Lettera aperta a Paolo Perrone

I bambini leccesi non hanno molti luoghi dove giocare all’aperto. Manca il verde pubblico e i giochi

Caro Paolo, giovane uomo che sai sorridere. Questo è il mio invito a dare ancor più serenità al tuo sorriso e senso profondo al tuo lavoro di primo cittadino. Che tu sia esempio, caro Paolo, della verità come sostanza e non come apparenza, che tu possa raccogliere la mia sfida ad essere nuovo rispetto all’ incultura mediatica e dominante per la quale l’immagine conta più del contenuto. Per fare questo, ti chiedo di ritornare alla tua infanzia. Di rammentare quanto fossi felice nel correre all’aperto, scoprendo profumi, colori e forme meravigliose nei fiori, negli insetti, in una foglia. Ricordati di tutte le emozioni che la natura ti ha donato e che ti hanno aiutato a crescere confidente nel mondo e nelle tue forze. A sentirti vivo e fiducioso in ogni tua esperienza successiva. E adesso apri gli occhi. Accòrgiti della differenza tra la cura del verde dell’ Assessorato alla Pubblica Istruzione di Lecce (immagine) ed il degrado dello spazio circostante la Scuola per l’Infanzia 5° Circolo “Livio Tempesta”, proprietà del Comune di Lecce (contenuto). Sarà facile. Li divide un muro basso, essendo due complessi di verde e corpi di fabbrica contigui, stesso progetto edilizio, stessa storia. Accòrgiti del sorriso che non c’è sul volto di tutti quei bambini. Perché non possono giocare all’aperto. Perché non c’è verde ma solo sterpaglia alta, fitta di pattume e pietre. Perché non ci sono giochi. Perché non c’è neanche un albero a fare ombra. HIC SUNT PARVULI. Qui ci sono i bambini. Non i leoni delle inesplorate Terre d’ Africa. Questi sono i giardini comunali dell’infanzia di Lecce. Immagina anche quel giorno, un giorno qualunque che giocano ai piccoli esploratori, a cavalcioni uno sull’altro, in cui i tuoi piccoli ospiti spieranno oltre quel muro e, meraviglia!, vedranno alberi alti ad ombreggiare, palmizi diversi a disegnare contrasti con le nuvole bianche, piante fiorite (e sì che siamo in maggio) ma, soprattutto, un grande, soffice prato d’erbetta giovane giovane. Due le alternative. Dona anche a loro uno spazio esterno altrettanto curato ed accogliente. Oppure, prima o poi, i bambini entreranno da un piccolo pertugio, un passaggio nascosto tra il muro e gli sterpi e sarai testimone di una giocosa, pacifica adunata di piccola protesta… Grazie per la tua attenzione. Grazie per il tuo sorriso Maria Cucurachi (rappresentante dei genitori della Scuola statale per l’Infanzia “Livio Tempesta” di Lecce)

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