Internalizzazioni. Via libera dalla Giunta

Bari. La manifestazione sotto la Presidenza della Regione si è trasformata in festa per 500 lavoratori

BARI – La Regione ha detto sì. La Giunta Vendola, riunita in seduta straordinaria, oggi pomeriggio ha dato l’ok definitivo all'affidamento dei servizi alle società in house delle Asl avviando in maniera ufficiale il processo di internalizzazione. Una decisione recepita come una vera e propria vittoria per i 500 lavoratori che manifestavano sotto la presidenza della Regione. Ed il corteo non ha tardato a trasformarsi in festa. Le nuove imprese o società affidatarie dovranno quindi utilizzare il personale della precedente impresa o società affidataria. Ciò varrà anche per le società strumentali costituite dalle aziende ed enti del Servizio sanitario regionale. E’ l’importante decisione presa oggi durante l’incontro tra le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e la Regione Puglia. Si è tenuto questo pomeriggio infatti l’incontro tra le segreterie confederali ed il governatore Nichi Vendola con l’assessore alle Politiche della Salute Tommaso Fiore sulla questione delle internalizzazioni del personale precario delle società esterne operanti nelle Asl. L’assessore e i sindacati hanno concordato come in caso di assunzione di ulteriore personale rispetto a quello sottoposto alla ‘clausola sociale’ derivante da ulteriori affidamenti di attività alle società in house, queste debbano procedere ad esperire procedure selettive. I sindacati e la Regione hanno infine concordato che saranno esaminate congiuntamente le procedure di internalizzazione per tutte le Asl della Puglia, sia per quelle che hanno iniziato il percorso, sia per quelle in cui sono state rinviate le procedure in attesa della sentenza della Corte costituzionale. “Come organizzazione sindacale – comunicano dall’Unione sindacale – ci aspettiamo che anche il Governo nazionale nella persona del Ministro Fitto accolga le giuste aspettative dei lavoratori contribuendo alla soluzione della vertenza che porterà oltre ad un risparmio di soldi pubblici anche al miglioramento della condizione di tanti lavoratori”. “La giornata di oggi – aggiungono – dimostra, ancora una volta, che solo con la caparbietà e con la mobilitazione dei lavoratori si possono raggiungere traguardi che a prima vista possono apparire irraggiungibili. E proprio il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto ha convocato le parte a Roma per il prossimo 31 marzo. 22 marzo 2011 Internalizzazioni. Ok dalla Regione Il processo di internalizzazione si farà. Tommaso Fiore, assessore regionale alla sanità, conferma di voler procedere all'affidamento dei servizi esterni alla società in house creata dall'azienda sanitaria leccese. I contratti di lavoro saranno a tempo determinato Proprio a Lecce fu, infatti, congelata l’assunzione di 680 lavoratori dipendenti di cooperative e società esterne (ausiliari e pulizie), come condizione per arrivare alla firma del Piano di rientro tra Regione e Governo Il messaggio è contenuto nella lettera che lo stesso Fiore ha inviato alla commissaria straordinaria dell’Asl di Lecce, Paola Ciannamea. 14 marzo 2011 – Sanità, precari. Si infiamma la protesta Sono tornati sui tetti della Asl di via Miglietta i precari della sanità, per la non ancora avvenuta assunzione dalla Salento Service, società in house dell'azienda. La vicenda si riferisce a 683 persone, addette alla pulizia degli ospedali nella provincia di Lecce. Solo pochi giorni fa il Consiglio di Stato ha sancito la legittimità del procedimento di internalizzazione portato avanti dalla Asl di Foggia. Con le sentenze 1573/2011 e 1572/2011, il Consiglio ha infatti stabilito che anche la gestione di questi servizi sono nella disponibilità degli Enti Pubblici e che gli stessi possono, appunto, disporre “sua manu” alla stessa. In sostanza, un depotenziamento netto del ruolo delle società esterne e l’apertura all’internalizzazione Ma per il Salento, la situazione è in stallo. Nei prossimi giorni verrà indetto un nuovo sciopero. 4 marzo 2011 – Internalizzazioni. Vendola chiede tavolo tecnico A seguito della sentenza della Consulta che ha bocciato alcuni articoli della legge regionale 30/2010 sulle internazionalizzazioni, (nella parte in cui prevede la stabilizzazione di personale della precedente impresa o società affidataria dell'appalto, senza alcuna forma selettiva e a tempo indeterminato), Nichi Vendola ha detto che occorrerà “nei prossimi giorni andare al tavolo tecnico per condividere il percorso e per dare una soluzione ai lavoratori, fermo restando che poi, nei luoghi della politica riprenderemo il confronto tra schieramenti”. Il messaggio è per il Ministro Raffaele Fitto. 4 marzo 2011 – La Consulta boccia la legge sulle internalizzazioni No alle internalizzazioni. La Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di due commi dell'art.30 della legge pugliese 4 del 2010 nella “parte in cui prevede la stabilizzazione di personale della precedente impresa o società affidataria dell'appalto, senza alcuna forma selettiva e a tempo indeterminato”, in quanto sarebbe in contrasto con la disciplina concorsuale statale. A rischio dunque circa 8mila assunzioni. La legge era stata impugnata dal ministro ai Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto. La questione delle stabilizzazioni aveva ostacolato per mesi la firma da parte del Governo del Piano di riordino sanitario proposto dalla Regione Puglia, tanto da far decidere di bloccare le assunzioni in attesa della sentenza della Consulta. Con la stessa sentenza la Consulta ha anche dichiarato l'illegittimità dell'art.2 della legge che, tra l'altro, prevede che “il personale appartenente alla dirigenza medica del servizio sanitario regionale che (…) risulti in servizio da almeno cinque anni in un posto di disciplina diversa da quella per la quale è stato assunto è inquadrato, a domanda, nella disciplina nella quale ha esercitato le funzioni” purchè abbia i requisiti previsti dal regolamento di disciplina concorsuale. Illegittime anche le norme della stessa legge nella parte in cui non escludono dalle norme di stabilizzazione “il personale delle aziende ospedaliero-universitarie o, comunque, non prevedono un rinvio a protocolli di intesa tra università ed enti ospedalieri nè alcuna forma di intesa con il rettore”. “E' una sconfitta politica della Puglia – ha dichiarato l’assessore alle Politiche della Salute Tommaso Fiore – ma dal punto di vista tecnico il ‘giocattolo’ delle società in house resta in piedi. La esclusione della parolina 'a tempo indeterminato' fa reggere il sistema. La Corte smonta la nostra ipotesi del tempo indeterminato, che per noi è un valore perché noi lottiamo contro ogni forma di precarietà. Per il resto le sentenze si applicano”. 19 gennaio 2011 – Precari sanità: 'il governo riapra il confronto' Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato all'unanimità dei presenti (i consiglieri del centrodestra hanno abbandonato l'Aula prima del voto) un ordine del giorno con cui si chiede al governo nazionale di riaprire il tavolo di confronto sul processo di assunzione dei lavoratori delle cooperative che svolgono servizi per conto delle Asl. Il documento, sottoscritto dai capigruppo di Pd, Sel, Idv, e Puglia per Vendola (maggioranza di centro sinistra) e Udc (opposizione), è stato votato anche dall'unico rappresentante presente del gruppo Moderati e Popolari. Il percorso delle assunzioni era stato avviato dalla Regione ma poi era stato bloccato, cosi' come richiesto dal governo quale condizione per la firma al Piano di rientro del deficit della sanità. “Il Consiglio regionale della Puglia individua nella lotta alla precarietà e alla restrizione della tutela e dei diritti dei lavoratori il punto più significativo del suo impegno istituzionale, in una fase caratterizzata da una crisi che non puo' essere affrontata senza rimettere al centro la qualita' del lavoro come condizione necessaria per lo sviluppo – si legge nell'ordine del giorno che sarà inoltrato al governo nazionale – la vicenda delle internalizzazioni in sanità parla di questo, ma anche delle violazioni del Mercato della qualità e della economicità dei servizi. Proprio per questo insieme di ragioni il Consiglio della Regione Puglia ritenne all'unanimità, con la legge 4/2010, tutelare il processo già avviato con l'estensione della clausola sociale alle società c.d. in house, la cui natura privatistica è oggi oggetto di contenzioso davanti alla Corte Costituzionale. Il Governo nazionale ad oggi non ha inteso aprire un confronto finalizzato a verificare efficacia ed efficienza della soluzione in individuata sia dal punto di vista qualitativo che economico. Nemmeno la proposta intermedia, normativamente realizzata il 22 settembre 2010, con la quale si intendeva contribuire ad una riduzione delle possibili tensioni derivanti dal blocco delle internalizzazioni ha incontrato disponibilita' al confronto. Oggi il Consiglio regionale chiede pertanto al Governo nazionale di distinguere tra la vertenza tecnico-giuridica di fronte alla Corte e il riavvio del processo di internalizzazione in sanità, attraverso una modifica dell'accordo di programma sul piano di rientro, attivando immediatamente quel confronto di merito più volte sollecitato. Impegna la Giunta regionale ad attivare ogni strumento e ogni procedura atta a conseguire questo obbiettivo. Questa è l'unica soluzione in grado di ridare una speranza ai lavoratori e di ricostruire un terreno di fiducia tra loro e le istituzioni”. 18 gennaio 2011 – Consiglio regionale riunito sui precari della sanità Il consiglio regionale della Puglia é riunito per ascoltare la relazione dell'assessore alle Politiche della salute, Tommaso Fiore, sulle internalizzazioni dei lavoratori precari della sanità. Si tratta del processo di assunzione dei precari delle cooperative che svolgono servizi per conto delle Asl, avviato dalla Regione Puglia e poi bloccato in seguito allo stop posto dal governo quale condizione per il via libera al Piano di rientro del deficit della sanità. Fuori dalla sede dell'assemblea è in atto un sit in di protesta dei lavoratori delle ditte esterne delle Asl. “Il processo di internalizzazione dei lavoratori in Puglia – dice Fiore in un passaggio della sua relazione – è molto ampio. In occasione del censimento fatto a suo tempo per avere una fotografia delle situazione nella regione è emerso, infatti, che su un totale di circa 38000 dipendenti del Servizio sanitario regionale, ben 7300 risultavano esternalizzati con effetti distorsivi nel mercato del lavoro e spesso di mancato rispetto dei contratti”. “Nei processi di esternalizzazione – sottolineato – si sono verificate situazioni in ragione delle quali, dopo l'aggiudicazione dell'appalto, si è spesso proceduto ad una estensione del numero degli addetti in una logica clientelare finalizzata all'acquisizione del consenso. Il Governo regionale ha cercato di mettere le mani in questo intreccio, introducendo regole certe e puntando ad una maggiore economicità ed efficienza”. Sono state costituite così, sulla base della legislazione statale vigente, società private partecipate pubbliche al 100 % con il compito di procedere alla internalizzazione di questi lavoratori. La prima società in house è stata costituita presso la Asl Fg dove il fenomeno degli esternalizzati risultava più accentuato e dove sono stati registrati risparmi significativi. “Ho commesso un errore di ingenuità – aggiunge -: l'aver ritenuto che avere inserito una norma specifica in merito nella legge regionale omnibus sarebbe stato sufficiente a condurre in porto il processo. Invece è accaduto esattamente il contrario visto che la norma e' stata utilizzata abbondantemente per creare elementi di frizione tra i Governi nazionale e regionale nell'ambito del Piano di rientro”. Articoli correlati Precari sanità: martedì incontro con Fitto (3 febbraio 2011) Vendola e i precari della sanità (28 dicembre 2010) Precari sanità: vittime della contesa politica (16 dicembre 2010)

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