Ripetitore Telecom. La questione arrriva in Parlamento

Lecce, via Taranto. L'on. Ugo Lisi (Pdl), a seguito di proteste di cittadini che temono per la propria salute, a causa di emissioni elettromagnetiche, porterà la questione all'attenzione della Commissione Ambiente

“Porterò in Parlamento, all’attenzione della Commissione Ambiente, la questione relativa all’antenna Telecom situata in Via Taranto a Lecce. Dopo vari sopraluoghi nelle settimane scorse e nella giornata di domenica 24 ottobre, insieme ai cittadini che hanno chiesto il mio intervento, mi sono recato in diverse abitazioni situate nel quartiere in posizione prospiciente al traliccio”. La questione del ripetitore di via Taranto dura da tempo. Già in aprile, esponenti del Pd a Palazzo Carafa, Antonio Rotundo e Carlo Benincasa, hanno invitato la Telecom “a smantellare l’antenna in via definitiva e nel contempo hanno intimato all'azienda il ripristino dello stato dei luoghi in quanto i lavori di potenziamento eseguito sono stati fatti senza la necessaria autorizzazione e con diffida all’esecuzione da parte dell’Ufficio Urbanistico” Inoltre, hanno chiesto all’amministrazione del Comune di Lecce di “individuare, ai sensi della sentenza del Consiglio di Stato del 26/08/2003 che ha riconosciuto, tra l’altro, la competenza dei Comuni, a pianificare urbanisticamente la localizzazione delle infrastrutture di telecomunicazione nel tessuto urbano, creando un’area tecnologica, al di fuori del centro abitato ove installare tutti gli impianti presenti in moltissime zone della città, dando così una risposta alle reali preoccupazioni dei cittadini”. I consiglieri del Pd hanno agito su sollecitazione di un comitato composto dai residenti di via Taranto per la rimozione del traliccio – che si dicono preoccupati dei campi elettromagnetici. Si legge nel comunicato firmato da Rotundo e Benincasa che “l’antenna di viale Taranto è installata in una zona densamente popolata e i cittadini sono fortemente preoccupati per la loro salute. Si rende necessario ed urgente da parte dell’amministrazione comunale (…)individuare un piano per la creazione di aree tecnologiche al di fuori del centro abitato. Le aree possono essere espropriate da parte del Comune e una volta attrezzate, assegnate in uso ai gestori versando questi ultimi un corrispettivo restando soggetti ad oneri pluriennali, non solo economici, ma anche di comportamento ad esempio accettando la multi gestione senza ostacolare l’irradiazione altrui”. Tornando all'oggi, per Ugo Lisi la vicenda è quanto mai attuale perchè, “la crescita urbanistica del quartiere in cui è ubicata l’antenna comporta situazioni al limite del paradosso, poiché alcune abitazioni danno l’affaccio delle stanze da letto, dei soggiorni e, addirittura, delle cucine su questo ripetitore” generando “interferenze su frigoriferi, telefonini e televisori. È legittimo, di conseguenza, che ad alcuni nostri concittadini sorga il dubbio della ricaduta sulla loro salute di tali emissioni”. “In questi anni – continua Lisi – so quanto la Circoscrizione Rudiae-Ferrovia e il Comune di Lecce abbiano preso a cuore la vicenda (portata alla mia attenzione dal Consigliere di Quartiere di centrodestra, Leo Ciccardi). Ritengo, pertanto, di dover fornire il mio contributo, sia in qualità di Parlamentare della città che di componente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, per sollecitare gli organi competenti ad un supplemento di intervento a sostegno di quello dell’Amministrazione Cittadina, poiché appare evidente che dinanzi all’impegno dei cittadini leccesi e dei loro rappresentanti alcune grandi aziende di telecomunicazione sembrino non voler rispondere con altrettanta solerzia”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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