Concerto della Fondazione Notte di San Rocco 2010

Torrepaduli in fermento: la comunità pronta ad assistere al grande evento di pizzica, tamburello e scherma per i festeggiamenti in onore del Santo Patrono

Il concertone si terrà nella serata di oggi, sotto l’Alto Patrocinio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Interno, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero per i Rapporti con le Regioni, Ministero dell’Ambiente e del Territorio, Ministero del Turismo e con il patrocinio di Regione Puglia, Provincia di Lecce, Città di Ruffano, Università del Salento, Camera di Commercio di Lecce, Azienda di Promozione Turistica della Provincia di Lecce, Confindustria Lecce, Istituto di Culture Mediterranee, Associazione Integra Onlus e Osservatorio Urbanistico Teknè. Il programma Giardini di Palazzo Pasanisi (Torrepaduli) h. 18: saluti istituzionali h. 19: presentazione del libro di Pierpaolo de Giorgi “La Pizzica, la Taranta e il Vino – Il pensiero armonico” (Congedo editore). Il testo fa parte della collana La Notte di San Rocco promossa dalla Fondazione in partnership con l’editore salentino. Piazza San Leonardo (Torrepaduli) h. 20: degustazione enogastronomica dei piatti tipici della Notte di San Rocco a cura del “Cenacolo dei Sommi estimatori e Massimi degustatori del Vino Rosato”. Largo San Rocco (Torrepaduli) h. 21: Il Concerto (direzione artistica di Pierpaolo De Giorgi) Gli artisti sul palco – Compagnia del solstizio mediterraneo (pizzica danzata)

compagnia solstizio mediterraneo

– Zimbaria (pizzica tradizionale)

zimbaria

– I Tamburellisti di Torrepaduli (pizzica d'autore)

tamburellisti

– Tammurriantella – Ugo Maiorano ed i Virtuosi della Tarantella di Paternopoli (tammurriata e tarantella)

ugo maiorano

– Beppe Mucelli e Maffio dei Dinamo Folk Rock Band Presenta l'attore internazionale cinese Yang Shi

yang shi

Gli obiettivi della Fondazione In un comunicato a firma di Pasquale Gaetani (Presidente) e di Ermanno Inguscio e Franco De Donatis (vice Presidenti), si spiega che “la Fondazione 'Notte Di San Rocco – Tamburello, Scherma in Ronde' si prefigge di tutelare l'identità culturale di un bacino territoriale, quella dei Comuni di Ruffano, Montesano Salentino, Miggiano e Specchia che ritrovano nella storia centenaria del culto e della tradizione di San Rocco di Torrepaduli, con particolare riferimento alla 'danza delle spade', una espressione qualificante della propria cultura, radicata nella memoria storica, nella lingua, nelle tradizioni, nell'architettura, nei riti, nella vocazione all'accoglienza turistica ed interetnica. Essa, nel quadro più generale della conoscenza dell'area salentina, ritiene di offrire contenuti complementari di assoluto fascino, promuovendo la salvaguardia della propria cultura, nonchè la nascita di servizi integrati in materia di turismo, d'impresa, di istituzioni, di socialità. Pertanto la suddetta Fondazione mira a recuperare, tutelare e conservare, con opportuni interventi mirati, ogni manifestazione volta a: – salvaguardare lo studio e la valorizzazione del patrimonio delle tradizioni popolari del territorio e dunque a riproporre la caratteristica “pizzica scherma”, anche nota come “danza delle spade”, con le modalità espressive presenti nella notte del quindici agosto nel Largo antistante la Chiesa-Santuario di San Rocco di Torrepaduli; – favorire sinergie tra Istituzioni e realtà del mondo imprenditoriale volte alla creazione e alla fruizione di servizi integrati nel settore turistico-ricettivo, della ristorazione e di percorsi enogastronomici salentini; – trasmettere ed elaborare testi letterari (teatro, poesia e prosa, in lingua ed in vernacolo) e musicali collegati ai mondi della civiltà contadina e del disagio del trascorso Novecento; – conservare e tutelare ogni espressione del mondo artistico-artigianale del territorio (ramai, figuli, ricamatrici e merlettatrici, floricoltori, ecc…); – incentivare la creatività giovanile con l'istituzione di un premio triennale di tesi di laurea prodotte su contenuti in ambito storico-letterario e delle tradizioni popolari; – tutelare e valorizzare i manufatti di pregio artistico (palazzi, case a corte, mignani, centri storici) e religioso (affreschi, cripte, cappelle, chiese, santuari, edicole votive, calvari) in ambito pubblico e privato; – conoscere e conservare le manifestazioni degli insediamenti rupestri (muri e costruzioni a secco, pajiari o furneddhi, attrezzi da lavoro) e tutelare i contenitori-museo; – studiare le manifestazioni artistico-musicali delle etnie rom, quale approccio alla conoscenza delle culture balcaniche, per le forti analogie presenti circa gli usi, costumi e le loro danze tradizionali; – favorire forma di turismo religioso, con opportune iniziative collaterali e/o di supporto, come la “Rete dei Santuari di San Rocco (rsrr), riscoprendo antichi percorsi di pellegrinaggio (sulla direttrice Roma-Gerusalemme) istituendo collegamenti tra comuni d'Europa e del Salento, che abbiano il patronato di San Rocco, la tradizione della festa e/o di una Confraternita. La Fondazione potrà, tra l'altro, ideare e sostenere progetti ed idee utili allo sviluppo della cultura, anche locale, in tutte le sue manifestazioni, in un'ottica internazionalistica, solidaristica e mutualistica, con particolare riguardo agli aspetti formativi e pedagogici della medesima. La Fondazione intende altresì privilegiare le relazioni con gli organi istituzionali, enti pubblici e privati, per l'istituzionalizzazione della cultura musicale attuale italiana, non solo giovanile, e dei suoi aspetti culturali, e per la sua divulgazione e promozione all'estero, acquisendone titoli, rappresentanza, riconoscimenti e finanziamenti”. 14 agosto 2010 – Fra riti e musica, inizia la lunga Notte di San Rocco Ritorna l'evento della Notte di San Rocco nella notte tra il 15 e il 16 agosto quando, una grande folla di gente si riunirà per ballare la nota “Danza delle spade” che, con inizio alle 23 del 15 (dopo il ritorno della statua di San Rocco dalla processione nella sua cappella) durerà fino alle 5 del mattino seguente, quando il suono delle campane annuncerà la prima Messa. Ma il momento clou della manifestazione è previsto mercoledì 18 agosto. Alle ore 18, nei giardini di Palazzo Pasanisi, sotto l’Alto Patrocinio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Interno, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero per i Rapporti con le Regioni, Ministero dell’Ambiente e del Territorio, Ministero del Turismo e con il patrocinio di Regione Puglia, Provincia di Lecce, Città di Ruffano, Comitato Feste San Rocco, Università del Salento, Camera di Commercio di Lecce, Azienda di Promozione Turistica della Provincia di Lecce, Confindustria Lecce, Istituto di Culture Mediterranee, Associazione Integra Onlus e Osservatorio Urbanistico Teknè e alla presenza delle maggiori personalità politiche locali, introdotte da Pasquale Gaetani, Presidente della fondazione “Notte di San Rocco”, si darà il via all’edizione 2010 della “Notte di San Rocco”. Per l’occasione sarà anche presentato il libro “La Pizzica, la Taranta e il Vino. Il pensiero armonico”, di Pierpaolo De Giorgi. A partire dalle ore 21, poi, il concertone finale, diretto quest'anno da Pierpaolo De Giorgi e il suo gruppo, i Tamburellisti di Torrepaduli con la Compagnia del Solstizio Mediterraneo, che si esibirà in uno spettacolo di pizzica danzata; gli Zimbaria, il gruppo di pizzica tradizionale, i Tamburellisti di Torrepaduli con la pizzica d’autore e i Tammuriantella, Ugo Maiorano ed i Virtuosi della Tarantella di Paternopoli. Ospiti d'eccezione saranno Beppe Mucelli e Maffio, dei Dinamo Folk Rock Band. Per gli appassionati ci sarà anche la possibilità di partecipare a un workshop, tenuto da un produttore di tamburelli, per conoscere le tecniche di costruzione di questi strumenti e imparare a suonare i ritmi della pizzica. Infine l'enogastronomia: il “Cenacolo dei sommi estimatori e massimi degustatori del vino rosato” ha organizzato un percorso di degustazione di piatti tipici in abbinamento con del buon vino. San Rocco e il rito della danza E’ un rito antico, forse arcaico, considerate le movenze della danza pizzica, e paradossalmente moderno, visto che riesce a richiamare migliaia di giovani. San Rocco guaritore. San Rocco pellegrino, ma soprattutto San Rocco amato e venerato a Torrepaduli più che altrove.

san rocco

E’ un Santo di origine francese (1295-1327), che nei secoli ha guarito da uno dei morbi epidemici più pericolosi e temuti: la peste bubbonica. La tradizione agiografica ci dice che San Rocco, grazie alla sua fede e alla sua carità è riuscito a portare la salvezza in una epidemia che funestò l’Italia del Nord durante il XIV secolo. La festa di San Rocco coincideva tradizionalmente con una delle più importanti fiere contadine della provincia, ed era occasione di pellegrinaggio da parte dei devoti di San Rocco, numerosissimi nella provincia di Lecce. Sia i pellegrini che i numerosi commercianti passavano la notte in attesa dell’ apertura della chiesa e dell'inizio della fiera di fronte al Santuario, ingannavano il tempo suonando, cantando e, in alcuni casi, ballando la scherma. Un rito che ha origini antichissime e che si ripresenta ogni anno come l’avvicendarsi delle stagioni. Forse i significati di oggi sono diversi rispetto a quelli di un tempo, ma la magia e lo spirito che si creano all’interno delle ronde strette tra l’accalcarsi di tantissima gente, sono veramente autentiche.L’atmosfera che si respira a Torre Paduli nella notte più attesa dell’anno è veramente unica. Nella lunga notte tra il 15 ed il 16 agosto è tutto un fermento ed un crearsi di ronde spontanee nel cui interno danno spettacolo i danzatori delle spade, simulando gli antichi duelli che si verificavano un tempo nei mercati. Al ritmo incessante del tamburrello gli uomini si “combattono” nel rispetto di antiche ed ancestrali regole e consuetudini. La grande festa di San Rocco di Torrepaduli è ormai tornata ad un nuovo splendore. L'incremento dei pellegrini e dei visitatori, le attività economiche collaterali, la rapida moltiplicazione dei giovani suonatori di tamburello e danzatori di pizzica-scherma, delineano lo scenario di una formidabile tendenza alla riconquista dei valori forti della tradizione salentina. Si riscoprono soprattutto antichi simboli musicali, come il tamburello salentino, e simboli mistici, che si mostrano come sopravvivenze di credenze e pratiche religiose davvero lontane nel tempo. Sulla base di alcuni studi svolti sul fenomeno della Notte di San Rocco, la pizzica-scherma introduce un elemento caratteristico della cultura Salentina, che un po’ si affianca all’aspetto sacro della Festa. E’ il contatto con una popolazione nomade che e' stata di grande importanza per lo sviluppo dei collegamenti culturali tra il Salento e il resto d'Italia: gli Zingari. Gli zingari si muovevano da un paese all'altro, commerciavano cavalli ed erano presenti a tutte le fiere. A Torrepaduli il 16 di Agosto c'è ancora oggi una grande fiera agricola. I contadini e gli zingari arrivavano da tutto il Salento per vendere e acquistare animali e attrezzi. Si fermavano a Torrepaduli alcuni giorni, per la festa di S.Rocco e poi per la fiera. Secondo le ultime ricerche etnografiche il ballo delle spade sarebbe arrivato in Salento agli inizi dell'Ottocento portato proprio da alcune famiglie Rom provenienti dalla Calabria. Le sfide al coltello, diffuse tra gli zingari, a Torrepaduli si sono incontrate con le “ronde” dei tamburellisti salentini. Col tempo le sfide sono diventate mimate e, secondo tale teoria, così è nato il ballo che oggi possiamo ammirare a ferragosto in largo San Rocco. La danza delle spade La tradizione della danza-scherma si conserva tuttora e si svolge il 15 agosto, a Torrepaduli, frazione di Ruffano, ad una cinquantina di chilometri dal capoluogo.

danza spade

Qui, da tutta la penisola salentina, si danno ancor oggi appuntamento i danzatori di “scherma” e i suonatori di tamburello che ne accompagnano e ritmano l'azione. Per chi non conosce le regole della danza in atto, è difficile capire di che si tratti. Si vedono entrare nel cerchio uomini che sembrano affrontarsi in un duello, ma non hanno altra arma che le mani che roteano, come le braccia, per affondare colpi o pararli. Le gambe seguono l'azione di un combattimento, ma anche un elegante passo di danza, di “scherma danzata” appunto, con grazia e precisione di gesti e movimenti. I due sfidanti si muovono come se avessero un coltello nella mano destra. All'improvviso un affondo, un assalto e chi viene “toccato” si ritira: la gente applaude il vincitore. Allora, subentra un altro avversario e addirittura un'altra coppia, per cominciare tutto nuovamente. La rappresentazione folclorica prosegue per tutta la notte, dal tramonto del giorno 15 fino all'alba del 16 agosto, davanti alla chiesa di San Rocco. Si danza ininterrottamente: i protagonisti dei duelli sono accompagnati da vigorosi tamburellisti, da canti, a volte da organetti e fisarmoniche. La sua essenza è nella sua natura più specifica, quella di esprimere la forza e la veemenza di un duello rusticano. Essa rimanda ad un antico rito di sfida al coltello praticato fra gli uomini che si incontravano durante le fiere e i mercati, di solito allestiti nei periodi estivi o autunnali. Col tempo il duello che mirava al ferimento e all'eliminazione dell'avversario si è trasformato in una pura azione animata senza l'arma, in cui rimane però lo scopo di “toccare” l'avversario e di eliminarlo dal cerchio.

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