'Casarano città contemporanea'. Nessuna offerta

Casarano. Era prevista per oggi l’apertura delle buste per la vendita all’asta dei beni comunali. Ma nessuna offerta è arrivata

Di Maria Luisa Mastrogiovanni Un film che si ripete. E’ successo le altre volte per i beni già venduti (ma il cui contratto di compravendita non è stato ancora perfezionato) e anche per le ultime aste l’incipit è il medesimo. Nessuna offerta. Finora sono stati messi all’asta tre beni comunali e aggiudicati a privati a prezzi stracciati, ben al di sotto della stima contenuta nella perizia giurata. E questo, come spiegato nei giorni scorsi, è accaduto nonostante il Comune abbia provveduto, prima che la società ‘Casarano contemporanea’ li mettesse all’asta, ad aumentarne il valore, con variazioni nella destinazione d’uso, proprio con l’obiettivo guadagnare di più. Invece, tanto per fare un esempio, l’area e gli impianti sportivi, che già nell’ottobre 2009 (delibera del consiglio comunale n.29 del 6 ottobre) venivano stimati la prima 975mila euro e i secondi 440mila, nel luglio del 2010, entrambi i lotti verranno messi all’asta con una base di partenza di 440mila euro e venduti ad un privato a 334mila euro. Un vero affare, ottenuto alla terza asta, dopo che le prime due furono andate deserte. Meccanismo simile per il terreno in contrada Pietra bianca, stimato nella stessa delibera (n.29 del 6 ottobre 2009) un milione e 80mila euro; il suo valore scende, nella perizia giurata allegata al contratto di cessione dei beni dal Comune alla società Casarano città contemporanea, a 600mila euro. Poi verrà venduto, dopo una serie di aste andate deserte, con una base d’asta di 450mila, e un privato se lo aggiudicherà per qualche euro in più del prezzo di partenza. Stesso meccanismo per la Cantina di S. Giuseppe: il suo valore è stimato nella stessa delibera del 2009 in 600mila euro. Nella perizia giurata, nonostante sia cambiata la destinazione d’uso per aumentarne il valore, da contenitore culturale a centro commerciale, la Cantina viene valutata 488mila euro e messa all’asta e aggiudicata per 475mila. Oggi si sarebbero dovute aprire le buste per il bando per la vendita di altri beni, tra cui anche l’area e gli impianti sportivi in zona Pip, il cui contratto di compravendita per 334mila euro non è stato perfezionato. Così come non sono stati ancora perfezionati gli altri contratti di vendita per la Cantina di S. Giuseppe e il terreno in contrada Pietra Bianca. I beni messi all’asta sono l'ex Ufficio Sanitario, stimato 450mila euro e messo all’asta per 400mila; il mercato rionale di contrada “Botte”, stimato 300mila e messo all’asta per 500mila; gli impianti sportivi della zona industriale e l'area edificabile adiacente agli stessi impianti, stimati in tutto quasi un milione e 500mila euro e messi all’asta per un milione e 100mila, ben 400mila euro in meno. Il criterio con cui si fissa il prezzo a base d’asta non è chiaro, perché per alcuni beni (come il mercato di contrada Botte) è quasi il doppio, per altri è inferiore di un terzo. Quello che invece è chiaro è che le aste sono sempre andate deserte, le prime volte. E i beni sono stati aggiudicati solo dopo aver cambiato la destinazione d’uso, aumentandone il valore e vendendo, per contro, ad un prezzo inferiore. Invece, la riunione dell’altro giorno tra il commissario e i rappresentanti del Pdl si è conclusa con la rassicurazione da parte del Commissario di “far valutare le carte agli uffici tecnici”, per valutare se “investire altri organi competenti” sulla liceità dell’operazione “Casarano città contemporanea”. La riunione si è tenuta a porte chiuse per il volere di Gianni Stefàno, assessore all’energia della Provincia che ha negato l’accesso ai giornalisti, nonostante il parere favorevole del Commissario e la richiesta ufficiale da noi inoltrata al protocollo del Comune. Alla faccia della trasparenza, per garantire la quale il Pdl ha sferrato l’attacco all’amministrazione De Masi proprio sulla questione dei beni comunali all’asta.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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