‘Ridateci la Soprintendenza’

Lecce. Salvatore Negro, presidente regionale Udc, fa appello ai parlamentari salentini affinché difendano il territorio

LECCE – “L’idea del ministro Tremonti che ‘la cultura non riempie la pancia’ probabilmente è alla base della scelta del progressivo abbandono del patrimonio artistico e culturale del Salento, conseguenza dello svuotamento di competenze della Soprintendenza per i Beni archeologici e paesaggistici di Lecce”. Lo ha detto il Presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, secondo il quale la scelta di sottrarre autonomia all’Ente leccese, ridimensionandone ruolo e funzioni fino ad un progressivo assorbimento da parte di quella barese sarebbe “a dir poco scellerata” e con “ripercussioni in negativo sul territorio”. Negro ha dunque rivolto “un appello ai rappresentanti del Governo e a tutta la deputazione salentina in Parlamento” affinché “si ergano a difesa del territorio”. “Il declino del patrimonio artistico, archeologico e paesaggistico del Salento – ha sottolineato il capogruppo Udc – rappresenta non solo un impoverimento culturale ma anche un colpo mortale ad uno dei settori vitali della nostra economia, il turismo, che negli ultimi anni ha registrato un trend positivo di crescita in controtendenza al dato nazionale ed a quello di altre regioni tradizionalmente meta di importanti flussi turistici”. “Anche il Consiglio regionale – ha continuato – deve fare la sua parte a difesa di questa importante istituzione che il Salento vede scipparsi in modo subdolo, creando non pochi disagi ai progettisti, alle imprese ed agli amministratori. Far riaccentrare nell’ufficio di Bari la gestione dei rapporti con i sindaci, i proprietari, le imprese, e la gestione delle emergenze e delle situazioni di ordinaria manutenzione che riguardano il patrimonio artistico ed architettonico salentino, rappresenta una grave mortificazione per le competenze e le professionalità che si sono sviluppate sul territorio negli ultimi decenni. Già i soprintendenti ad interim che si sono succeduti in questi anni, dal 2004 ad oggi, non hanno privilegiato il rapporto diretto con i soggetti interessati alla tutela del patrimonio, mortificando le competenze dei funzionari salentini come l’architetto Bramato ed il professore Giangreco che nel loro ultra decennale lavoro hanno acquisito esperienza e conoscenza del patrimonio artistico ed architettonico del territorio ed hanno saputo ben dialogare con gli Enti e le altre istituzioni ed i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti. Dubito che lo stesso bagaglio di esperienza possa trovarsi in altri funzionari baresi che probabilmente a o poco sanno del barocco leccese e dei nostri monumenti”. “Sono stato testimone diretto, nella mia esperienza di sindaco e consigliere provinciale dell’importanza della Soprintendenza nell’assistenza degli Enti locali e degli operatori del settore durante tutti questi anni che hanno visto il territorio impegnato nel restauro e la valorizzazione di tanti edifici pubblici. L’auspicio – ha concluso il capogruppo Udc – è che anche in questa battaglia la classe politica salentina voglia muoversi unita a difesa di un’istituzione e delle priorità di un territorio che per la sua storia, i suoi monumenti, le sue tradizioni rappresenta un tassello importante per lo sviluppo economico, sociale e culturale della nostra regione”. L’altro giorno, contro l’intenzione di Tremonti si era espresso il presidente della Provincia Antonio Gabellone, il quale l’aveva dichiarata “un’incomprensibile penalizzazione, per una provincia che ha fatto delle bellezze artistiche, architettoniche e del turismo che ne deriva la fonte primaria del suo sviluppo”.

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