Evasore fiscale. ‘I suoi beni non si toccano’

Casarano. Sorprendente sentenza dei giudici della Commissione tributaria: negato il sequestro per un milione di euro nei confronti di un imprenditore. “Fanno parte del patrimonio familiare”

CASARANO – L’evasione fiscale conviene. E’ la morale che si potrebbe dedurre dalla storia giudiziaria che ha riguardato un imprenditore di Casarano, L. M. responsabile di non aver denunciato al fisco per il 2005 redditi e plusvalenze per 749.073,75 euro. In quell’anno l’imprenditore aveva venduto un immobile del valore di un milione 350mila euro dichiarando al fisco solo l’importo di 13.500 euro. L’Agenzia delle entrate, scoperta la frode, ha pertanto chiesto al presidente della Commissione tributaria provinciale di poter procedere al sequestro conservativo dei beni di proprietà dell’uomo per il valore di un milione 45.844 euro. L’udienza era stata fissata dal giudice Alfredo Lamorgese al 1° marzo. Nel frattempo il legale dell’imprenditore, Maurizio Villani, ha presentato le proprie controdeduzioni opponendosi alla richiesta del fisco, che avrebbe voluto attingere al fondo patrimoniale dell’uomo – ovvero il complesso di beni mobili e immobili costituito per i bisogni della famiglia – creato nel 1998 e di cui sono proprietari entrambi i coniugi. La tesi di Villani è stata accolta. Nella sentenza depositata l’altro ieri dai giudici della Commissione tributaria si legge infatti che un prelievo dal fondo patrimoniale “incide negativamente sulla ricchezza familiare”. Da qui la decisione di respingere la richiesta dell’Agenzia delle entrate relativa al sequestro dei beni riconducibili al fondo patrimoniale e di limitarlo solo ai beni del “soggetto obbligato”. Che magari, visto come sono andati i fatti e mettendo in conto anche una buona dose di astuzia e di lungimiranza, potrebbero anche essere pari a pochi spiccioli.

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