Stazione di testa a Maglie? 'Troppi ritardi e troppi soldi'

La vicepresidente della Regione boccia la proposta dell'assessore Ciccarese. “Comporterebbe ritardi sulla percorrenza dei treni e richiederebbe nuovi finanziamenti centrali”

Quando, indicando la luna, c'è chi si sofferma a osservare il dito. Accade lo stesso nel mondo dei trasporti salentino, pieno di problemi generali, complessivi e urgenti – specie nel pieno della stagione turistica – ma costretto sui binari della querelle di campanile, dove ognuno vorrebbe una stazione, ferroviaria in questo caso, per sé e il suo paese. È il caso di Maglie, città del ministro Fitto, che qualcuno vorrebbe stazione di testa. Va detto che trasporti e servizi sociali saranno le grandi vittime dei tagli introdotti ai bilanci statali e delle politiche di risparmio, ad ogni livello, necessarie ad evitare il rischio di una bancarotta italiana, dopo quella greca. A cascata, l'effetto dei tagli si farà sentire sugli Enti locali: le province, fino al 2014, riceveranno 153 milioni di euro in meno; le Regioni 1326 milioni in meno e i Comuni 615 milioni in meno. E laddove non si rimedieranno risorse alternative o non saranno introdotte nuove tasse, a rimetterci saranno i servizi. Ecco allora che non stupisce lo scarica barile istituzionale che vede la Provincia, con il presidente Antonio Gabellone, incolpare la Regione per i tagli ai servizi di trasporto; e il centro sinistra al governo regionale suggerire che, invece, se qualcosa di buono c'è, è proprio dalla giunta di Nichi Vendola che arriva. Ad esempio, scrive la vicepresidente della Regione Loredana Capone, i “120milioni di euro stanziati dalla Regione Puglia per il potenziamento e l’ammodernamento della rete delle Ferrovie Sud-Est, nell’area salentina. Uno stanziamento – prosegue – che potrà consentire soprattutto al Sud Salento di adeguare, dopo oltre 100 anni, le rotaie della ferrovia e quindi permettere l’uso delle carrozze moderne ed efficienti che sono state acquistate per le altre parti della Puglia”. “Cosa ci azzecca”, chiede quindi la Capone mutuando l'espressione tipica di Tonino Di Pietro, “il progetto di una stazione di testa a Maglie?”. Prevederlo, comporterebbe un ulteriore ritardo sulla percorrenza dei treni. E Loredana Capone spiega il perché. “I treni di Trenitalia sono a trazione elettrica mentre quelli della Sud-Est sono diesel, quindi a Lecce bisognerebbe attendere 20-25 minuti per il cambio del locomotore. Tempo assolutamente inaccettabile per qualsiasi viaggiatore diretto verso il sud Salento”. E ancora. “Lo spostamento della stazione di linea richiederebbe l’elettrificazione della tratta Lecce- Maglie, ma ciò significherebbe avere la necessità che il Governo aumenti le risorse sul Par Fas o su altri strumenti di finanziamento delle infrastrutture e che non facesse tagli come invece sta accadendo”. Certi “sogni”, quindi, restino pure nel cassetto e l'assessore Ciccarese “garantisca l'impegno – chiude Capone – a migliorare e potenziare il trasporto pubblico locale perché la STP provinciale possa continuare ad operare e il trasporto dei viaggiatori possa proseguire”.

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