliberata la copertura totale del fabbisogno atteso fino al 31 dicembre 2011. Così la Poli prende la parola cogliendo l’occasione per ricapitolare la questione, a partire dal gennaio 2008, quando la storia ha avuto inizio. “Ricordo che nel 2009 la Regione Puglia – puntualizza – ha dovuto affrontare costi per oltre 2 milioni di euro per remunerare le prestazioni di Pet Tac effettuate dai malati oncologici salentini nelle diverse strutture sparse su tutto il territorio nazionale. Ricordo anche che nel 2011 ha speso ben 2.056.905,31 euro sempre per lo stesso motivo, perché questi ammalati (e naturalmente le famiglie, con tutto ciò che comporta il cosiddetto viaggio della speranza verso altre Regioni) si sono dovuti recare: dieci in Piemonte, 279 in Lombardia, 31 in Veneto, uno in Liguria, 149 in Emilia-Romagna, undici in Toscana, due in Umbria, 106 nel Lazio, due in Abruzzo, 267 in Campania, 942 in altre province pugliesi e 147 in Basilicata. Inutile ricordare che tutte le prestazioni debbono essere remunerate a costo pieno dalla ASL di Lecce alle strutture eroganti. Quindi, non capisco quale convenienza vi sia stata per il presidente Vendola e per il suo assessore alla Sanità nello spendere oltre 2 milioni di euro per il 2009 e altrettanti per il 2010”. La presidente di Io Sud riferisce inoltre della convocazione di Vendola quale testimone nella causa intentata dai malati oncologici contro la Regione alla quale chiedono il rimborso delle prestazioni pagate di tasca propria; l’udienza era fissata per ieri ma Vendola non si è presentato, mandando in sua vece una funzionaria (circostanza non prevista, che ha determinato il rinvio dell’udienza al 23 novembre). E coglie l’occasione per denunciare la scarsa attenzione della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale sulla tematica della Pet Tac, nonostante le sue numerose sollecitazioni e trattare l’argomento, se non altro “perché è un dovere – dice – da parte di un parlamentare, cercare di comprendere il motivo per il quale, nella propria regione, si spendono inutilmente tanti danari e si è poi costretti ad aumentare le tasse dei cittadini perché si sfora il patto di stabilità o perché il Piano sanitario non è andato avanti o perché, comunque, la sanità non funziona”. “Mi rivolgo alla Presidenza del Senato – aggiunge Poli Bortone – per dire che, purtroppo, è molto deludente la risposta che fino ad oggi, dopo tre anni dall’insediamento della Commissione, è stata data in merito a questa tematica. Una tematica regolarmente messa da parte, e che ha visto soltanto una relazione da parte del relatore. Ho sollecitato una risposta più volte, attraverso una serie di documenti che ho fornito, documenti ufficiali, di stampa, senza nessun aspetto scandalistico. Non mi sembra, però, che ci sia una grande voglia di andare effettivamente a fondo rispetto alle cause della malasanità nella mia Regione”. Articolo correlato: Pet Tac nel Salento

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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