Piano di rientro sanitario. Anci boccia l’iter di attuazione

Chiesto un maggiore coinvolgimento dei territori nelle decisioni e una maggiore diffusione della rete dei servizi

Una maggiore diffusione dei servizi sanitari nei Comuni ed un più efficace coinvolgimento dei territori. Sono le due principali richieste che Anci, l’Associazione dei Comuni italiani, ha avanzato all’Amministrazione regionale nel corso dell’incontro che ha avuto luogo ieri. L’attuazione del Piano regionale di riordino ospedaliero non starebbe dando, secondo Anci, i risultati sperati ed il monitoraggio trimestrale dell’iter di realizzazione del Piano starebbe confermando quanto predetto dalla stessa associazione nell’audizione del 21 gennaio scorso davanti alla I e III Commissione del Consiglio regionale. Ed eccola la situazione prevista da Anci: nessuna riorganizzazione per migliorare il livello dei servizi sarebbe stata attuata e i conti negativi al 31 dicembre 2010 per 600 milioni di euro, oltre ogni aspettativa, indurrebbero il Governo regionale ad inasprire ulteriormente il prelievo fiscale sulle famiglie e sulle imprese e a destinare altre risorse del bilancio regionale a ripianare il deficit. Le stesse previsioni per l'esercizio 2011 confermerebbero che il deficit di gestione non viene aggredito da efficaci programmi di riorganizzazione delle reti di assistenza, sui quali la Regione e le direzioni aziendali avrebbero impedito la partecipazione, obbligatoria per legge, dei Comuni e dell'Anci. Per queste ragioni l’Associazione dei Comuni ha evidenziato delle correzioni sostanziali al Piano di rientro tenendo conto di due presupposti: la politica di riqualificazione funzionale del servizio sanitario regionale deve allinearsi al nuovo Piano sanitario nazionale già approvato dalle Regioni; gli ospedali che devono costituire la nuova rete regionale dell'assistenza dei pazienti acuti devono avere le caratteristiche strutturali, completezza e integrazione disciplinare, dotazione tecnologica e professionale tali da garantire il loro accreditamento secondo gli standard nazionali. Tale operazione di ristrutturazione della rete degli ospedali per acuti deve ancorarsi, secondo Anci, ai modelli di offerta più evoluti, attingendo ai “Princìpi guida tecnici, organizzativi e gestionali per la realizzazione e gestione di ospedali ad alta tecnologia e assistenza”, approvati dall’Agenzia nazionale per la sanità, e dallo studio cosiddetto “Piano-Veronesi” (decreto del Ministro della sanità 12 dicembre 2000). La rete dei servizi territoriali deve essere pertanto disegnata e realizzata effettivamente e contestualmente alla dismissione degli ospedali che non hanno i requisiti previsti. I sindaci hanno evidenziato come nessuna azienda sanitaria negli ultimi abbia mai sottoposto alla loro approvazione il piano delle attività distrettuali, come sancito dall’art. 3-quater del decreto legislativo 502/1992, nonostante il metodo della partecipazione dei cittadini e delle istituzioni sia stato più volte enfatizzato da parte della Giunta regionale. Nel corso della riunione dei Comuni è inoltre emersa la necessità che i medici di famiglia vengano responsabilizzati a governare la domanda di prestazioni e di servizi, attraverso la determinazione di obiettivi di salute correlati a vincoli economici non diversi da quelli imposti agli ospedali e ai servizi territoriali, con lo sviluppo delle forme associative della loro professione come presidio principale della medicina territoriale. In generale, ciò che Anci chiede di attuare alla Regione è la diffusione capillare su tutti i territorio comunali dei servizi sanitari, anche in modo da sensibilizzare e responsabilizzare gli stessi Comuni ad una partecipazione attiva in ambito sanitario. Al termine dell’incontro, Anci, attraverso deliberazione unanime del suo direttivo, ha rinnovato la richiesta di un tavolo di concertazione sui temi enunciati. “Un tavolo – si è detto – dalla Regione più volte promesso promesso e sempre disatteso e tradotto in pure ed astratte affermazioni di principio”. A tal fine proseguirà la sua azione di approfondimento dei problemi analizzando dettagliatamente le situazioni locali anche attraverso l’incontro in ciascun presidio, con gli operatori e i cittadini. Articoli correlati: A Campi, Poggiardo, Maglie e Gagliano chiudono gli ospedali (18 dicembre 2010) Sanità. Sale l'Irpef per sanare il deficit (18 marzo 2011)

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