Pari opportunità

Ray Charles e la vicina di casa

Il tono, divertito e cameratesco, è quello dell’uomo che parla di donne con altri uomini. Ce n’è una che ha il vantaggio di essere vicina di casa dell’ “io cantante”. Non c’è bisogno di portarla in giro al cinema, bar o eventi mondani. Anzi, lei lo bacia e lo abbraccia di preferenza “when there is nobody else around”. Il grido “Halleluiah” e la parola “love”, nel titolo e nel ritornello, forse sono un po’ esagerati, ma il servizio è meglio di una qualsiasi pizzeria con consegna a domicilio qui in zona. Quando lui si sente solo, alza il telefono e non fa in tempo a contare fino a quattro che quella… toc toc toc (fa il rullante)… è già arrivata! La mattina, poi, la signorina si fa viva prima dell’alba, forse per non far mormorare i condòmini. E qui Ray Charles conia la sua metafora più delicata: “Mi porta il caffè nella mia tazza preferita”. Per capire a cosa si riferisce non c’è bisogno di depravarsi il cervello su quelle letture che vedono nel sacro Graal il simbolo dell’utero di Maria. Sessista? Le dame del jazz-soul si sono rifatte con un semplice espediente grammaticale: basta cambiare i pronomi.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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