Palascìa. No del Tar alla base militare

Otranto. Accolto il ricorso dei comitati ambientalisti e delle istituzioni. Finisce una battaglia durata quattro anni

OTRANTO – Gli ambientalisti e le organizzazioni nate per la difesa di Punta Palascìa, uno dei luoghi più suggestivi del Salento, possono tirare un sospiro di sollievo. I giudici del Tar di Lecce, infatti, hanno accolto il ricorso presentato dai comitati bloccando il progetto della marina militare per la realizzazione di alloggi per il personale, un garage per gli automezzi e due torri di circa 11 metri di altezza di supporto ad antenne radar. Si chiude, almeno per il momento, una lunga vicenda amministrativa e giudiziaria che si protrae ormai dal 2006, da quando la marina militare presentò un progetto per ampliare con delle costruzioni in cemento la base già esistente, posta in prossimità del faro, nel punto più a est d’Italia. Il comitato “Giù le mani da Palascìa”, creato nell’agosto 2007 proprio in difesa della zona, aveva presentato ricorso al Tar il 28 novembre del 2007, con gli avvocati Valentina Stamerra, Adriano Tolomeo e Francesca Laforgia. Il ricorso era stato presentato anche dai Giuristi democratici e l’associazione Sud-Est Diving. Sulle stesse posizioni dei ricorrenti si erano poi costituite la Regione Puglia, difesa dagli avvocati Nicola Colaianni ed Anna Bucci, l’Ente Parco Otranto-Bosco di Tricase S.Maria di Leuca, con l’avvocato Carlo Barone e la Provincia di Lecce con gli avvocati Francesca Testi e Maria Giovanna Capoccia. La vicenda ha avuto negli ani un lungo iter giudiziario, che ha visto nel marzo del 2008 il no della Regione Puglia (Ufficio Parchi e riserve naturali dell'assessorato all'Ecologia) all'ampliamento della base militare. Dopo una lunga battaglia il Tribunale amministrativo aveva concesso agli avvocati difensori di visionare, in camera di Consiglio, i documenti relativi al progetto di ampliamento della base, coperti dal segreto di Stato. Oggi, dopo quattro anni, i giudici hanno accolto il ricorso, evitando la realizzazione di quello che era stato già definito un ecomostro. I dettagli della sentenza di accoglimento del ricorso saranno comunicati nel corso di una conferenza stampa che si terrà oggi a Bari. Soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti del Comitato, secondo cui “un gravissimo sfregio ad uno dei luoghi più belli del Salento è stato evitato, grazie all'impegno di moltissimi cittadini e delle Istituzioni locali. Un esempio di cittadinanza attiva e buona prassi amministrativa, che ha portato a un grande risultato”. 25 maggio 2011 Palascìa. Udienza davanti al Tar di Andrea Gabellone OTRANTO – Oggi, presso il Tar di Lecce, si terrà l'udienza che vedrà impegnato il Comitato “Giù le mani da Punta Palascìa” per la discussione del ricorso contro la costruzione di due torri militari nella zona protetta. La vicenda si protrae ormai da anni tra incontri, manifestazioni e udienze. L'area di Punta Palascìa è, dal 2006, oggetto d'interesse da parte della Marina Militare che vorrebbe, di fatto, ampliare la base già esistente con delle costruzioni in cemento. Il Comitato, con l'aiuto di numerose associazioni, ha sempre vigilato e difeso quel tratto di scogliera appellandosi all'articolo 142 del Decreto n. 42/2004 “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, che vuole Punta Palascìa sito di interesse paesaggistico. Inoltre, l'intera zona appartiene al Parco Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase (istituito dalla Regione Puglia nel 2006) ed è classificata come Sito di importanza comunitaria (SIC). Nonostante tutto, gli incontri fra le parti interessate si sono fatti sempre più frequenti, arrivando fino a Roma, ma senza mai trovare un accordo. Nel 2007, lo stesso Ministero della Difesa propose sul tavolo delle trattative un'alternativa, ma questa non incontrò pareri favorevoli tra gli ambientalisti, i quali definirono il nuovo progetto ancora più devastante del primo. La battaglia è aspra e nessuno sembra voler cedere sulle proprie ragioni, ma speriamo che quel tratto di costa possa avere, con l'aiuto della legge, il trattamento che merita. Infatti, in troppe occasioni, ultimamente, ci si dimentica dell'enorme importanza che ha, per noi salentini e non solo, l'integrità della nostra terra. 25 gennaio 2011 Palascìa: la Regione al fianco del Comitato di Francesca Quarta Regione Puglia ed Ente Parco “Costa Otranto – S.M. di Leuca e bosco di Tricase” sono formalmente costituiti in giudizio innanzi al Tar di Lecce nel ricorso promosso dal Comitato “Giù le mani da Punta Palascìa” per l’anamento di tutti gli atti di formazione e approvazione del progetto di ampliamento della base militare in località Punta Palascìa. Il Comune di Otranto spende sincere parole di riconoscimento e gratitudine per il contributo ricevuto in questi anni sulla vicenda e per quanti ancora continuano ad attivarsi in difesa dei valori ambientali del territorio ma esprime altro avviso sulla condotta da assumere. Appuntamento dunque al 23 febbraio, giorno della prossima udienza. “Esprimiamo viva soddisfazione – dice il Comitato – per la decisione assunta da Regione ed ente Parco e vi chiediamo di contribuire a fermare il flusso delle email di appello che a migliaia stanno continuando a giungere alle destinazioni richieste, intasando i recapiti istituzionali; vi preghiamo perciò di inoltrare il presente aggiornamento ai vostri contatti per informare del buon esito conseguito”. 19 gennaio 2011 – Palascìa: 'Regione e Comune di Otranto sostengano il Comitato' Come noto, la Marina Militare Italiana ha intenzione di realizzare, a Punta Palascìa, alloggi per il personale militare, un garage per gli automezzi e due torri di 11 metri di supporto ad antenne radar. La zona, però, è protetta. Con l'istituzione del Parco regionale “Costa Otranto-S. Maria di Leuca e Bosco di Tricase” per la conservazione di un ampio tratto della penisola salentina, il Comune di Otranto e il Faro di Punta Palascìa entrano a far parte di quest'area naturale, identificata anche come Sic (Sito di interesse comunitario). Di fronte alla minaccia di deturpazione del territorio, il Comitato “Giù le mani da Punta Palascìa”, unitamente al signor Piervincenzo Scaffidi, ha impugnato, dinanzi al Tar di Lecce, tutti gli atti di formazione e approvazione del progetto della Marina e ne ha chiesto l'anamento. L'udienza è prevista il 23 febbraio. Al momento, sulle posizioni del Comitato, rappresentato legalmente dagli avvocati Adriano Tolomeo, Valentina Stamerra e Francesca Laforgia si è costituita soltanto la Provincia di Lecce. Mentre, Regione e Comune di Otranto, nei tavoli politici del 2007, si sono schierati a favore dell'istanza. A loro, il Comitato, con una lettera (indirizzata anche al Presidente dell'Ente Parco “Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase”), chiede di continuare a fare il possibile “per la salvaguardia di una delle zone paesaggisticamente più importanti del Salento, in particolare intervenendo a supporto dei ricorrenti nel procedimento amministrativo”. 25 novembre 2011 – Punta Palascìa: i documenti secretati non aggiungono a di nuovo Il 17 novembre, come raccontato, si è tenuta l'udienza presso il Tar Lecce, per il caso di Punta Palascìa. Il Tribunale ha concesso agli avvocati difensori di visionare, in camera di Consiglio, i documenti coperti dal segreto di Stato. Essendo documenti riservatissimi non è possibile diffonderne il contenuto, ma il collegio difensivo di avvocati composto da Adriano Tolomeo, Valentina Stamerra e Francesca Laforgia può dare conoscenza del fatto che il materiale non aggiungere molto a quanto già si sapeva sul progetto di edificare le due torri militari in un luogo di grande pregio storico, culturale e ambientale. La causa è stata rinviata, dando termine alla difesa dei comitati per presentare motivi aggiunti, al 23 febbraio 2011, per la discussione in pubblica udienza. Quindi ogni cittadino potrà partecipare. 17 novembre 2010 – Punta Palascia: il Tar si pronuncerà il 23 febbraio 2011 Avrebbe dovuto pronunciarsi oggi il Tar di Lecce su Punta Palascia in merito al ricorso presentato dagli avvocati Adriano Tolomeo, Valentina Stamerra e Francesca Laforgia contro la costruzione di 2 torri militari nell’area. Ma così non è stato. L'udienza è stata, infatti, rinviata al prossimo 23 febbraio. Il pool di avvocati aveva, mesi fa, denunciato l'impossibilità di prendere visione della documentazione riguardante il progetto della Marina, in quanto, le carte erano state secretate. Oggi, invece, come richiesto, è stato possibile, per i legali, prendere in esame i documenti che definiscono il progetto. 23 settembre 2010 – Segreto di Stato su Punta Palascia Il Comitato “Giù le Mani da Punta Palascìa” comunica che il Tar Lecce ha fissato l'udienza di discussione del ricorso promosso dal Comitato stesso, da “Giuristi democratici” e da Piero Scaffidi contro la costruzione di due torri militari sull'area di Punta Palascìa, a Otranto. “L'udienza – si legge – verrà discussa il 17 novembre senza che il collegio dei difensori, composto dagli avvocati Adriano Tolomeo, Valentina Stamerra e Francesca Laforgia abbia potuto visionare i documenti coperti dal segreto di Stato”. “Faremo di tutto perchè il Tar ponga fine alla vicenda, con una sentenza che dia primaria importanza al rispetto dell'ambiente e del valore storico culturale di Punta Palascìa”. Il caso di Punta Palascìa Nell'estate del 2007, i progetti della Marina Militare di costruire due torri sull'area di Punta Palascìa, a Otranto sollecitarono una forte opposizione da parte della società civile anti-cemento. Si costituì il Comitato “Giù le mani da Punta Palascìa” (Giuristi Democratici, Comitato Giù le mani dalle coste, WWF Lecce, Coppula Tisa, Gruppo speleologico ‘Ndronico, NaeMi Forum Donne Native e Migranti, Salentini uniti con Beppe Grillo, Coordinamento Salentino contro la Guerra e le basi militari, Manifatture Cnos, Arci Terra Rossa, Comitato contro Eolico, Accademia Kronos, Verdi Lecce-Tricase, Rifondazione Comunista, PdCI, Uisp Regionale, i Cicloamici, Biblioteca di Sarajevo, Salento Soccorso, Osservatorio ‘Massari’, Sinistra democratica, Fondo Verri, Arci Liberi Cantieri-Muro Leccese, Salento in Vela, Camera a Sud, Libera Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie, Legambiente Circolo di Lecce, Cultura Ambiente, SOS per la vita, Verdi Parabita, Speleo Trekking Salento, Coordinamento regionale Emergency). La Marina militare Come rese noto l'avvocato leccese Valentina Stamerra di “Giuristi Democratici” (che per primi hanno sollevato la questione): “La Marina Militare Italiana, nel 2006, ha presentato al Comune di Otranto (Provincia di Lecce), per conoscenza e senza richiedere pareri o autorizzazioni, un progetto di ampliamento della base militare presente sulla scogliera di Punta Palascìa (…). Il progetto prevede una costruzione destinata ad alloggi per la Marina, due torri di cemento alte 11 metri ciascuna, un grande parcheggio per i mezzi della Marina e la ristrutturazione di un edificio già esistente”. Secondo il parere della Marina Militare, trattandosi di territorio appartenente al demanio militare, l’Autorizzazione paesaggistica delle Autorità Amministrative locali non è necessaria. La legge Con la legge n. 30 del 26 ottobre 2006, la Regione Puglia ha istituito il Parco regionale “Costa Otranto-S. Maria di Leuca e Bosco di Tricase” per la conservazione di un ampio tratto della penisola salentina. Il Comune di Otranto e il Faro di Punta Palascìa sono parte integrante di quest'area naturale protetta, identificata anche come Sic (Sito di interesse comunitario) della “Costa Otranto-Santa Maria di Leuca”. Inoltre, ai sensi dell'articolo 142 del D. Lgs. N. 42/2004 – “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, Punta Palascìa sarà a tutti gli effetti qualificabile come sito di interesse paesaggistico. In merito, la Cassazione penale e il Consiglio di Stato ravvisano il reato di deturpazione delle bellezze naturali: articolo 734 c.p. “Chiunque, mediante costruzioni, demolizioni, o in qualsiasi altro modo, distrugge o altera le bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione dell’Autorità, è punito con l’ammenda da lire due milioni a dodici milioni” E inoltre, l'articolo 181 D. Lgs. N. 42/2004 in materia di “Opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformità da essa” prevede che: 1. Chiunque, senza la prescritta autorizzazione o in difformità di essa, esegue lavori di qualsiasi genere su beni paesaggistici e' punito con le pene previste dall'articolo 20 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 2. Con la sentenza di condanna viene ordinata la rimessione in pristino dello stato dei luoghi a spese del condannato. Copia della sentenza e' trasmessa alla regione ed al comune nel cui territorio e' stata commessa la violazione Scriveva ancora l'Avv. Stamerra che “Le sentenze citate sono Cass. Pen. Sez. III 24-11-1995, n. 12570 e Cons. di Stato 7-10-1997, n. 560, il parere del Consiglio di Stato è il n. 852/99 del 25-10-2000. In base a queste pronunce anche le opere destinate alla difesa militare sono soggette alle leggi a tutela del paesaggio e la loro costruzione in zona vincolata necessita, pertanto, della preventiva comparazione con l’interesse alla cui tutela è posto il vincolo paesaggistico, perché la Costituzione attribuisce al paesaggio (art. 9) un valore primario che non può essere sacrificato a quell’altro, di pari dignità, della sicurezza del paese (art. 52). Il parere del Consiglio di Stato n. 852/99 sostiene l’obbligatorietà dell’autorizzazione paesaggistica per tutte le opere militari”. La Regione Puglia La Regione Puglia, tramite una lettera, chiese informazioni al Genio militare della Marina sull'ampliamento della struttura. L'ufficio parchi della Regione scriveva che “A seguito di quanto appreso da notizie di stampa in merito a lavori avviati inerenti “ammodernamento della vecchia caserma e il suo ampliamento con nuove strutture in c. a. e torri alte undici metri” (…) in contrada Punta Palascia ad Otranto (Corriere del Mezzogiorno del 19.08.07), con la presente si rende noto che: – l’area oggetto di intervento ricade all’interno del perimetro del Parco Naturale Regionale “Costa Otranto – S.Maria di Leuca – Bosco di Tricase” istituito con LR n.30 del 26.10.2006 (BURP n.143 del 3.11.2006) nonché all’interno del SIC “Costa Otranto – S. Maria di Leuca” cod. IT915002; – ai sensi dell’art. 23 della Legge Regionale n. 19/97 e degli artt. 9 e 13 della L.R. 30/2006, ed in relazione alle norme di cui all’art. 4 della Legge regionale n. 30/2006 l’Ufficio Parchi della Regione Puglia è competente in merito al rilascio di a-osta per tutte le opere ricadenti all’interno delle su menzionate aree. Pertanto con la presente si chiede di essere informati con sollecitudine in merito ad entità e svolgimento dei lavori di cui all’oggetto”. Breve cronologia 2006: la Marina Militare Italiana presenta al Comune di Otranto un progetto di ampliamento della base militare presente sulla scogliera di Punta Palascìa. Il progetto prevede una costruzione destinata ad alloggi per la Marina, due torri di cemento alte 11 metri ciascuna, un grande parcheggio per i mezzi della Marina e la ristrutturazione di un edificio già esistente 3 agosto 2007: si costituisce il Comitato “Giù le mani da Punta Palascìa” su iniziativa dei Giuristi democratici di Lecce. Il Comitato si pone come obiettivi la mobilitazione della popolazione, il monitoraggio e la partecipazione attiva. L'associazione si propone di portare avanti anche iniziative giuridiche 18 agosto 2007: grande manifestazione musicale a Otranto, organizzata dal Comitato contro l’ampliamento della base militare della Marina. Fra gli intervenuti, anche la sottosegretaria all'Ambiente, Laura Marchetti. Anche il Sindaco di Melpignano, Sergio Blasi, partecipa alla manifestazione appoggiando ufficialmente l’iniziativa e comunicando la decisione di approvare l’adesione del proprio comune al Comitato nel primo consiglio comunale di settembre. Il Comitato inizia così a contattare tutti i Comuni invitandoli a sostenere la battaglia di Punta Palascìa. Dimostrano subito un grande interesse le amministrazioni di Casarano, Nardò, Parabita e Collepasso e Uggiano la Chiesa. 22 agosto 2007: la Regione avoca a sé ogni autorizzazione circa le opere ricadenti nell’area Parco, ma chiede chiarimenti alla Marina militare in merito al progetto di ampliamento 10 settembre 2007: il presidente della Provincia, Giovanni Pellegrino ribadisce di condividere l’allarme e la valutazione di illegittimità dell’intervento militare, vista la mancanza di un'autorizzazione paesaggistica 25 settembre 2007: il caso Palascìa giunge a Roma. Ambientalisti, vertici regionali e provinciali e nazionali a colloquio con il generale Resce. Il Comitato chiede al Genio Militare e alle Istituzioni presenti di valutare le possibilità soluzioni alternative affinché l’opera non sia realizzata in quel sito 13 novembre 2007: la Marina militare avrebbe intenzione di rimodulare gli interventi di ampliamento. Visionate le carte, il Comitato considera disattesi gli accordi presi a Roma e che il nuovo progetto abbia un impatto ambientale ancora più devastante con ripercussioni negative dal punto di vista paesaggistico 14 novembre 2007: notificato da Giuristi Democratici, Comitato e Sud Est Diving, il ricorso al Tar Puglia, sezione di Lecce, per l’anamento di tutti gli atti di formazione ed approvazione del progetto di “ristrutturazione e ampliamento manufatto per usi operativi, realizzazione e potenziamento videosorveglianza con integrazione impianto antintrusione e costruzione locale per tre automezzi” 16 novembre 2007: il presidente Pellegrino afferma che parteciperà a un incontro con emissari del Ministero dell'Ambiente e ci sarà una conferenza stampa dove saranno illustrati nel dettaglio i motivi che hanno spinto a ricorrere al Tar 20 novembre 2007: incontro al Ministero dell'Ambiente a Roma. Nulla di fatto. Le parti restano sulle rispettive posizioni 7 dicembre 2010: tavolo tecnico a Otranto sul progetto della base militare tra i rappresentanti degli enti interessati 4 marzo 2008: no della Regione (Ufficio Parchi e riserve naturali dell’assessorato all’Ecologia) all'ampliamento della base militare. Negato il a osta

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