Mendolia: dovevo uccidere moglie e figlio di Nino Bomba

Gallipoli. Scoccante confessione dell'esecutore materiale dell'omicidio Padovano oggi nel corso della deposizione al Tribunale di Lecce

Davanti alla Corte presieduta dal Giudice Roberto Tanisi è stato ascoltato questa mattina il killer della sacra corona unita Carmelo Mendolia, reo confesso per l'omicidio di Salvatore Padovano. Dal luogo di detenzione segreto in cui è custodito lontano da possibili rischi di vendette mafiose, il killer è stato condotto in Aula, dove ha gettato un'ulteriore cupa ombra sulla figura di Rosario Padovano, mandante dell'omicidio del fratello. Secondo Mendolia il mandante dell'omicidio aveva chiesto di ammazzare anche la moglie e il figlio, in modo da evitare che un congiunto di “Nino Bomba” potesse in futuro riprendere le redini dell'associazione criminale. Agghiaccianti i particolari della confessione: in un primo momento si era valutato di uccidere, poi soltanto di gambizzare mamma e figlioletto. Infine, sarebbe stato lo stesso Mendolia a rifiutarsi di fare fuoco sui due innocenti con la sua Beretta calibro 9. Comunque dure le parole del killer rispetto la sua vittima: “era altezzoso e voleva solo essere rispettato”. Per l'omicidio avrebbe percepito la cifra di 10.000 euro, un'auto veloce per la fuga, oltre alla promessa da parte di Rosario Padovano di essere aiutato nell'apertura di un'attività commerciale nel nord Italia.

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