Molestie telefoniche. La Cassazione: ‘E’ reato anche con poche chiamate’

Sono sufficienti poche chiamate in breve tempo per integrare gli estremi del reato purché si dimostri la volontà di disturbare la vittima con frasi a sfondo erotico

Se il termine stalking è ormai entrato nel linguaggio e nella cronaca comuni per identificare fatti eclatanti di gravi e continuativi atti di persecuzione, la Cassazione penale con la sentenza n. 1838/11, sottolinea che eventi di minore clamore sociale quali le molestie telefoniche, anche per brevi lassi temporali, possono costare al colpevole l'arresto fino a sei mesi o un’ammenda fino a 516 euro. “Così rischia la condanna – spiega Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” – colui che ripetutamente chiama una ragazza sul cellulare rivolgendole frasi a sfondo erotico. E ciò anche se le telefonate furono in sostanza poche e pure concentrate nel tempo, purché si dimostri il dolo generico dell’agente, inteso come volontà e consapevolezza di arrecare disturbo alla parte offesa”.

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