Festa patronale. Pankiewicz: ‘Una vergogna’

Lecce. A festeggiamenti ormai conclusi, il consigliere dell’Udc traccia un bilancio della tre giorni in onore dei santi patroni

Lecce – Che la festa per i santi patroni, così com’è stata organizzata quest’anno, con qualche luminaria in meno, non piacesse al consigliere comunale Wojteck Pankiewicz, era così più che nota. Anche perché l’esponente dell’Udc non ha perso occasione in questi giorni per sottolineare la sua mancata approvazione per l’evento. Ed anche a giochi ormai conclusi non perde l’occasione per scagliarsi contro Paolo Perrone, che ritiene il principale responsabile di quello che definisce “un insopportabile bazar” del quale vergognarsi con i turisti. “L’unica cosa positiva – ha dichiarato Pankiewicz nelle scorse ore – è che sia finito. La mia solidarietà va ai commercianti leccesi per gli ingiusti disagi che hanno dovuto sopportare e il mio vivo apprezzamento alle forze dell’ordine per la loro efficace azione. Complimenti alla Giunta Perrone – ha aggiunto con sarcasmo – per essere riuscita a infliggere un colpo letale ad una festa patronale che tantissimi cittadini leccesi e salentini aspettavano con ansia quasi fosse un periodo natalizio di fine estate”. L’edizione 2011 della festa sarebbe stata, secondo il consigliere, “il festival del cattivo gusto, della confusione, dei decibel impazziti, un suk arabo che ha indignato i leccesi e profondamente deluso i turisti. Il tutto in un’atmosfera cupa, buia, triste per imperdonabile mancanza di luminarie in viale Lo Re, viale Marconi, via XXV luglio ecc.. Sarebbe bastata una manciata di euro distolta da qualche ridicolo evento programmato (Perrone non strumentalizzi come alibi il richiamo dell’Arcivescovo alla sobrietà) per mettere qua e la qualche palo e creare un’atmosfera più festosa. Se la festa deve essere questa, che ci ha fatto vergognare con i turisti, meglio allora prevedere solo i festeggiamenti religiosi”. Per fortuna, dice Pankiewicz, che l’anno prossimo, con una nuova Amministrazione, sarà possibile ripensare la festa, “organizzandola con maggiore attenzione, facendone un momento di riscoperta della leccesità, di aggregazione sociale, di eventi di qualità coerenti con una città d’arte. Un momento che esalti l’immagine di Lecce”. 24/08/2011 Pankiewicz: ‘Una festa cupa e malinconica’ LECCE – Toglietemi tutto, ma la banda no. Il consigliere dell’Udc Wojteck Pankiewicz non accetta la soppressione del tradizionale concerto bandistico del 26 agosto in onore dei santi patroni di Lecce, sottolineando che tagliando l’appuntamento, pur nella legittimità di tagliare i costi, si penalizzi la gente semplice che vive con profondo senso religioso la festa patronale. “Sobrietà per la crisi economica, giusto – ha dichiarato -. Centralità del significato religioso della festa, giustissimo. Ma, per favore, no questo mortorio, che, oltre a farci fare una cattiva figura con i turisti, penalizza il popolo semplice, la gente umile, che aspetta per un anno questi tre giorni della Festa Patronale”. “Si conclude così mestamente – ha aggiunto l’esponente del centro moderato – la consiliatura del sindaco Perrone con la Festa Patronale più triste a memoria dei leccesi. In qualunque paese o paesino della provincia di Lecce, le feste patronali sono molto più belle”. Pankiewicz contesta il riferimento fatto da Perrone nei vari interventi pubblici alle difficoltà finanziarie che affliggono le casse comunali, sostenendo che con pochissimi euro in più si sarebbe potuto aumentare il numero delle luminarie, per abbellire la città e regalarle l’aria di festa. “Quando i soldi servono per qualche manifestazione di dubbio gusto o per qualche consulenza esterna, – ha aggiunto sarcastico – Perrone miracolosamente riesce a trovarli”. “In questi giorni sono stato ripetutamente fermato da cittadini, per lo più anziani, che chiedono vivamente il ripristino del concerto bandistico in piazza Sant’Oronzo la mattina del 26, che loro seguono da sempre seduti ai bar della piazza, sgranocchiando qualche nocciolina, sorseggiando una bibita o gustando una granita. Lancio un appello sia pure in extremis, si ripristini il concerto bandistico del 26 mattina”.

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