Megasansificio: l'impianto è nocivo e abusivo

Veglie. Associazioni, sindacati e cittadini chiedono a Gabellone di non cedere al ricatto occupazionale di Consorzio Agrario Salento Agricolo e di salvaguardare il territorio

Associazioni ambientaliste, forum, sindacati e singoli cittadini si schierano in maniera decisa contro l’installazione del Megasansificio di Veglie. Lo affermano in una lettera aperta indirizzata al Presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, nella quale affrontano questioni importanti e chiedono spiegazioni. “Il chiarimento – recita la missiva – si rende necessario in forza dell’incontro, richiesto dal Consorzio Agrario Salento Agricolo che, apprendiamo dai giornali, si è tenuto pochi giorni fa in Provincia senza il coinvolgimento, non solo degli Enti territoriali direttamente investiti della vicenda, ma anche di tutti gli altri operatori economici che hanno il proprio centro di interesse nella zona ove dovrebbe essere attivato un impianto”. Facciamo un passo indietro. “Ma la provincia da che parte sta?” si era chiesto, poco tempo fa, il Comitato “Ambiente Sano” dopo aver appreso la notizia che il Presidente della Provincia aveva convocato un incontro, richiesto dal Consorzio Agrario Salento Agricolo, con i rappresentanti della Coldiretti, Confagricoltura e Cia, per discutere del Megasansificio 'La Casa', che nasce abusivo e rimane abusivo, dopo il rifiuto della “Oil Salento” di ottemperare all’ordinanza di demolizione notificata dal Comune di Veglie”. Per il Comitato è del tutto fuori luogo l’interessamento del Presidente per un abuso edilizio non sanato e non sanabile, alla luce della legislazione vigente. Inoltre – si ricorda – c’è stata una sentenza del Consiglio di Stato, che ha anato la concessione in sanatoria rilasciata dal Comune di Veglie e un parere negativo dell’Arpa, che ha ritenuto l’impianto nocivo; che il Megasansificio è situato all’interno del Parco del Negroamaro, dove sono coltivati vitigni pregiati da aziende agricole, che aderiscono al Consorzio di Tutela del Salice Salentino Doc e che queste aziende si sono organizzate giuridicamente a difesa delle loro produzioni dal pericolo del Megaimpianto; che tutte le aziende agrituristiche del territorio hanno presentato ricorso davanti prima al Tar di Lecce e poi davanti al Consiglio di Stato in seguito e che sono disposte a difendere la sentenza che boccia l'impianto perché lo ritengono una minaccia alle loro attività, che i Comuni di Salice Salentino, di Sandonaci, di San Pancrazio Salentino, di Guagnano e di Porto Cesareo hanno fatto ricorso contro il rilascio della sanatoria del Megasansificio, perché lo ritengono devastante per l’intero territorio del Nord Salento. Si possono ignorare queste condizioni? Ma torniamo all'oggi. “Secondo quanto appreso dalla stampa – si legge nella lettera aperta a Gabellone – il fulcro dell’incontro era incentrato sul paventato 'blocco' di circa 50 assunzioni, peraltro di tipo stagionale, che scaturirebbe dalla mancata attivazione del Megasansificio. Ebbene, inutile ricordarle, vista la sua completa attenzione per il territorio, che le aziende già operanti nella zona di riferimento, che verrebbero lese dall’attivazione di quest’impianto, hanno alle loro dipendenze un numero di persone di gran lunga superiore rispetto a quello rivendicato nel ricatto occupazionale operato dal Consorzio Agrario Salento Agricolo. Ora, Presidente, dinanzi a un investimento sbagliato e che l’Arpa stessa ha ritenuto nocivo, si solleva il 'problema sansa', senza informare correttamente che esistono altri modi, più rispettosi dell'ambiente e del territorio, indicati dal Ministero delle Politiche Agricole con il nuovo “Piano Olivicolo – Oleario”, pubblicato nell’aprile del 2010, per lo smaltimento dei residui della spremitura delle olive. Presidente, la sua disponibilità all’ascolto va certamente contemperata con la necessità di constatare che si tratta di un insediamento industriale realizzato illegalmente, i cui proprietari si rifiutano di demolire, pur a fronte dell’attesa dei cittadini al ripristino della legalità, visto che esiste presso la Procura del Tribunale di Lecce una denuncia penale per abuso urbanistico fatta alla “Oil Salento” dalla Polizia Municipale del Comune di Veglie, alla quale denuncia nessuno ancora dà seguito. Abbiamo fiducia e siamo convinti che Lei Presidente rispetterà la correttezza delle procedure, si attiverà per la difesa dell’ambiente, tutelerà le produzioni agricole, promuoverà il turismo rurale, proteggerà il paesaggio agrario e utilizzerà tutti i mezzi a sua disposizione per il ripristino della legalità a protezione delle Popolazioni del Nord Salento”. Firmatari: Ambiente sano, Cgil, la Confederazione italiana agricoltori, il Consorzio di tutela e valorizzazione del Salice salentino dop, Italia nostra, la Lega italiana per la lotta contro i tumori, Legambiente, Forum Ambiente salute, associazione Grande Salento, Nuova Messapia, Salento Terra D’Arneo-Turismo rurale, Azione Cattolica Veglie, Agesci Scouts Veglie 1 31 ottobre 2010 – Megasansificio a Veglie: si ricostituisce il fronte del No Si ricostituisce il fronte del NO al megasansificio di Veglie con i sindaci dei Comuni interessati, le cantine, il Consorzio di Tutela, tutte le associazioni e i cittadini. L'occasione per ritrovarsi e far sentire pubblicamente la propria voce è un incontro fissato per il giorno 2 novembre alle ore 18.30 presso il Centro Polifunzionale “Padre B. Perrone”, Via Pasquale Leone a Salice Salentino. Il “Comitato Ambiente Sano” invita tutti a partecipare. “Nonostante ci sia una pronuncia del Tribunale – dice il Comitato – un’ordinanza di demolizione e un fascicolo aperto presso la Procura della Repubblica, concordi sull’abusività del Megasansificio, nelle nostre campagne si erge ancora indisturbato un camino alto 40 m. e la minaccia d’attivazione di bruciatori dalla potenza termica di 48 MW”. “Alla luce anche della campagna mediatica intrapresa da chi il sansificio lo vuole, lasciando intendere che l’impianto – per cui è stata richiesta la sanatoria – è un intervento diverso rispetto a quello inizialmente progettato dall’Oil Salento, è normale che della vicenda si ritorni a parlare a gran voce, soprattutto adesso che il Comune di Veglie ha notificato un avviso di rigetto alla richiesta di sanatoria avanzata. Adesso si minaccia pubblicamente di versare nella pubblica piazza la sansa prodotta nei frantoi; adesso , più che mai, è necessario ribadire la pericolosità dell'impianto per la salute dei cittadini, per l’ambiente e per l’economia del nostri territorio”. Link al sito http://comitatoambientesano.blogspot.com/

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