La “Repubblica salentina” tira le orecchie alla “Padania”

Un polverone sollevato dall' interpretazione strumentale della mission dei ragazzi del Costa di Lecce da parte del quotidiano leghista

“Ma quale secessione” i Ragazzi del Costa non ci stanno ad essere tirati per la giacchetta e tirano fuori carta, penna e…artigli. “Giù le mani dalla 'nostra Repubblica” “Che mattinata! Hanno cominciato a fischiarci le orecchie già dalle prime luci dell’alba, hanno comincato a squillare i cellulari con la messa in onda delle prime rassegne stampa dei telegiornali nazionali e per tutta la mattinata non è stato altro che un rispondere a domande e rilasciare interviste, telefoniche e via e-mail. Ma cosa è successo? E’ successo che sulla prima pagina de 'La Padania' di oggi, martedì 14 settembre, si legge fra i titoli la frase 'A Lecce un istituto tecnico adotta il marchio dell’autoproclamata Repubblica Salentina'” e, nelle pagine 2 e 3 viene riportato un articolo a firma di Giovanni Polli relativo al caso del 'Sole delle Alpi' ad Adro. Riportiamo testualmente le parole di Polli: 'Chi ha alzato tutte le polemiche e i polveroni per gli arredamenti di Adro non si è però dimostrato un critico attento, bensì piuttosto a senso unico (o a peso doppio): nessuno si è infatti mai accorto dello scudo con la scritta Repubblica Salentina che campeggia nel sito dell’Istituto tecnico commerciale O. G. Costa di Lecce. Una scuola che vanta di essere stata «la scuola più premiata d’Italia negli ultimi dieci anni», e che quindi i riflettori addosso ce li deve avere ben puntati. Nessuna protesta malgrado sia stato lo stesso istituto pugliese a realizzare un 'marchio' per la promozione del territorio dai toni decisamente autonomisti nella lettera e nell’iconografia: “Repubblica salentina”, appunto. D’altra parte, se l’istituto è stato pluripremiato ed è diventato un’eccellenza scolastica, un motivo ci dovrà pur essere. Con queste poche parole Polli è riuscito a sollevare in noi contemporaneamente un senso di: gratitudine, sorpresa, offesa, incoraggiamento Ma andiamo per ordine. Abbiamo provato gratitudine in quanto non capita certo tutti i giorni che un movimento di promozione territoriale locale messo in piedi da un gruppo di neo-diplomati venga menzionato in tutti i telegiornali e radiogiornali del Paese. Oggi il nostro sito ufficiale www.repubblicasalentina.it ha ricevuto una clamorosa impennata di visite e l’articolo di Polli ha fatto sì che oltre 4.000 persone (tante sono circa le visite in più rispetto alla media) hanno avuto modo di conoscere e scoprire la reale natura di Repubblica Salentina. Abbiamo provato una grandissima sorpresa in quanto, forse a causa della nostra giovane età, eravamo convinti che un giornalista dovesse minimamente documentarsi prima di riportare nero su bianco il proprio pensiero. Cosa che, invece, Giovanni Polli non ha assolutamente fatto, perché sarebbe stato sufficiente inserire 'repubblica salentina' in un qualsiasi motore di ricerca in internet per approdare al sito ufficiale e per leggere molto semplicemente e a chiare lettere di cosa si tratta. E se anche non avesse voluto o saputo utilizzare le nuove tecnologie, sicuramente sarebbe bastato chiedere a qualche collega della sua stessa redazione qualche chiarimento e avrebbe scoperto che, riportando alcuni passaggi pubblicati sul sito: Repubblica Salentina è una scissione? …è secessione? …un distacco? Assolutamente no! anzi… E’ un'idea che parte dal basso (…cosa c’è di più “basso” dei giovani?), non nasce da una programmazione politica e non nasce sui tavoli di un gruppo industriale. Prende corpo dalla creatività e dalla voglia dei giovani salentini di muoversi intorno ad una delle passioni che hanno più a cuore: il loro territorio. Repubblica Salentina è una res publica ('cosa di tutti' – per gli antichi, non era altro che l'interesse per il bene della collettività), non ha presidenti o ministri, non ha sottosegretari o portaborse, non è un organo politico né un partito, non ha interessi di colore, ma esclusivamente interessi di sviluppo territoriale, e non ha leggi, se non quelle naturali dell’umanità basate sul rispetto reciproco, sulla libertà di espressione, sulla tolleranza e sulla solidarietà. Non un distacco, quindi, ma un elevarsi. Come se geograficamente la penisola salentina si sollevasse, permettendo agli altri di notarla più facilmente e ai salentini di vedere meglio e più lontano. In questo modo il territorio avrà la possibilità di essere più visibile, più riconoscibile. Al tempo stesso, questo simbolico 'tirar su la testa' migliorerà la nostra capacità di vedere, di osservare, di apprendere e di integrarci con le diverse culture del Mediterraneo e del mondo. Non è una 'chiusura', la strada della crescita e dello sviluppo deve passare necessariamente dalla conoscenza e dall’integrazione culturale e artistica con ogni popolo.” Questi sarebbero i 'toni decisamente autonomisti nella lettera e nell’iconografia'? Detto questo, ci vengono spontanee due altre considerazioni. Prima: Polli ha scritto: '…chi ha alzato tutte le polemiche.. .. non si è però dimostrato un critico attento…'. E lui, facendo in questo modo, l’ha dimostrato? Seconda: Polli si è meravigliato che nessuno abbia protestato per queste attività svolte dagli studenti del Costa, …e chi potrebbe protestare contro un originale e simpatico movimento che promuove in maniera assolutamente 'pulita' l’accoglienza e l’ospitalità della propria terra? Ci siamo sentiti profondamente offesi nel passaggio 'nessuno si è mai accorto dello scudo con la scritta “Repubblica Salentina…'. Nessuno se n’è accorto? Se n’è accorto lui stesso insieme a circa 14.000 altri giornalisti in Italia che ricevono periodicamente i nostri comunicati, si sono accorti il Presidente della Repubblica che ci ha conferito due medaglie per l’attività svolta con il gruppo 'GPace – Giovani per la Pace', si è accorto il Ministero della Pubblica Istruzione che ci ha invitato a presentare il nostro lavoro al 'Job & Orienta' di Verona, si è accorto il ministro Brunetta definendoci Amministrazione Eccellente, si è accorta l’Università Cattolica di Milano e l’Istituto Luigi Sturzo di Roma che ha realizzato un case study, si è accorto il CNR che ci ha invitato a partecipare al loro concorso…. Infine abbiamo provato un gran senso di incoraggiamento in quanto il pezzo su La Padania, il contatto con le decine di giornalisti che ci hanno chiamato ed i tanti interventi ricevuti via mail e sul nostro profilo Facebook hanno rafforzato in noi la conferma che la strada intrapresa è proprio quella giusta e ci hanno caricato con una più forte e decisa voglia di fare. Sentirete ancora parlare di Repubblica Salentina e ne parlerete, ma prima di farlo, documentatevi un po’”. 15 settembre 2010 – E la Repubblica salentina finì sulla Padania L'Istituto “Costa” di Lecce in prima pagina sul giornale della Lega per una cattiva interpretazione della “mission” dei ragazzi della “Repubblica”. Tutt'altro che scissionista. Eppure la Repubblica salentina è stata considerata dalla Padania, il giornale di Bossi, come esempio della voglia di rivendicazione identitaria con fini secessionisti

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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