Depuratore: passa per Nardò la soluzione alternativa

L'impianto di Porto Cesareo non è mai entrato in funzione: le norme della “Riserva Marina” impediscono lo scarico a mare. La Regione propone di far confluire i reflui depurati nella condotta di Nardò. Costo del progetto 22milioni e 400mila euro.

L'impianto di depurazione di Porto Cesareo è un'opera mai entrata in esercizio. Sulla sua “testa” pende un ricorso da parte della Commissione europea contro la Repubblica Italiana per violazione degli artt. 3 e 4 della Direttiva 91/271/CE. In sostanza, tra i 12 agglomerati urbani, oggetto del ricorso, risulta inserito quello di Porto Cesareo per limitazioni imposte dal le norme istitutive della “Riserva Marina di Porto Cesareo” che ne impediscono lo scarico a mare. Per la Regione Puglia è interesse prioritario rimuovere con la massima urgenza le criticità che non consentono la messa in esercizio dell’opera. E' quanto deliberato e pubblicato sul Burp del 2 marzo, dalla Giunta di Nichi Vendola che, in merito, propone come soluzione alternativa: scaricare i reflui depurati nella condotta di Nardò. Il quadro economico del progetto – presentato dall'Aqp durante la riunione di Giunta del 26 gennaio svoltasi su convocazione dell’assessore alle Opere Pubbliche e Protezione Civile, Fabiano Amati – per il completamento dell'opera della rete fognaria, di adeguamento dell'impianto e di realizzazione del collettore a terra e condotta sottomaria per Porto Cesareo e Nardò, ammonta a 22milioni e 400mila euro. Il 1° lotto funzionale, riguarderebbe la realizzazione a Porto Cesareo delle opere (del valore di 5 milioni di euro più 3 milioni e mezzo per la condotta sottomarina) con riferimento alle quali l’Aqp si è impegnato a predisporre la progettazione preliminare (da presentare entro la fine di aprile del 2011). Sono previste • la normalizzazione della rete fognaria esistente; • l’adeguamento dell’impianto di depurazione; • la realizzazione della condotta a terra. I rappresentanti degli Enti intervenuti alla riunione (Aqp, Ato Puglia, Provincia di Lecce e Comune di Porto Cesareo) si sono dichiarati favorevoli all'ipotesi. Il termine previsto per la messa in esercizio del 1° lotto è dicembre 2012. Relativamente all’assunzione del relativo impegno finanziario, l’Autorità di Gestione del P.O. Fesr 2007 – 2013 ha evidenziato che esso è legato alle risorse Fas assegnate alle Regioni le quali, pur esistenti, allo stato attuale non possono essere assegnate per effetto della delibera Cipe n. 79/2010 che ha sospeso le attività di programmazione, riprogrammazione e rimodulazione delle medesime risorse. Tuttavia, la stessa Autorità ha precisato che a breve sarà avanzata al Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, richiesta di deroga alla citata delibera Cipe e far fronte al superamento della procedura di infrazione.

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