Sansificio. Il Tar: ‘Permesso di costruire scaduto’

Casarano. La Bioenergia Investimenti Spa non iniziò i lavori nei tempi stabiliti. La sentenza dà ragione al Comune che revocò l’autorizzazione a costruire

CASARANO – Contenzioso sul permesso per la costruzione del sansificio: il primo round se lo aggiudica il Comune di Casarano. Il Tar di Lecce ha infatti respinto il ricorso della società “Bioenergia Investimenti spa”, con sede a Palazzolo sull’Oglio (Brescia), contro il provvedimento del Settore Sviluppo Locale di decadenza dell’autorizzazione a costruire. La società lombarda avrebbe perso il diritto a costruire perché non avrebbe iniziato la costruzione dell’opificio entro i termini prescritti. Il contenzioso era stato attivato nel marzo scorso quando la struttura tecnica di Palazzo dei Domenicani aveva preso il provvedimento dopo un accertamento effettuato dai vigili urbani il 13 aprile 2010. I giudici amministrativi hanno respinto tutte le richieste del ricorrente: la mancata comunicazione dell’avvio del procedimento di decadenza; il presunto eccesso di potere da parte dei vigili urbani per un errore durante il sopralluogo; l’istanza di risarcimento danni. Sul presunto errore degli operatori di polizia municipale, la società aveva sostenuto che era stato effettuato “un esame parziale delle aree oggetto di intervento che non ha consentito di accertare che i lavori […] erano iniziati con la realizzazione delle fondazioni dell’edificio n. 7 […] che interessavano una parte dell’area differente da quella esaminata e fotografata e semplicemente non visibile dal punto di ripresa”. I giudici, con la sentenza del 30 giugno 2011 (depositata in segreteria solo venerdì scorso), hanno stabilito che tali opere (le fondazioni) erano state realizzate solo dopo il sopralluogo dei vigili urbani e il provvedimento di decadenza dell’autorizzazione a costruire. Il collegio, inoltre, ha rilevato “come le opere pur presenti nell’area non sarebbero idonee a suffragare un serio e significativo inizio dei lavori”. Il Tar quindi ha rigettato il ricorso perché infondato, dando ragione al Comune che era rappresentato e difeso dall’avvocata Eliana De Luca. La vicenda del sansificio, che ha tanto preoccupato la popolazione casaranese, iniziò nel gennaio 2009. La “Bioenergia” presentò un progetto per la realizzazione in contrada “Caselle” di un impianto per l’essiccazione della sansa all’interno di un’area di 14 ettari, autorizzato dal responsabile dell’Ufficio Suap (Sportello Unico) in zona agricola, scatenando la reazione di tutte le forze politiche per la gestione della relativa pratica, giunta a compimento senza un opportuno passaggio di Consiglio comunale. L’impianto sarebbe stato composto, secondo il progetto approvato, da diversi corpi di fabbrica nonché da vasche a cielo aperto. L’avvio del contenzioso da parte della società bresciana fu portato all’attenzione dal movimento politico “Verdi per Casarano”. 22 marzo 2011 Legambiente si oppone al sansificio CASARANO – Sull’allarme “sansificio” interviene il circolo cittadino di Legambiente “Colibrì”. “Ancora una volta – si legge nella nota – ci troviamo di fronte ad aziende che, sotto i fuorvianti nomi inneggianti alle ‘bioenergie’, tentano di insediarsi sul nostro territorio con impianti che di ‘bio’ hanno veramente poco”. Legambiente spiega che si tratta di un impianto “provvisto di ciminiere, quindi con ulteriori immissioni nell’aria di fumi. E’ di fresca attualità – prosegue la nota – il parere sfavorevole dell’Arpa, Ente preposto a vigilare sulla qualità dell’aria, in merito alla richiesta di autorizzazione a costruire una centrale a biomasse, perché accertato che il nostro territorio è fortemente compromesso per la presenza di fattori inquinanti”. Quindi, così come per l’impianto a biomasse, “rimarcando ancora che la battaglia non è contro i chicchessia imprenditori che investono sul territorio, ma sul tipo di investimento”, l’associazione Legambiente “Colibrì” esorta l’Amministrazione di Casarano “ad essere determinata nell’affrontare il giudizio pendente presso il Tar di Lecce, con tutti gli strumenti a sua disposizione, perché un sansificio sarebbe un ulteriore pericolo per la nostra Città. Esortiamo inoltre, così come purtroppo non è stato fatto dalla precedente Amministrazione in merito alla concessione per la realizzazione di tale e di altri impianti, di rendere da subito pubbliche e partecipate alla cittadinanza, iniziative e progetti analoghi, valutandoli con la massima attenzione e trasparenza”. 17 marzo 2011 Scoppia l'allarme sansificio CASARANO – Torna prepotentemente d’attualità il progetto del sansificio che dovrebbe sorgere in contrada “Caselle”, sulla strada provinciale per Collepasso. La società proponente il progetto, la “Bioenergia Investimenti s.p.a.” con sede a Palazzolo sull’Oglio (Brescia), ha infatti presentato ricorso al Tar di Lecce contro il provvedimento di decadenza dell’autorizzazione a costruire dell’Ufficio Tecnico comunale. La società non avrebbe realizzato l’opificio entro i termini prescritti dalla stessa autorizzazione. Questa la motivazione del provvedimento che scaturisce da un sopralluogo del comandante dei vigili urbani, Gabriele Marra, il quale avrebbe accertato che, come si legge nel relativo verbale, “nel terreno in questione non vi è traccia alcuna di lavori edili, di movimenti anomali di terra o di macchinari di lavoro” e quindi “a che faccia pensare ad un inizio lavori del predetto sansificio”. L’allarme su questo nuovo caso ambientale è stato lanciato da un comunicato stampa del movimento politico “Verdi per Casarano” il cui referente, l’assessore Marcello Torsello, ha convocato con urgenza l’organo direttivo per discutere in merito. Il movimento è preoccupato perché se la società dovesse vincere il contenzioso un’altra “bomba ecologica” sorgerebbe alle porte della città. “Questa pratica – si legge nella nota del movimento firmata dal presidente Natalia Compagnoni – ebbe origine durante l’Amministrazione precedente, allorquando il responsabile dell’Ufficio SUAP (Sportello Unico) autorizzò la ditta richiedente alla costruzione di un insediamento produttivo in zona agricola, scatenando la reazione di tutte le forze politiche per la gestione di questa pratica, giunta a compimento senza un opportuno passaggio di Consiglio Comunale, quanto meno per l’importante impatto ambientale che l’opera stessa avrebbe creato”. “Oggi, la ditta ‘Bioenergie’ – fa sapere la nota – nonostante le manchevolezze evidenziate dal comandante dei Vigili urbani, cita il Comune richiedendo l’anamento dell’atto di decadenza dell’autorizzazione ed addirittura il risarcimento dei danni. Il movimento “Verdi per Casarano” – conclude la nota – porta all’attenzione della cittadinanza e dell’opinione pubblica tale circostanza, perchè ciò non passi sotto silenzio e affinché l’azione amministrativa sia sempre e maggiormente supportata dalla necessaria partecipazione della città”. Il delicato incarico a resistere al ricorso è stato conferito dalla giunta municipale all’avv. Eliana De Luca, “nelle cui mani – aggiunge la nota del movimento – ora sono poste non solo le ragioni dell’Ente Comune, ma soprattutto la tutela della già precaria situazione ambientale del nostro territorio”.

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