Vignola, procuratore della Corte d’Appello

Lecce. Stamattina la cerimonia di insediamento. Giuseppe Vignola, magistrato da 40 anni, già avvocato generale dello Stato, succede al collega Luigi Gennaro

LECCE – “Svolgere il ruolo di magistrato significa essere al servizio degli altri, con la consapevolezza di non dover fare giustizia, ma semplicemente di applicare le leggi”. Giuseppe Vignola ripercorre così, con emozione e grande gioia, i suoi primi quarant’anni di magistratura, che lo hanno portato, stamattina, a insediarsi come nuovo procuratore generale della Corte d’Appello di Lecce. Vignola, già avvocato generale dello Stato, succede al collega Luigi Gennaro. Una lunga carriera la sua vissuta con il rigore e il profondo senso di legalità del magistrato, e quell’ironia e quel grande spessore morale e culturale tipiche dell’intellettuale. Un senso dell’ironia che lo ha accompagnato, come ha ricordato lo stesso presidente della Corte d’Appello, Mario Buffa, nelle difficoltà di un mestiere complesso e pieno di onori e oneri come quello del magistrato, e che servirà ad affrontare anche il nuovo ruolo di procuratore generale. Nel suo breve discorso Vignola ha voluto ringraziare i maestri che lo hanno accompagnato nella sua carriera sin dai primi passi mossi nei tribunali: dall’avvocato Pietro Lecciso (il primo ad accompagnarlo in un Palazzo di giustizia e a spiegargli il significato della giustizia e delle figure dell’avvocato e del magistrato) al consigliere Mario Cigna, senza dimenticare l’ex procuratore generale Francesco Toriello. Immancabile poi, oltre ai ringraziamenti a tutti gli amici e colleghi che in questi anni lo hanno accompagnato sino alla prestigiosa carica di procuratore generale, i saluti alla moglie, ai figli e ai nipoti presenti in aula, pilastri basilari della vita di un uomo che ha sottratto tempo prezioso alla propria vita personale per dedicarlo ai principi della legalità e della giustizia. Vignola ha poi voluto sottolineare l’importanza della nostra Carta costituzionale, una Costituzione moderna che va letta e studiata attentamente per essere apprezzata. “Stravolgerla – ha commentato il nuovo procuratore generale – comporterebbe inevitabilmente una modifica all’idea stessa del nostro Stato democratico” Prima di Vignola hanno preso la parola i rappresentanti della magistratura e dell’avvocatura, che hanno voluto esprimere il proprio augurio a un amico e un collega. Il procuratore Cataldo Motta ha sottolineato come sia fondamentale avere un procuratore generale che proviene dalla procura ordinaria, dove ha svolto il ruolo di aggiunto con grande competenza e grande senso della legalità.

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