Vora post incendio. Si torna a discutere di un parco acquatico

Casarano. Per scongiurare definitivamente il pericolo di nuovi incendi, la dirigente medico Leda Schirinzi richiama alla memoria il progetto del “Parco degli ulivi”, un’area umida da proteggere

CASARANO – Una concentrazione di benzopirene 16 volte superiore al consentito. Ovvero 17 nanogrammi per metro cubo, quando il massimo concesso è di un solo nanogrammo. Il benzopirene è un pericoloso idrocarburo. Pericoloso per la salute delle persone in quanto altamente cancerogeno. Nella zona “Vora” di Casarano, dove lo scorso 11 agosto è scoppiato un incendio i cui effetti si sono protratti per più giorni, l’Arpa ne ha rilevato concentrazioni altissime che hanno gettato i cittadini nel panico. In realtà l’alto tasso della sostanza nell’aria è determinato dal fatto che i campionamenti dell’Arpa sono stati effettuati quando l’incendio era in pieno svolgimento, per cui non è detto che il livello della sostanza sia rimasto invariato anche nei giorni successivi allo spegnimento. E’ anche per questo che i prelievi verranno effettuati nuovamente, al fine di verificare la concentrazione dell’idrocarburo in condizioni di “normalità”. Non è dunque, al momento, il caso di drammatizzare. Tuttavia che un danno ci sia stato in seguito all’incendio è un dato di fatto. Le particelle portate in sospensione nell’aria dalle fiamme, ci ha spiegato nei giorni scorsi la dirigente medico del Dipartimento di Prevenzione della sede di Casarano della Asl, Leda Schirinzi, con l’inalazione hanno determinato nelle persone difficoltà respiratorie più o meno gravi. E siccome l’intera zona, ormai arsa, si è trasformata in una torbiera, piena com’è di materiale combustibile, non è possibile scongiurare l’eventualità di nuovi incendi “in quanto, come si sa – ha spiegato Schirinzi – il combustibile si autoalimenta”. Il punto è, dunque, che da un momento all’altro potrebbero svilupparsi nuovamente le fiamme ed, in questo quadro, è facile comprendere la necessità di una soluzione definitiva. L’altro giorno la dirigente medico ha proposto al commissario prefettizio e all’Acquedotto pugliese l’allagamento dell’area con l’acqua proveniente del depuratore, presentandola come una soluzione-tampone che avrebbe impedito alle fiamme di rigenerarsi, nell’attesa di una soluzione definitiva. E i primi container di acqua sono stati condotti nella zona e presto saranno sversati al suo interno. Ma oggi Schirinzi ritornando sull’idea dell’allagamento dell’area, va oltre proponendo che non sia una soluzione temporanea ma definitiva, anche sulla base dell’esistente progetto di un “Parco degli ulivi” da realizzare in contrada “Vora” il quale prevedeva appunto la realizzazione di un parco acquatico de trasformare in area protetta per la trasmigrazione degli uccelli nella quale fossero presenti torri di avvistamento per la fauna, insieme ad un parcheggio, area picnic, percorsi pedonali. “Riprendiamo in mano il vecchio progetto”, è pertanto la proposta di Schirinzi che già annuncia l’intenzione di battersi ad ogni costo per il ripristino di una zona umida “per il bene della fauna e degli amanti della natura”. L’acqua che andrebbe a costituire i laghetti del parco, proverrebbe dal depuratore e sarebbe dunque pulita e concorrerebbe alla riqualificazione ambientale dell’area tanto desiderata. Articoli correlati: Depuratore di Casarano. I primi passi 26/08/2011 Incendio zona Vora. ‘Acqua per scongiurare l’emergenza’ CASARANO – “Per scongiurare il pericolo di un nuovo incendio e soprattutto le conseguenze dannose per i cittadini, si allaghi zona Vora con le acque provenienti dal depuratore, in attesa di una soluzione definitiva al problema”. La proposta è di Leda Schirinzi, dirigente medico del Dipartimento di Prevenzione della sede di Casarano della Asl e viene avanzata in una lettera indirizzata al commissario prefettizio Giovanni D’Onofrio. L’incendio che si è verificato lo scorso 11 agosto in zona Vora a Casarano, nei pressi dell’impianto di depurazione, non può cadere nel dimenticatoio ed ogni soluzione, anche temporanea, è un’esigenza nell’interesse della salute delle persone e dell’ambiente. Che si trattasse di un episodio da non prendere sotto gamba è stato chiaro da subito a tutti. Non fosse altro che per il fatto che gli effetti che ha determinato si sono protratti per più giorni: una coltre di fumo scuro ed emissioni maleodoranti hanno causato disagi nella visibilità stradale e difficoltà di natura respiratoria, riempiendo di emergenze le sale del Pronto soccorso ed interessando non solo i cittadini casaranesi ma anche quelli dei paesi limitrofi. Il dubbio è che dietro all’accaduto si celi la mano di un piromane abitudinario. Magari lo stesso che appiccò le fiamme l’anno scorso, praticamente negli stessi giorni, quelli precedenti ferragosto. Anche allora il fumo denso investì di prepotenza la città ed anzi, spinto dal vento favorevole, fu ancora più difficile da debellare. Ma all’incendio di quest’anno deve necessariamente seguire una riflessione seria ed accurata alla ricerca di una soluzione, ed in tempi brevi, dal momento che il caldo torrido che non accenna a calmarsi, potrebbe da un momento all’altro, ogni giorno, trasformare un piccolo focolaio in nuova emergenza ambientale. Ben vengano a questo punto, allora, anche le soluzioni-tampone. Come quella proposta dalla Schirinzi, che spiega che un tal provvedimento “sicuramente risolverà, almeno in questi giorni di caldo eccessivo, una situazione difficile e che può arrecare danni molto seri per mesi ed anni futuri”. “I residui gassosi della combustione – aggiunge la dirigente – e le particelle solide che restano in sospensione sono altamente inquinanti in quanto contengono ceneri e fuliggine e provocano esalazioni nauseabonde e pericolose per la salute pubblica”. La lettera al commissario D’Onofrio è tuttavia solo l’inizio della battaglia di Schirinzi. “Andrò anche dal prefetto – annuncia – in quanto i fumi scagionati dall’incendio sono dannosi per tutti”. Di certo dall’Acquedotto pugliese non ha avuto, alla sua proposta, la reazione che si aspettava. “Mi hanno risposto in maniera superficiale e ridicola chiedendomi se fossi davvero convinta della necessità di riempire d’acqua l’intera zona, dopo tutta la fatica compiuta nell’asciugarla”. Articoli correlati: Striscia la notizia a Casarano Casarano: incendio in zona Vora

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