Il Salento dei dominatori

Castelli e torri. Un Viaggio indietro nel tempo fino alle fortezze, sentinelle del territorio

Andare per castelli e torri è un altro modo di conoscere il Salento e la sua storia. Partendo da Lecce, con il suo castello di Carlo V, simbolo della Puglia delle dominazioni, si arriva ad Acaya, unico esempio di città fortificata del Sud Italia. Acaya, frazione di Vernole, in epoca medievale si chiamava Segine. Nel XII secolo entrò a far parte della Contea di Lecce, ma successivamente il borgo fu donato dagli Angioini al convento di S. Giovanni Evangelista di Lecce ed infine, nel 1294 fu concesso in feudo da Carlo II d’Angiò a Gervasio Acaya. Gli Acaya conservarono il feudo per ben tre secoli. Segine assunse l’attuale nome di Acaya nel 1535, quando il “regio ingegnere militare” di Carlo V, Gian Giacomo dell’Acaya, costruì la cinta muraria e il fossato – che ancora oggi circonda il paese – aggiungendo bastioni, baluardi e fossato al Castello fatto edificare dal padre 29 anni prima. Costeggiando l’Adriatico, più a sud, si possono ammirare numerose torri militari di avvistamento costruite nei secoli per proteggere il Salento dall’assalto dei pirati saraceni e turchi. Fino a Otranto, dove si erge maestosa la fortezza edificata dagli Aragonesi di Napoli. Il castello, sorto probabilmente su una costruzione preesistente risalente al periodo federiciano, fu costruito tra il 1485 e il 1498. A pianta pentagonale e irregolare, è dotato di un fossato che si estende per tutto il perimetro e, nell’antichità, era munito di un ponte levatoio che ne costituiva l’unico ingresso. Sono visibili tre torrioni di forma cilindrica e un bastione a lancia, soprannominato “Punta di Diamante”, costruito nel 1578. Proseguendo ancora verso sud, fino a Castro, dove si potrà fare una sosta a base di frutti di mare – i migliori dell’Adriatico, suggeriscono i pescatori della zona – e visitare il castello le cui origini risalgono a vecchie fortificazioni messapiche del IV secolo a.C., con la rocca romana, poi bizantina e divenuto in seguito sede di contea normanna. Il castello di Castro è attestato nei registri angioini del 1282 ed annoverato (come quello di Ugento) tra le fortezze di importanza nazionale. Punto di approdo strategico, in posizione dominante, inespugnabile con il suo fossato, è situato nei pressi di una chiesa bizantina del X secolo alla quale è addossata la cattedrale romanica del XII secolo, a difesa di un prestigioso vescovato, di cui si può ammirare il palazzo di età moderna (XV-XVI secolo). Più volte rimaneggiato nel corso dei secoli a causa degli assalti e delle incursioni dei Turchi (1480, 1537, 1573), fu ricostruito dai Gattinara (1572) e rafforzato dal vicerè don Pedro de Toledo. Da Castro, passando per Andrano e Depressa, è d’obbligo una sosta nella bella piazza di Tricase, sulla quale si affaccia il palazzo principesco dei Gallone con le sue torri, originariamente parti di una fortezza del XIV secolo. Poi via, verso gli antichi fortilizi di Tutino – XV secolo – e Caprarica, dove il castello ingloba i resti di un’antica chiesa gotica. Per non farsi mancare a.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Leave a Comment