Cassonetti pieni: scioperano i netturbini

Lecce. Protesta dei dipendenti della nettezza urbana che chiedono il rispetto degli accordi sindacali

I netturbini incrociano le braccia per 24 ore e protestano, a Lecce, sotto Palazzo Carafa. Il malessere dei 220 operatori ecologici nasce dal mancato rispetto degli accordi sindacali, presi con le ditte, sul rilancio del nuovo capitolato d’appalto (già scaduto nel 2009 e più volte prorogato) per la raccolta dei rifiuti e dalla polemica nata in merito ad alcune dichiarazioni del sindaco di Lecce, Paolo Perrone, sugli eccessivi tassi di assenteismo e malattia presentati dalle aziende appaltatrici del servizio (Axa e Ecotecnica). “I dati che ci hanno fornito le ditte che gestiscono il servizio – aveva spiegato Perrone – sono sconcertanti. Il tasso di assenteismo tra i lavoratori del settore è straordinariamente al di sopra della norma. Questa è una situazione che finisce per ripercuotersi negativamente sulla città e sui cittadini. Probabilmente ci sono lavoratori che non fanno il proprio dovere”. In merito a questo aspetto, i dipendenti, per rispondere al primo cittadino, denunciano la grave carenza di mezzi e eccessivi carichi di lavoro e affermano a gran voce di non essere afacenti. Sull'accordo sindacale, lo stesso prevede che “le aziende si impegnino a riconoscere, dal 1° ottobre 2010, il passaggio di livello, dal 1° al 2° livello nel rispetto del parametro maturato, per tutti i dipendenti oggi inquadrati al 1° livello. Confermano i contenuti dell’accordo del 18 giugno 2007, relativo all’avvicendamento padre – figlio”. Ma per ora, è un a di fatto.

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