I Sud: ‘Salento non fa rima con cemento’

Melpignano. Il palco della Notte della Taranta è diventato il luogo ideale per far riflettere sui temi ambientali e sociali

MELPIGNANO – “Sajetta (un fulmine, ndr) sajetta sajetta, politici e corrotti ve pija na sajetta”. Una “preghiera-maledizione” dai toni arcaici, incessante, lanciata alle tre del mattino con il coro degli oltre 100mila della Notte della Taranta, dal trio artistico dei Sud Sound System divenuti sul palco di Melpignano portavoce del sentimento di tutti coloro che “amano e abitano la propria terra”. “Che un fulmine cada su tutti i profanatori del paesaggio, della storia, della cultura e della natura del Grande Salento”, questo il messaggio dirompente che avrà senz’altro scosso l’animo di quanti tra amministratori e politici salentini si sono resi protagonisti, in alcune realtà locali, di azioni “poco accorte” in termini di protezione valorizzazione del paesaggio e del territorio urbano ed extraurbano salentino, nel rispetto delle sue suggestioni naturali, rurali e storiche. Ma i Sud Sound System non si sono limitati a dichiarazioni generiche. Hanno anche voluto divenire cassa di risonanza per non poche emergenze ambientali che proprio in questi giorni stanno vedendo impegnati giovani salentini e associazioni in difesa di paesaggio, natura e salubrità dell’ambiente: “Il Salento è come una ‘Beddha Carusa’ che nessuno deve inquinare – ha gridato il trio dei Sud -, come con la diossina di Taranto o con il cemento previsto da alcuni progetti sulla costa di Santa Cesarea, vicino Porto Miggiano”. “Il Salento non fa rima con cemento”, ha gridato Nando Popu dei Sud, accompagnato da un coro di migliaia di giovani provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa, che anch’essi all’unisono quasi come fosse un’unica voce invocavano “Terra, terra, terra”. Lo stesso Nando alla fine dell’intervento corale, ha mostrato al pubblico la simbolica maglietta appositamente indossata per l’evento, ideata dal “Comitato spontaneo per la difesa di Porto Miggiano”. Sulla maglia era ritratto un cerchio di uomini che si tengono per mano intorno alla simbolica Torre di Porto Miggiano, divenuta baluardo “per la difesa del paesaggio e dell’ambiente salentino e della sua decementificazione, bonifica dall’inquinamento e rinaturalizzazione-rimboschimento”. E i 100mila tarantati sono letteralmente divampati. Ilva e Porto Miggiano, dunque, insieme in un unico appello. Al quale si è affiancato proprio pochi giorni fa un atto legale con cui l’associazione “Save Salento” (prime firme tra gli altri del presidente Catia Stomeo, segretario Antonio Bonatesta e della deputata radicale Elisabetta Zamparutti) aderente al Comitato per Porto Miggiano, ha diffidato il Comune di Santa Cesarea “dal dare attuazione alla lottizzazione nell’area del Comparto 13, che prevede la costruzione di circa 536 unità abitative, di un albergo e di altri servizi residenziali”. // L’appello dei lavoratori extracomunitari: ‘Stop al caporalato’ MELPIGNANO – La “Notte della Taranta” divenuta inevitabile vetrina dei principali problemi sociali e socio-ambientali del Salento, non poteva non dare voce anche in questa edizione del 2011 ad un evento inaspettato, ma che ha svelato una realtà completamente ignorata ai più: sfruttamento e caporalato della manovalanza. Fenomeni di questo tipo si sono registrati nei mesi scorsi nel settore delle energie rinnovabili di fotovoltaico industriale con l’assoldamento di operai extracomunitari sottopagati, o del tutto non retribuiti, sfruttati in condizioni a dir poco disumane e addirittura soggiogati attraverso il sistema interno del caporalato. Ma il fenomeno non ha colpito solo il settore del fotovoltaico. Investiti da questa onda sono stati pure alcuni settori agricoli salentini come quello della raccolta dei pomodori e delle angurie, in particolare nelle campagne di Nardò. Tanto basta per chiedere ospitalità alla Notte della Taranta, così come ha fatto una delegazione di lavoratori extracomunitari di colore, intervenuta sul palco di Melpignano con un toccante momento di alto impegno sociale. L’appello è stato: “stop al caporalato”. Articolo correlato: La Taranta fra folla e defezioni

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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