Animalisti sul piede di guerra: 'Stefàno si dimetta'

Allungato il calendario venatorio regionale contro la legge e il parere dell’autorità scientifica nazionale. L'assessore si difende: “nessuna violazione”

“Un comportamento irresponsabile, ingannevole e consapevolmente illegittimo: l’assessore Stefano si dimetta”. E’ la dura richiesta delle associazioni Animalisti italiani, Enpa, Lac, Lav, Lipu, Vas, Vittime della caccia, WWF dopo la delibera della Giunta regionale pugliese che, riunitasi addirittura in seduta straordinaria, su proposta dell’assessore Stefano, ha modificato il calendario venatorio regionale allungando, contro la legge e il parere dell’autorità scientifica nazionale, la stagione venatoria alla beccaccia ai turdidi. “La conferma giunge dal comunicato del 18 gennaio 2011 della Federcaccia pugliese con cui i cacciatori ringraziano l’assessore Stefano “per aver mantenuto l’impegno morale preso già alla stesura del calendario”, ovvero la scorsa estate”. Il comunicato di Federcaccia recita: “Con la delibera della Giunta Regionale del 18 gennaio che modifica il calendario venatorio i cacciatori pugliesi potranno continuare ad andare a caccia al tordo, alla cesena e alla beccaccia fino al 30 gennaio. Commentando favorevolmente la notizia, il Presidente Regionale FIdC, Saverio Pace, ha prima di tutto voluto ringraziare l’Assessore Regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Dario Stefano, che ha così accolto le richieste del mondo venatorio. “Soprattutto – sottolinea Pace – ringrazio l’Assessore per aver mantenuto l’impegno morale che aveva preso con noi al momento dell’approvazione del calendario venatorio regionale e sono felice per tutti gli appassionati pugliesi che si sia deliberato nel senso delle modifiche da noi suggerite”. “E’ dunque evidente – riprendono gli animalisti – che la manovra di modificare il calendario venatorio e di farlo in extremis, in modo da rendere vano ogni ricorso alla giustizia amministrativa, era un progetto già ben studiato da tempo, il che rende ancora più riprovevole e illegittima l’iniziativa assunta dalla Giunta regionale pugliese e dall’assessore Stefano in primis. Va infatti anche considerato che in data 16 gennaio scorso, due soli giorni prima della delibera di Giunta, il Comitato tecnico venatorio regionale aveva dato parere favorevole alla modifica seppure in assenza dell’obbligatorio parere dell’Ispra, motivando tale assenza con la mancanza di tempo utile a richiederlo. Una giustificazione che oggi si mostra in tutta la sua fallacia e ingannevolezza: i tempi ci sarebbero stati eccome, perché il progetto di modificare il calendario era già assunto da tempo, salvo metterlo in atto solo alla fine per bypassare il parere negativo dell’Ispra ed evitare ricorsi che avrebbero senz’altro avuto la meglio. Insomma, un atteggiamento deplorevole, non degno di un’amministrazione seria, che fa scempio del diritto e mortifica le istituzioni e per il quale chiediamo a viva voce le dimissioni dell’assessore Stefano, doppiamente responsabile in quanto anche coordinatore del tavolo delle Regioni sulle politiche venatorie, dunque ben consapevole delle richieste ISPRA in materia di calendari venatori e tutela della fauna, nonché delle leggi e direttive comunitarie. “Si prefigurano, a questo punto, profili da studiare anche alla luce del diritto penale, considerato che la delibera di giunta, che è priva dell’obbligatorio parere dell’Ispra comporterà un danno irreparabile al patrimonio indisponibile dello Stato e della collettività. E‘ anche per questo che chiediamo con forza, per il secondo giorno consecutivo, l’immediato intervento del Presidente della Regione Vendola: intervenga e ani senza esitazione la modifica al calendario pugliese, assumendosi anch’egli le responsabilità per il comportamento del suo assessore e della sua Giunta, che non possiamo definire in altro modo che vergognosi”. L'assessore Stefàno, però, si difende e afferma che “non è stata compiuta nessuna violazione di legge. Il calendario venatorio della Puglia, anche con la modifica apportata, rispetta la normativa nazionale ed europea e individua termini temporali di chiusura della stagione in corso assolutamente omogenei a tutte le altre Regioni, rispetto ai quali l’Ispra a ha eccepito. Nel merito, l’allungamento del calendario pugliese (dal 19 al 30 gennaio prossimo) produrrà solo 5 giornate in più di caccia – peraltro per i soli cacciatori residenti”.

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