Select your Top Menu from wp menus

No al nucleare, sì alle rinnovabili

Lecce. I consiglieri provinciali del Pd chiedono a Gabellone di proseguire sulla promozione delle rinnovabili e invitare il Governo a bloccare il programa nucleare

La questione nucleare approda in Assise provinciale. I consiglieri provinciali, Cosimo Durante, Alfonso Rampino, Gabriele Caputo, Roberto Schiavone e Loredana Capone chiedono al presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, di manifestare la massima solidarietà e attivare iniziative di sostegno nei confronti del popolo giapponese colpito dai tragici eventi; di invitare i Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente a sospensione il programma nucleare e a al Governo di proseguire sulle politiche di promozione delle fonti rinnovabili, orientando l’azione degli incentivi verso un sistema diffuso di piccoli impianti basati sull’autoconsumo, al fine rendere tutte le strutture private e pubbliche luoghi di fonti di energia. Ricordano i consiglieri che, a oggi, sono ancora del tutto irrisolti i problemi della sicurezza (quello accaduto in questi giorni in Giappone è l’ultimo episodio), dello stoccaggio delle scorie, dello smaltimento dei materiali radioattivi a fine ciclo produttivo degli impianti (l’Italia non ha ancora risolto i problemi dei materiali radioattivi delle centrali disattivate), degli alti costi di realizzazione delle centrali e dell’energia prodotta (considerato il ciclo completo di gestione dei rifiuti), dei lunghi tempi di costruzione di una centrale (10-15 anni) La Provincia di Lecce, con un ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio Provinciale in data 22 settembre 2003, espresse la sua contrarietà allo stoccaggio di rifiuti radioattivi nel Salento e nella Regione Puglia. “Il nucleare – dicono i consiglieri – non ci libera dalla dipendenza delle forniture di combustibile dall’estero (l’uranio necessario per il funzionamento delle centrali deve essere importato, perché l’Italia è sprovvista di riserve), non ci libera dalla dipendenza energetica, non ci garantisce una disponibilità di uranio nel tempo superiore ai 70 anni (secondo stime recenti). In merito alle rinnovabili, i consiglieri chiedano che Gabellone intervenga presso il governo affinchè siano a breve reintrodotti gli incentivi per il fotovoltaico; si proceda a far slittare la data del 31 maggio 2011 come termine ultimo di allaccio alla rete elettrica per poter usufruire delle tariffe previste nel 3° Conto Energia; siano ripristinati, per gli impianti con moduli fotovoltaici collocati a terra, i requisiti dei 50 Kw per ettaro di terreno disponibile e il megawatt come tetto massimo per poter usufruire degli incentivi; siano, per gli impianti destinati all’autoconsumo, limitati i ribassi sulle nuove tariffe da determinare, sia per i vantaggi che i piccoli impianti apportono al territorio e sia anche in ragione dei maggiori costi da affrontare per le piccole taglie; sia eliminato per il fotovoltaico il previsto tetto degli 8.000 megawatt, sia esteso il limite della distanza minima di 2 chilometri previsto tra un impianto e l’altro per terreni appartenenti allo stesso proprietario ai terreni appartenenti anche a proprietari diversi per evitare l’eccessivo affollamento di impianti fotovoltaici nella medesima area agricola.

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!