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Università. Premiato giovane ricercatore

Lecce. Si tratta di Francesco Quarta, 29 anni, assegnista in Diritto civile presso il Dipartimento di Studi giuridici con la sua tesi di dottorato sulla “funzione deterrente della responsabilità civile”

Ancora un premio a un giovane ricercatore dell’Università del Salento: Francesco Quarta ha ottenuto il secondo posto alla decima edizione del bando indetto dall’Ufficio nazionale Antidiscriminazioni razziali (Unar, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari opportunità) e dalla Conferenza dei Rettori delle Università italiane (Crui), con la sua tesi di dottorato intitolata “La funzione deterrente della responsabilità civile”. Francesco Quarta, 29 anni, avvocato leccese, assegnista di ricerca in Diritto civile presso il Dipartimento di Studi giuridici dell’Ateneo, ha conseguito nel 2008 anche un master con specializzazione in Diritto del commercio internazionale presso l’Università della California “Hastings” di San Francisco. Tra le 47 tesi di dottorato presentate al concorso, quella di Quarta è stata ritenuta particolarmente meritevole in materia di “promozione della parità di trattamento”, “rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sulle origini etniche” e “tutela dei diritti fondamentali dell’uomo e della cultura italiana”. In particolare, la tesi ha approfondito “il rimedio ultra – compensativo dei danni punitivi, caratteristico dei sistemi giuridici di common law”. Fra i temi chiave discussi nella ricerca, il ritardo dimostrato dalle interpretazioni giurisprudenziali e dottrinali nell’Europa continentale in materia di responsabilità civile rispetto all’evoluzione dell’ordinamento. È stata proposta una rilettura sistematica delle regole attualmente vigenti in materia alla luce della Carta costituzionale del 1948, dei Trattati europei – fino al recentissimo Trattato di Lisbona – e delle Convenzioni internazionali a tutela dei diritti fondamentali dell’uomo. Sul piano applicativo, e all’esito di un’analisi comparata e sistematica, il lavoro propone la sperimentazione di “soluzioni rimediali atte a superare l’irragionevolezza di trattare in maniera identica (cioè mediante la comminazione della medesima sanzione: il risarcimento del danno) circostanze di fatto e di diritto nient’affatto identiche: per esempio danni cagionati con specifica premeditazione o perfidia e danni cagionati per mera inavvedutezza; danni all’integrità psico – fisica realizzati nel perseguimento di finalità di lucro o, di contro, per effetto di azioni poco più che involontarie; azioni dannose sorrette da intento discriminatorio verso la condizione personale del danneggiato ovvero condotte lesive accompagnate da mera imprudenza o imperizia”. Le cerimonia per il conferimento del premio si è tenuta nei giorni scorsi all’Università Lumsa di Roma, alla presenza dei professori Giuseppe Dalla Torre (Rettore Lumsa) e Marco Mancini (Rettore Università della Tuscia e segretario Generale Crui, nella foto allegata assieme a Francesco Quarta), e dei rappresentanti del Dipartimento per le Pari opportunità.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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