Mta: blitz della finanza sui parcheggi

Maglie. Dopo l’articolo del Tacco e l’esposto del comitato “Strisce blu”, è partita l’inchiesta delle Fiamme Gialle

Blitz della Guardia di Finanza di Maglie presso la sede dell’Mta, in zona industriale. Nei giorni scorsi le Fiamme gialle hanno acquisito documentazione relativa alla gestione dei parcheggi, di competenza dell’azienda municipalizzata magliese. Tutto è partito dall’articolo pubblicato sul Tacco d’Italia che nel dettaglio illustrava l’esposto a firma del Comitato strisce blu e del suo portavoce, Roberto Spennato. Infatti in un dettagliato documento protocollato in Procura, Spennato analizzava non solo il capitolato d’appalto della municipalizzata magliese e la normativa sui parcheggi, ma anche le difformità del servizio reso dall’Mta rispetto a quanto imposto dalla normativa e dal contratto con il Comune. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi dell’inchiesta delle Fiamme gialle. Ora ci preme sottolineare come quest’intervento sia il frutto di un circuito virtuoso di collaborazione tra cittadini, organi d’informazione e forze dell’ordine. Tutti a tutela della legalità e a garanzia della trasparenza. Per leggere l'esposto, cliccare qui e scorrere fino a fondo pagina. Articolo correlato Strisce blu illegittime: fioccano gli esposti (29 settembre 2010) 25 ottobre 2010 – Strisce blu: il Comitato si rivolge alla Corte dei Conti Il Comitato “Strisce Blu”, nella persona del responsabile regionale, Roberto Spennato, ha richiesto un'istanza alla Corte dei Conti per il “giudizio di conto” (previsto dall'art. 74 della legge di contabilità generale dello Stato) sulla resa delle somme riscosse dalla società per azioni a capitale pubblico, Mta – Service Spa di Maglie, incaricata dallo stesso Comune della gestione della sosta a pagamento. Tema di particolare interesse, per il Comitato Strisce Blu riguarda proprio l’esistenza di una “tassa” di parcheggio, dipendente dalla gestione della sosta, riscossa dalla Mta. “Come tutti sappiamo – scrive Spennato – nel Comune di Maglie la sosta a pagamento viene controllata senza l’ausilio dei classici ausiliari del traffico, ma con l’ausilio di parcheggiatori, che non avendo poteri sanzionatori, perché privi delle funzioni di accertamento delle violazioni in materia di sosta ai sensi dell’art.17 della legge 127/97, applicano per i trasgressori (mancata esposizione di grattino o grattino scaduto) degli avvisi di regolarizzazione di pagamento che a hanno a che fare con gli articoli del codice della strada che regolamentano la sosta a pagamento. Per giunta, la Mta ritiene che tali somme costituiscano proventi di diritto privato, cioè il corrispettivo dovuto dal cittadino per fruire del servizio della sosta”. Il comitato chiede di sapere quanti soldi sono stati incassati dai “gratta e sosta” scaduti a partire dal 2007; a quanto ammontano i proventi delle regolarizzazioni e dove siano finiti. Inoltre, dopo uno studio approfondito, il Comitato ha potuto constatare che la società di gestione Mta, “non sarebbe neppure legittimata a riscuotere, in nome proprio, alcuna imposizione patrimoniale o tassa. Lo può fare e lo fa solo in quanto 'concessionaria' della gestione di un servizio pubblico la cui titolarità non può non appartenere al Comune, così come di conseguenza appartengono al Comune, per essere indirizzate verso le finalità di legge, le somme riscosse dai cittadini nei parcheggi regolamentati a tariffa.” 21 settembre 2010 – Strisce blu illegittime: fioccano gli esposti di Maria Luisa Mastrogiovanni Vista così, la situazione rischia di generare un vero e proprio terremoto in tutta la provincia di Lecce. Secondo la ricerca che sta portando avanti il comitato “Strisce blu”, presieduto da Roberto Spennato e assistito dall'avvocato Francesco D'Agata, ci sarebbero gli estremi del reato. Infatti i Comuni, spiega il comitato, ai sensi dell'articolo 208 del codice della strada, devono destinare già nel bilancio di previsione le somme ricavate dalle multe. Invece dalla ricognizione del comitato, non solo i Comuni non avrebbero destinato le somme nei relativi bilanci di previsione, ma avrebbero sottoscritto contratti con le ditte che gestiscono i parcheggi “blu”, destinando loro percentuali oscillanti dal 20 al 50 per cento. Ad esempio, continua Spennato, il comune di Gallipoli nel bilancio di previsione inserisce la non modica cifra di due milioni di euro derivanti da multe che, appunto, prevede di incassare, senza specificare dove andrà a spendere quelle somme. Il motivo? Proprio questo: la metà andrebbero nelle tasce delle società appaltatrici dei parcheggi. La percentuale da incassare sarebbe fissata nel contratto stipulato tra Comune e ditta. Tutti i Comuni oggetto dell'esposto poi hanno utilizzato delle aree demaniali destinandole a parcheggio a pagamento, e anche questo secondo Spennato non si può fare, in quanto, essendo aree demaniali sono soggette a leggi dello Stato, e non comunali, e non possono perciò essere destinate ad aree di parcheggio a pagamento, ma semplicemente area libera di parcheggi con sosta a tempo limitato (Codice della Strada all'art.157 comma 6). Inoltre hanno “delimitato con le strisce blu aree che poi destinato al parcheggio di autovetture su suolo pubblico, in particolare superfici appartenenti alle carreggiate delle strade fino ad allora destinate al transito veicolare. E questo neppure si può fare, i Comuni non possono sottrarre superficie al suolo demaniale in generale, non possono sottrarlo alla sede stradale, in particolare alla carreggiata, e non possono soprattutto destinare dette aree ad uso commerciale facendone un guadagno improprio sottraendolo al legittimo proprietario che è il Demanio dello Stato”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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