Olio d'oliva. La tutela dell'Europa

Varato un nuovo regolamento. “Olio extra vergine di qualità sulle nostre tavole. La Commissione europea ha recepito il nostro input” dicono Baldassare e Silvestris

L’Unione Europea ha appena varato un Regolamento relativo alle caratteristiche degli oli di oliva e degli oli di sansa d’oliva, e ai metodi di analisi ad essi attinenti. La nuova norma è finalizzata ad accertare la presenza di oli deodorati all’interno delle miscele dichiarate e commercializzate come olio extra vergine pur non essendolo. Gli oli deodorati sono quei prodotti che, a motivo della scarsa qualità delle olive da cui sono ottenuti (pessime condizioni di stoccaggio, drupe colpite da parassiti), evidenziano profili organolettici non idonei al commercio. Tuttavia tali prodotti “difettati” vengono messi comunque in commercio. Si tratta di oli importati da altri Paesi del Mediterraneo e provenienti soprattutto da Tunisia, Algeria, Spagna e Marocco. Tali prodotti saranno sottoposti a severissimi controlli con efficaci sistemi in grado di svelare la presenza dei suddetti oli deodorati negli oli extravergine d’oliva. Il regolamento n° 61 del 2011, infatti, ha introdotto il nuovo parametro dei metil esteri degli acidi grassi (MEAG) ed etil esteri degli acidi grassi (Eeag). “Finalmente una norma a tutela e presidio della qualità dell’olio extravergine d’oliva – commentano con soddisfazione gli eurodeputati Raffaele Baldassarre e Sergio Silvestris. D’ora in poi sarà più difficile il commercio illegale di oli di scarsa qualità mascherati da oli extravergine d’oliva. Recentemente avevamo presentato un’interrogazione scritta alla Commissione Europea al fine di ottenere un intervento mirato per porre rimedio alla commercializzazione fraudolenta dell’olio d’oliva. Una frode diffusa e comune che ha prodotto in questi anni danni incalcolabili a migliaia di imprese sane e serie del nostro territorio nazionale e della regione Puglia. Con questa norma, lungamente attesa e auspicata, si rende giustizia ad un settore di vitale importanza per l’economia agricola italiana. Le modifiche apportate al precedente regolamento sanano un ferita aperta e consentono di invertire una direzione perversa sulla quale l’olivicoltura era stata costretta a muoversi”.

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