Ballottaggio a Nardo': fuori De Pascalis

Nardò. Saranno Marcello Risi e Antonella Bruno a contendersi la vittoria finale.

NARDO’ – Conti del Comune fuori controllo, un centro storico allo sfascio e la stangata pasquale della tassa sui rifiuti sono al centro della campagna elettorale a Nardò, città chiamata a rinnovare in anticipo il suo consiglio comunale. Nonostante la schiacciante vittoria conseguita al ballottaggio contro Gregorio dell'Anna nel 2007, infatti, l'amministrazione di Antonio Vaglio il primo ottobre dello scorso anno è caduta, in seguito alle dimissioni contestuali di ben 11 consiglieri comunali. E se il buongiorno si vede dal mattino, non stupisce che si contendano la poltrona da sindaco ben quattro schieramenti, per 15 liste e 353 candidati ai 24 posti da consigliere. Ad eleggerli saranno i circa 21mila potenziali elettori neritini. Inferociti – stando alle segnalazioni inviate all'associazione “Avvocati dei consumatori” – dalle cartelle esattoriali per la spazzatura recapitate nella settimana pasquale e maggiorate di oltre il 40%. Per intenderci, una famiglia di tre persone con una casa di cento metri quadrati pagava, nel 2010, al netto del 5% del tributo provinciale, 298,14 euro. Oggi, ne pagherà 394,92 compresi i circa 18 euro di tributo provinciale. Il perché dell'aumento è presto detto: quest'anno costa molto di più conferire i rifiuti nella discarica di Poggiardo. Prima si pagavano 75 euro a tonnellata e ora se ne pagano 110, anche perché è venuto meno il contributo di Stato e Regione. I candidati sindaco hanno ricette diverse, tanto di breve quanto di medio periodo, per affrontare l'emergenza: la prossima rata da pagare ha scadenza 31 maggio. Diversi punti comuni ci sono invece nelle idee di riqualificazione del centro storico neretino dei 4 contendenti. Un tema, questo, che sta accendendo la campagna elettorale per la conquista di Palazzo Personé. Manto stradale sfondato (via Papalisi), palazzi crollati (via Zuccaro e via Lata): il cuore d'arte di questa città è abbandonato a se stesso. E con quali risorse risollevarlo se il Comune è completamente a secco? Dal 2002 al 2005, l'ente avrebbe speso quasi 800mila euro per incarichi a legali e a professionisti esterni all’ente. E ciò nonostante il Comune sia dotato di un Ufficio legale di tre avvocati. La domanda, oggi, è: quanto avrà speso a partire dal 2005 e fino ad oggi? Lo saprà con esattezza soltanto il prossimo sindaco, chiamato all'ingrato, ma necessario compito di fare ordine fuori e dentro Palazzo Personé.

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