Polvere di stelle, anzi stelle in polvere

Cronaca di venerdì 7 gennaio

In un angolo dell’ampia sala di attesa e accettazione prelievi dell’ASL – Lecce, in corrispondenza della bacheca dei comunicati e avvisi, fa bella mostra una semplicissima, povera tettoia in polistirolo bianco, poggiante su quattro piedi sottili, con copertura leggermente a spiovere cosparsa di paglia, contenente, sotto, un cartone riciclato, con disegno a pennarello, sulla facciata pulita, della natività: Maria, Giuseppe, il Bambinello, bue e asino, due pastori con coppia di agnellini ai piedi, classica cometa. Davanti alla scarna e essenziale capanna, un piccolo vaso con pianta di stella di natale e, isolato particolare moderno e modaiolo, un filo di lucine colorate e intermittenti steso di traverso sul manufatto celebrativo. Non c’è che dire, ammirazione, lode e plauso all’indirizzo dei responsabili dell’Ente, i quali hanno rievocato l’ambientazione della festa più bella dell’anno, in sostanza senza alcun costo. E, però, nel medesimo ambiente, sulle lucide piastrelle del pavimento, si materializzano, in contemporanea, diffusi, minuscoli insetti bruni, ossia formiche, in libero passeggio, in assoluta noncuranza rispetto agli astanti lì seduti nell’ attesa del proprio turno. Al che, si prega l’addetta all’accoglienza e alle relazioni con il pubblico, presente all’ingresso dell’edificio, di convenire sul luogo e di visionare personalmente. L’impiegata mostra, invero, non poca sorpresa e si muove, decisa, in direzione di qualcuno che abbia a intervenire: appena pochi minuti ed è di ritorno, con la dichiarazione “nel pomeriggio si provvederà senz’altro”. Purtroppo, segue un secondo atto, ancora più nero, della scena. Sul lato superiore del battiscopa, giusto a fianco dell’economico presepe, si va svolgendo una vera e propria, ininterrotta e affollata processione, a livello di para sacrilegio, di minuscoli animaletti, quasi che i medesimi volessero portare anche loro l’omaggio a Gesù Bambino. Bene, non s’intende anare, in fasce, i dianzi espressi elogi ai dirigenti dell’ASL – Lecce. Occorre, tuttavia, che i medesimi diano sollecitamente un’occhiata in giro, controllino a fondo le indebite intrusioni e adottino le misure del caso: un Poliambulatorio ospedaliero non è certamente posto da formiche. Lecce, 7 gennaio 2011 Rocco Boccadamo e.mail: [email protected]

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