Criminalità: le inchieste giudiziarie destrutturano i clan

E' quanto emerge dalla relazione della Dia per il 1° semestre 2010. In provincia di Lecce, inoltre, sensibile riduzione per reati di rapina, estorsione e contraffazione rispetto al 2009

“La Regione Puglia continua a essere caratterizzata dalla presenza di una realtà criminale fluida, contrassegnata da una pluralità di consorterie che si relazionano internamente ed esternamente con equilibri spesso incerti e mutevoli”. Si apre così l'ultima relazione semestrale (gennaio – giugno 2010) della Dia (Direzione investigativa antimafia). “Le incertezze dello scenario – si legge – sono ricollegabili alle pressioni investigative subite dal tessuto mafioso, che hanno determinato lo scompaginamento di radicate organizzazioni delittuose, l'arresto di personaggi di qualificato spessore criminale nonchè l'aggressione dei patrimoni illeciti a essi riconducibili”. Sul Salento La precarietà degli equilibri criminali di cui si è parlato è evidente nella provincia di Lecce, in particolare se si guarda al Basso Salento, dove i Tornese (di Monteroni, ma influenti a Carmiano, Guagnano, Veglie, Leverano, Arnesano, Porto Cesareo, Sant'Isidoro) sarebbero indecisi se continuare a fornire il loro appoggio al clan Padovano o tentare di approfittare della crisi del sodalizio alleato per espandere la propria sfera di influenza nella zona sud occidentale della provincia. La destrutturazione subita dai vertici del clan Padovano dispiega i propri effetti sugli assetti della criminalità di Gallipoli e dei Comuni vicini. In particolare, il ricambio delle posizioni di vertice, la riorganizzazione e il ruolo dei Tornese, alleati storici dei Padovano, influiscono sulle dinamiche criminali e la loro ristrutturazione. Il vuoto di potere nato dalla disarticolazione giudiziaria del clan Padovano ha favorito il verificarsi, su tutto il territorio (capoluogo compreso e, in particolare, nel quartiere “San Pio”) di plurimi attentati dinamitardi e incendiari nei confronti di operatori commerciali con chiare finalità estorsive. Proprio in merito al fenomeno usuraio ed estorsivo, le attività di indagine hanno preso il via dalle denunce presentate dalle vittime e hanno evidenziato che gli autori di questi crimini sono generalmente sodali di organizzazioni criminali. La disarticolazione della galassia ruotante attorno alla Sacra Corona Unita ha risentito delle numerose inchieste giudiziarie. Persistono, in ogni caso le tracce della presenza di altri clan, oltre ai già citati noti Tornese e Padovano. I Coluccia, strutturati su base familiare, sono attivi a Galatina e nei Comuni limitrofi; il clan di Salvatore Rizzo è invece attivo in città; i De Tommasi (di Giovanni) risulterebbero presenti a nord del capoluogo (Campi, Squinzano e Trepuzzi). Delitti commessi in provincia di Lecce – 1° semestre 20101 Attentati: 2 (nessuno nel precedente semestre) Rapine: 59 (72) Estorsioni 27 (31) Usura: 1 (0) Associazione per delinquere: 2 (3) Associazione di stampo mafioso: 0 (2) Riciclaggio e impiego di denaro: 1 (1) Incendi: 97 (165) Danneggiamenti espresse in decine: 171,6 (212,1) Danneggiamento seguito da incendio: 72 (100) Associazione per produzione o traffico di stupefacenti: 4 (4) Associazione per spaccio di stupefacenti: 0 (0) Sfruttamento della prostituzione e pornografia minorile: 5 (2) Contraffazione di marchi e prodotti industriali: 9 (18) Criminalità transnazionale Le coste salentine conservano centralità nei traffici illeciti con sbarchi di clandestini e traffico di stupefacenti (e la cronaca ci racconta la tratta degli esseri umani quasi ogni giorno). Un esempio indicativo è l'operazione “Sunrise” condotta, a gennaio, dalla Guardia di Finanza di Otranto che ha emesso provvedimenti di custodia cautelare in carcere, nei confronti di 35 soggetti, accusati di aver fatto parte, tra il 2005 e il 2007, di un'associazione per delinquere a carattere transnazionale (con albanesi, greci e siciliani) per lo spaccio di droga. La criminalità locale avrebbe la funzione di supportare logisticamente le operazioni.

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