Emergenza degrado ambientale per i Bacini di Ugento

Angelo Minenna del Pdci interpella l'assessore all'Ambiente ugentino Lecci sulle disfunzioni dell’impianto di depurazione in contrada Livino

Il consigliere comunale del Pdci di Ugento, Angelo Minenna interviene sul problema del degrado ambientale presso i Bacini di Ugento e le disfunzioni dell’impianto di depurazione, sito in contrada Livino. Minenna interpella l’assessore all’Ambiente del Comune, Massimo Lecci e chiede di mettere a conoscenza il Consiglio Comunale e la competente Commissione Consiliare sull’Ambiente, di risultanze di prelevi, analisi e monitoraggi fatti dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, o da altri Enti o Istituti di ricerca e prevenzione ambientale, presso i Bacini che, per il loro pregio naturalistico e la loro importanza quale zona umida, sono stati inseriti, da tempo, ai sensi della Direttiva Europea “Habitat” 43/92 nei Siti d'Importanza Comunitaria (Sic), e come tali meritevoli di tutela e conservazione in quanto sito privilegiato di importanti biodiversità. Scrive Minenna che “da oltre un anno, gran parte di questi Bacini ricade nel neonato Parco Naturale Regionale 'Litorale di Ugento', di cui il Comune di Ugento è Ente di Gestione provvisorio, con tutte le responsabilità annesse in materia di sorveglianza dei beni ambientali e delle specie faunistiche presenti in quelle zone. I suddetti bacini vivono da decenni interventi invasivi e distruttivi da parte dell'uomo: scarichi fognari a cielo aperto da parte di alcuni villaggi turistici, scarichi clandestini di liquami e fanghi di depurazione (non ultimo l'episodio di fine agosto dell'anno scorso!), provenienti da residui di lavorazione di depuratori e auto spurghi, sversamento di residui di concimazione chimica agricola, soprattutto nel tratto Risetani – Colatisi all'ingresso di Torre San Giovanni, provenienti dai canali di scolo, di proprietà del Consorzio di Bonifica 'Ugento – Li Foggi', che attraversano, in maniera incontrollata e indisturbata (ci vorrebbero dei reticolati di protezione e filtro all'interno degli stessi, in modo da evitare che almeno pneumatici e plastiche varie finiscano, in un modo o nell'altro nei Bacini!), gran parte delle campagne di Casarano, Taurisano, Ruffano e Supesano portando così gran parte di rifiuti ed altro rinveniente dalle lavorazioni agricole nei canali stessi ed infine in mare. Questi interventi, così come rilevato da studi effettuati proprio dal Comune di Ugento, di concerto con l'Università del Salento, costituiscono un fattore di grave compromissione ecologica, soprattutto per un delicato ecosistema quale quello dei bacini di Ugento. Da diversi giorni, si riscontra nelle acque dei bacini, in particolare Suddenna e Risetani – Colatisi, posti proprio nell’abitato di Torre San Giovanni un colore verdastro e, in certe ore del primo pomeriggio, un leggero odore nauseabondo, tipico di scarichi fognari a cielo aperto. A tal proposito si evidenzia il fatto che i tratti sopra descritti costituiscono l’unico sbocco delle acque reflue provenienti dai depuratori del nostro territorio, in particolare di quello sito in contrada Livino. Ad una prima superficiale analisi, e da voci intercorse negli ambienti scientifici e dell’ecologismo locale, pare che ciò sia dovuto a un'alta percentuale, ben al di sopra della norma, di azoto presente nelle acque, e i cattivi odori ad un malfunzionamento dell’impianto di depurazione di Ugento. A ciò si aggiunge, come da documentazione fotografica, il fenomeno, ormai diventato abituale da qualche anno a questa parte, della crescita smisurata di alghe verdastre, le quali in passato hanno causato pericolosi fenomeni di eutrofizzazione delle acque e di moria di pesci e specie vegetali presenti nei Bacini di Ugento”. Quindi la gestione dei Bacini, “non può essere più un continuo 'scaricabarile' tra Comune e Consorzio di Bonifica, in quanto, a mio parere, ognuno ha le proprie responsabilità in merito: il primo in quanto, seppur provvisoriamente, diretto gestore del parco naturale, con tutti gli obblighi, previsti dalla legge, che dalla gestione nel derivano, il secondo in quanto realizzatore e titolare della proprietà degli stessi”. La gestione, secondo Minenna, dovrebbe essere collegiale e interistituzionale in modo tale da comprendere diversi soggettiin attesa che venga istituito in maniera definitiva il comitato di gestione del parco. I rilievi di Arpa Puglia Nelle analisi di Arpa Puglia, richieste e ottenute da Minenna in data 22 aprile 2010, con nota prot. n° 19662, e relative ai prelievi effettuati nei Bacini di Ugento e presso il Depuratore Comunale, relativi agli anni 2008 e 2009, “si riscontra – scrive il consigliere – una elevata percentuale dei seguenti elementi chimici: zinco, alluminio ed altri Ipa totali, piombo e rame. Sempre nelle suddette analisi, in particolare in quelle relative al prelievo effettuato in data 8 maggio 2009 presso l’impianto di depurazione comunale sito in Contrada Livino, si riscontra un superamento del valore microbiologico del parametro 'Escherichia coli', il cui parametro limite è di 5.000, mentre qui abbiamo un risultato di 150.000, chiaro sintomo questo di una elevatissima presenza di coliformi fecali nelle acque dei bacini di Ugento. Tali dati dovrebbero allarmarci seriamente, soprattutto se si vanno ad aggiungere quelli dei prelievi fatti sempre presso l’impianto di depurazione comunale in data 5 giugno 2009, dove si riscontra un superamento dei valori dei tensioattivi anionici e quindi dell’azoto e del fosforo totale, oltre a quello dei cloruri. La stessa drammatica situazione si ripete nei prelevi effettuati da Arpa Puglia, sempre presso l’impianto di depurazione comunale, in data 28 agosto 2009 e 28 ottobre 2009.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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