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CAVALLINO. Michele Lombardi, che tenta la riconferma sulla poltrona di primo cittadino, punta sulla continuità Amministrativa; Daniele Gigante, sul rinnovamento e sul coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni che riguardano la vita della comunità

CAVALLINO – Quella del Comune di Cavallino è una delle realtà più interessanti tra quelle coinvolte nel panorama delle prossime elezioni amministrative in programma il 15 e 16 maggio. La vicinanza al capoluogo salentino e la costante crescita urbanistica e demografica (per una popolazione superiore alle dodicimila unità) fatta registrare dall’importante centro messapico negli ultimi anni, attirano inevitabilmente su Cavallino (a cui, con decreto del Presidente della Repubblica, è stato attribuito il titolo di “Città”, mentre dalla Regione Puglia è stato riconosciuto “Città d'Arte e di Cultura”) gli interessi e l’attenzione della politica provinciale, pronta a cogliere i segnali della prossima tornata elettorale. A contendersi la poltrona di prima cittadino saranno solo due candidati: il candidato sindaco uscente Michele Lombardi (“Lista Gorgoni”), avvocato di 49 anni, il quale cerca di ottenere il suo secondo mandato come sindaco di Cavallino; e Daniele Gigante della lista “La città che cresce”. Già consigliere uscente, medico veterinario e dirigente presso la Asl di Lecce, Gigante guida una lista unitaria che, tra le forze del centrosinistra, ha già avuto l’adesione dei Socialisti Italiani, dei Repubblicani Europei, dei Verdi, del Centro Democratico Cavallinese e di altri movimenti politici attivi a Cavallino e Castromediano, e che sta riscontrando attenzione anche oltre i confini del centrosinistra. Ma veniamo alle esclusioni. Lo scorso 15 aprile la Commissione elettorale ha riscontrato in due delle quattro liste in competizione, delle irregolarità formali nella compilazione dei documenti, escludendo le liste “Salute Sviluppo Trasparenza” del candidato sindaco Francesco Stanca e “Lista liberazione per Cavallino e Castromediano” della candidata sindaco Carla Rugge. Liste poi riammesse dal Tribunale amministrativo regionale il 23 aprile. La nuova bocciatura, però, questa volta definitiva, è arrivata dal Consiglio di Stato. La quinta sezione del Consiglio di Stato ha infatti accolto l'istanza presentata dall'avvocato Ernesto Sticchi Damiani per conto di Michele Lombardi e Gaetano Gorgoni che avevano impugnato la sentenza del Tar in seguito alla quale le due liste di Rugge e Stanca venivano riammesse. Carla Rugge ha commentato definendo la vicenda una sorta di funerale della democrazia” in cui “è grave che un sindaco e un vicesindaco siano ricorsi al Consiglio di Stato per togliere di mezzo l'avversario politico”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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