Sequestra la figlia e minaccia i carabinieri con un'accetta

Gagliano del Capo. L'uomo, in evidente stato di alterazione, era pronto a compiere gesti estremi, ma i militari sono riusciti a bloccarlo e arrestarlo. La moglie ha denunciato anni di violenze e soprusi

I Carabinieri della Stazione di Gagliano del Capo hanno arrestato Giuseppe Montinari, 37enne di Taurisano, noto alle FF.PP., per maltrattamenti in famiglia. Intorno alle 21 di ieri, sul numero unico di emergenza europeo 112, è giunta una chiamata con la quale una donna chiedeva l’intervento dei Carabinieri della Compagnia di Tricase poiché il marito si era allontanato da casa portando con sé la figlioletta di 16 mesi. Sul posto è stata inviata l’autoradio dell’Aliquota Radiomobile il cui equipaggio, appena arrivato all’indirizzo comunicato dalla signora, ha trovato, sulla soglia della porta dell’abitazione, un uomo in evidente stato di ira il quale, tenendo in braccio una bimba, urlava e minacciava tutti. In particolare il soggetto, subito riconosciuto dai Carabinieri per Giuseppe Montinari, minacciava di “annientare” chiunque si fosse messo fra lui e la figlia paventando scenari drammatici che contemplavano anche soluzioni drastiche e definitive. Particolare agghiacciante era la presenza di un’accetta poggiata al muro a pochi centimetri dalla mano libera di Montinari. I militari hanno iniziato a parlare con l’uomo tentando di tranquillizzarlo mentre nel frattempo in zona veniva fatta convergere la pattuglia della Stazione di Castrignano del Capo e arrivava anche il Comandante della Stazione di Gagliano del Capo con un’assistente sociale. All’esterno dell’abitazione, in forte stato di agitazione, la moglie dell’uomo, A.P., 21enne del posto, era terrorizzata dal pericolo che la figlia stava correndo. Durante le lunghe trattative per invitare l’uomo prima a calmarsi e poi a lasciare la figlia, Montinari ha più volte fatto riferimento all’accetta posizionata vicino a lui riferendo di non avere alcun problema ad usarla nei confronti di chiunque si fosse avvicinato. In più occasioni l’uomo ha anche fatto capire che era disposto a compiere gesti estremi perché la bimba se non fosse rimasta con lui non sarebbe stata “di nessuno”. Dopo circa mezz’ora di incessante dialogo Giuseppe Montinari è sembrato tranquillizzarsi, ma non ha mai lasciato la piccola che continuava a tenere in braccio. Ad un certo punto il cellulare dell’uomo, che fortunatamente era rimasto all’interno dell’abitazione, ha iniziato a squillare e, istintivamente, Montinari ha posato sua figlia a terra ed è entrato nell’abitazione per rispondere al telefono. Con mossa fulminea i Carabinieri si sono precipitati verso la piccola e, mentre uno la prendeva in braccio e la consegnava all’assistente sociale, un altro ha preso l’accetta e l’ha tolta dalla immediata disponibilità di Montinari. Volendo evitare di ricorrere all’uso della forza in una situazione già di per sé triste e spiacevole, i militari, quando il soggetto è tornato sull’uscio della propria abitazione e non ha più visto figlia e accetta, hanno continuato a parlare con lui invitandolo a non peggiorare la situazione in cui si era andato a mettere. Nel frattempo la bimba è stata portata in una casa di accoglienza mentre la mamma della piccola, assistita dal suo legale di fiducia, denunciava al Comandante della Stazione Carabinieri di Gagliano del Capo, una serie infinita di soprusi fisici e psicologici che lei e la figlia subivano dal marito e padre. In particolare A.P. riferiva di essere vittima di maltrattamenti da quasi due anni, quando ancora era in stato di gravidanza e che la piccola subiva lo stesso trattamento sin dalla sua nascita. Raccontava, inoltre, che la furia di Montinari, esternata in tutta la sua violenza ieri sera, era causata dal fatto che la loro figlia, involontariamente, aveva fatto cadere un’abatjour provocando la rottura della lampadina. Alla vista di tale innocuo incidente l’uomo era andato su tutte le furie rovesciando mobili, lanciando sedie, distruggendo suppellettili e arrivando a minacciare la donna e la bimba con un coltello. Quanto riferito da A.P. è stato puntualmente riscontrato dai carabinieri i quali, una volta entrati in casa della coppia, hanno trovato l’abitazione a soqquadro. Accompagnato in caserma, Giuseppe Montinari è stato tratto in arresto per maltrattamenti in famiglia e, contestualmente, è stato richiesto all’Autorità Giudiziaria, un provvedimento per inibire all’uomo di avvicinarsi alla casa familiare e alle abitazioni dei parenti della moglie. Dell’avvenuto arresto è stata data notizia al Pm di turno presso la Procura della Repubblica di Lecce, che ha disposto il trasferimento dell’arrestato presso la Casa Circondariale “Borgo San Nicola” di Lecce dove Giuseppe Montinari è stato associato a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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