275. Gli ambientalisti chiedono un tavolo tecnico

Le proposte emerse nel corso della riunione di ieri presso le Officine Cantelmo di Lecce

“Man mano che si scende verso il Capo, tutto sembra confluire dolcemente verso la punta del Faro e tutto sembra condurre verso l’acqua del mare o al leggero declivio del Santuario”. Con le parole di esaltazione dell’importanza culturale e ambientale del Sud Salento, pronunciate alcuni anni fa dall’arcivescovo della Diocesi Leccese mons. Cosmo Francesco Ruppi, il fronte ambientalista salentino riunito ieri mattina presso le Officine Cantelmo di Lecce, ha smontato una dopo l’altra le polemiche di chi “per impiegare al più presto i soldi pubblici stanziabili, premeva per l’appalto immediato di un progetto per la statale 275 di cui lo stesso Cipe e l’Anas evidenziavano la totale mancanza della Valutazione di impatto ambientale”. Motivo principale della conferenza è stato quello, oltre che di fare chiarezza sull’intero disegno delle quattro corsie, di chiedere soprattutto l’apertura di un tavolo di consultazione e tecnico con la Regione Puglia presieduto dall’assessore Angela Barbanente riconfermata da Nichi Vendola molto probabilmente con delega all’assetto del territorio per rivedere tutte le elaborazioni progettuali del percorso da Montesano a Leuca. L’arteria 275 da Maglie a Leuca, hanno spiegato gli intervenuti, tra i quali spiccavano Vito Lisi, presidente del “Comitato 275”, Antonio Lia del Gal Santa Maria di Leuca, il sociologo Franco Chiarello, Ingrid Simon, il regista Edoardo Winspeare (autore di un intervento sulla “bellezza dei luoghi del Sud Salento che non ha connotazione politica”), attraversa infatti due macro aree del Salento: la prima, da Maglie a Montesano, è quella del neo riconosciuto Parco dei Paduli e bosco Belvedere che la Regione stessa ha assunto come progetto pilota per l’applicazione dei virtuosi principi del Pptr (Piano Paesaggistico) e su cui proprio l’estate scorsa a Nociglia il gruppo della Barbanente ha tenuto un incontro sulla progettazione delle strade parco. La seconda macro area è quella del Capo di Leuca. In tutti e due i territori, ha aggiunto Luigi Russo, la facoltà dei Beni Culturali dell’Università del Salento ha calcolato che per far passare le quattro corsie dovranno essere “sradicati ben 3.530 alberi di ulivo, che verranno pagati ai legittimi proprietari 100 euro l’uno. Per non parlare poi dei 660 ettari di terra espropriati da Tricase a Leuca (18 km), che verrebbero remunerati 700 euro ad ettaro a fronte di circa 15mila euro di valore commerciale minimo. Insomma, in questo grosso affare, a circa un migliaio di proprietari, l’Anas verserebbe così complessivamente 500mila euro, risparmiando una cifra notevole perché col valore di mercato 660 ettari costerebbero 70 milioni di euro”. Alla giunta regionale e all’assessore Barbanente, dunque, le associazioni chiedono che la nuova strada parco diventi “per tutta Europa – con le parole di Oreste Caroppo di “Rinascita del Salento” – esempio virtuoso di progettazione stradale che garantisca le istanze di sicurezza per i cittadini e comporti la massima valorizzazione e tutela del paesaggio favorendo lo sviluppo turistico e culturale del Sud Salento e non il sottosviluppo industriale, costituito da mille cantieri al posto degli ulivi e porti commerciali e petroliferi invece dei gradevoli moli turistici”.

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