Il parto? Al Fazzi è un calvario

Paola Povero e Teresa Bellanova denunciano le lunghe trafile burocratiche per partorire senza dolore

Il parto indolore, al Fazzi, è diventato un calvario. Impossibile usufruire di questa tecnica durante le ore pomeridiane e notturne, e di mattina la speranza di riuscire ad affrontare serenamente e naturalmente questa importante esperienza di vita resta appesa ad un sottile filo fatto della straordinaria concomitanza del verificarsi di una serie di circostanze fortunate. Lo denunciano in una nota congiunta Paola Povero, consigliera comunale a Lecce (Pd) e Teresa Bellanova (deputata Pd). “Ciò che rende ancor più drammatica, dal punto di vista umano, questa situazione – scrivono le due esponenti del Partito democratico – è che la partoanalgesia si svolge attraverso un percorso che prevede il colloquio, prelievi ematici, elettrocardiogramma, la preparazione all'esame e la visita anestesiologica. Un percorso quindi che si avvia ma che soltanto in pochissimi casi riesce a completarsi, trasformandosi in un viaggio umano che salpa dalla speranza e approda nel suo tradimento. Oltretutto questo avviene in un territorio che, per le donne meno abbienti, non offre alternative. Basti pensare che nell'ospedale di Copertino, per esempio, il parto indolore è accessibile soltanto a pagamento ed anche al Fazzi qualche donna ha potuto ricorrevi, pagando. Stiamo vivendo un momento storico in cui le fasce economicamente deboli della società, mentre tendono ad infoltirsi, vengono costantemente prese di mira dai provvedimenti economici che si susseguono, da ultimo la manovra attualmente in fase di approvazione. Per questo motivo torniamo a sollecitare Governo, Regione e ASL affinché, almeno di fronte alla nascita di una nuova vita, vengano anate le disparità sociali”. Articolo correlato: Parto indolore. Servizio bloccato al Fazzi

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