Donne e lavoro: premio di laurea per studentesse

Oltre alle difficoltà della conciliazione tra vita e lavoro, il problema dell’uguaglianza di genere è tutt'altro che risolto

La Consigliera di parità della Provincia di Lecce ha indetto un concorso pubblico (il bando è in allegato) per soli titoli destinato a studentesse dell’Università del Salento che abbiano svolto la tesi di laurea specialistica sul tema “Conciliazione vita-lavoro” per l'attribuzione di un Premio di laurea dell’importo di 2.500 euro. Il termine per la presentazione delle istanze relative al Premio di Laurea “LecceDonna” IV edizione- 2010' stato prorogato al 4 dicembre 2010. Come noto, il binomio donne e lavoro si esprime attraversi alti tassi di conflittualità. Oltre alle difficoltà della conciliazione tra l'occupazione e il proprio quotidiano privato, il problema dell’uguaglianza di genere è tutt'altro che risolto. L'Italia è fanalino di coda nella classifica delle pari opportunità. “Donne e lavoro, una cultura contro” è il titolo di un interessante articolo, del 18 novembre scorso, scritto da Paola Profeta, professore associato di Scienza delle finanze alla Bocconi e fellow di Econpubblica e pubblicato qui. “Il tasso di occupazione femminile è del 46%, penultimo in Europa, seguito solo da Malta e lontano dall’obiettivo del 60% fissato a Lisbona per il 2010, e ancora più lontano dal nuovo obiettivo che prevede per il 2020 un tasso di occupazione sia maschile sia femminile del 75%. Ma l’Italia è variegata: mentre il Nord con un tasso di occupazione superiore al 56% non è troppo lontano dall’obiettivo di Lisbona, per il Sud, fermo al 30,6%, la distanza è abissale. Eppure le differenze nei tassi di occupazione maschili tra Nord e Sud, pur esistenti, non sono così enormi. Lo stesso vale per i tassi di istruzione: anche al Sud le laureate hanno superato i laureati e la percentuale di laureati è molto simile a quella del Nord. Sembrerebbe quindi che al Sud quei fattori che possiamo riconoscere alle origini della bassa occupazione femminile in Italia, della mancata valorizzazione dei talenti delle donne e dei loro investimenti in istruzione siano molto accentuati. Quali sono questi fattori? Negli studi con Alessandra Casarico (Donne in attesa. L’Italia delle disparità di genere, Egea, 2010), oltre alle caratteristiche del mercato del lavoro e al ruolo delle istituzioni, ci soffermiamo sull’elemento familiare: la divisione del lavoro all’interno della coppia è in Italia molto sbilanciata, con le donne più dedite al lavoro domestico e al lavoro di cura e gli uomini impegnati sul mercato. Questa divisione dei ruoli così marcata è in realtà parte di un processo culturale più ampio: dipende da valori e norme sociali che tendono a riprodurla, espressione delle attitudini degli individui e delle imprese. Ci chiediamo quindi se l’eterogeneità dei differenziali occupazionali di genere sul territorio italiano si possa spiegare, almeno in parte, con fattori culturali. È quanto sosteniamo in una ricerca svolta su dati delle province italiane (Campa, Casarico, Profeta, Gender culture and gender gap in employment, CESifo Economic studies, in corso di pubblicazione). In questa ricerca misuriamo la cultura di genere con due indicatori complementari. Il primo, teso a cogliere le preferenze individuali, è basato sulle risposte date a tre domande di una delle World Value Surveys: essere una casalinga è altrettanto soddisfacente che lavorare sul mercato? Un figlio in età pre-scolare soffre se la mamma lavora? Quando il lavoro scarseggia, gli uomini devono avere precedenza sulle donne? Valori più alti si associano a una cultura più avversa alle donne. Per avere un’idea, sulla seconda domanda oltre l’81% di italiani si dichiara d’accordo, contro una media europea del 50%, con valori al Sud molto più alti che al Nord. La seconda misura è basata sulle previsioni di assunzione di un campione di imprese in ogni provincia e sulle loro preferenze riguardo al genere, rilevate dall’indagine Excelsior di Unioncamere. Secondo questi dati nel 2008 il 41,4% delle imprese italiane dichiara di preferire l’assunzione di uomini, solo il 17,4% preferisce una donna e il resto è indifferente. Di nuovo, al Sud la percentuale di indifferenti è molto più bassa che al Nord. La nostra analisi econometrica mostra che, controllando per una serie di fattori rilevanti (le caratteristiche del mercato del lavoro, la disponibilità di lavori part-time, le caratteristiche socio-demografiche e il contesto istituzionale) nelle province in cui gli indicatori di cultura mostrano una maggiore apertura alle donne lavoratrici, i differenziali occupazionali di genere sono più bassi. Questo vale quando consideriamo entrambe le nostre misure di cultura, a indicare che si tratta di un risultato piuttosto robusto. Al Sud pesa una cultura più avversa alla donna lavoratrice, sia perché i cittadini preferiscono mantenere la divisione dei ruoli nella coppia, sia perché le imprese sono più restie all’assunzione di donne. La strada da fare è ancora lunga”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!