Bocciato a scuola. Lo promuove il Tar

Galatina. A conclusione dell’anno scolastico 2009-2010 aveva debiti in Storia e Filosofia. Il prof non lo ritenne idoneo a frequentare la classe successiva. Il Tar: “Il ministero gli risarcisca 1.500 euro”

Di Andrea Gabellone GALATINA – Il Ministero dell'Istruzione dovrà risarcire uno studente del Liceo Classico “Colonna” di Galatina con 1.500 euro. Questo ordina la sentenza del Tar di Lecce, datata 3 maggio 2011, secondo la quale l'alunno è stato ingiustamente penalizzato e non ha quindi potuto superare con successo l'anno scolastico 2009/2010. I genitori del minore hanno sollevato diverse obiezioni sul modus operandi e sui giudizi applicati alla valutazione del figlio, sia durante l'anno che durante l'esame di riparazione, in Storia e Filosofia, che il giovane ha dovuto sostenere. Molti fra i punti in questione sono puramente formali: la presenza di una professoressa di un'altra classe tra gli esaminatori, i pochi minuti impiegati per esaminare l'alunno, la difformità di giudizio da parte dei diversi docenti durante il corso dell'anno e, addirittura, il trattamento non equo tra alunni nelle medesime condizioni. Il giudice amministrativo, sebbene non possa interferire con i giudizi espressi dai docenti, nota comunque come alcuni fra i procedimenti di istruzione e valutazione siano, nell'ambito della formalità, illegittimi. Un'illegittimità dovuta, essenzialmente, ad un'approssimazione che si sta facendo spazio nella scuola pubblica italiana. Rispettando le tre parti in questione – la famiglia, i professori e il giudice – e non volendo entrare nel merito della questione, non possiamo astenerci dal pensare che molti dei deficit del nostro sistema scuola sono figli di una politica di tagli e sacrifici. Inoltre, quanto più si va a Sud, tanto più saltano agli occhi le lacune. Se da una parte, quindi, la scuola pubblica sta diventando debole e, di conseguenza, attaccabile, dall'altra sta crescendo la tendenza all'invocare la legge per i motivi più disparati. Questa sentenza, che si voglia o no, rappresenta un pericoloso precedente; potrebbe innescare un processo perverso per il quale la scuola, impoverita, non riesce a mantenere gli standard di qualità richiesti e chi studia si senta autorizzato a sottrarsi alla valutazione e ricorrere ad un tribunale, anche ingiustamente. Questa storia, al di là di vincitori e vinti, non lascia ben presagire. In ultimo, c'è una domanda che viene naturale porsi: in tutto questo “ambaradan”, qualcuno fra genitori, docenti e giudici si sarà preoccupato di sapere se il ragazzo ha imparato Storia e Filosofia?

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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